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  • 2 giorni fa
Sociologia generale - Lez 18 - La scuola come aiuto e surrogato della famiglia
Trascrizione
00:11Questa è la diciottesima lezione del nostro corso su istituzioni di sociologia, vale a dire
00:20un corso che si concentra sui concetti primi, fondamentali dell'analisi sociologica.
00:28Questa lezione riguarda la scuola come aiuto e surrogato entro certi limiti della famiglia.
00:39E se mi è consentito vorrei proprio partire da un concetto che per la sociologia non solo è fondamentale
00:48ma è anche provato storicamente attraverso l'analisi multisecolare dello sviluppo umano.
00:54Io mi scuso di formulare questa legge sociologica usando naturalmente le debite in maniera così ampia
01:04però è tipico dei sociologi comparare epoca a epoca e in qualche modo, a differenza degli storici,
01:13generalizzare invece di individualizzare.
01:18Invece di concentrarci su fenomeni particolari, cercare invece di cogliere con un'impostazione,
01:27una visuale molto più ampia, somiglianze e differenze tra i vari fenomeni sociali.
01:33Un punto dunque può essere enunciato come base di partenza.
01:38Per l'umanità non si pone problema che in qualche modo poi l'umanità stessa non possa risolvere
01:48o quantomeno avviare la soluzione.
01:51Questa è una ragione di ottimismo, anche se non è un ottimismo irresponsabile,
01:59non è l'ottimismo del dottor Pangloss nel Candido di Voltaire,
02:04no, è un ottimismo pienamente consapevole delle difficoltà insite nello sviluppo della società umana.
02:14Noi abbiamo detto nelle altre lezioni che la famiglia odierna, la famiglia ristretta, nucleare,
02:21a un certo punto si trova a fronteggiare problemi che da sola non riesce più,
02:26non dico neppure a risolvere, ma neppure a vedere nei loro termini propri.
02:34La famiglia nucleare non può, anche se si tratta dell'ultima funzione rimastale,
02:42non può assolutamente curare da sola e di per sé il problema della psicoformazione,
02:51della pedagogia dei propri figli e in qualche modo della loro crescita da bambini ad adolescenti,
03:00da adolescenti a giovani ad adulti, da giovani ad adulti ad adulti, maturi e così via.
03:06Qual è l'istituzione che corre in aiuto della famiglia in tutte le società anche solo mediamente sviluppate?
03:15E' la scuola. La scuola come aiuto e surrogato della famiglia.
03:22E noi vediamo allora i vari argomenti di questa lezione.
03:26Intanto lo scopo del sistema scolastico, i compiti strumentali dei gradi intermedi e infine l'università.
03:37Io vorrei, prima di entrare in pieno nel nostro argomento,
03:41vorrei però ricordare due posizioni polemiche che per l'autorevolezza degli autori
03:48e diciamo anche per il carattere veramente nevragico, cruciale, dei problemi affrontati
03:54sono degne di considerazione.
03:57La prima osservazione riguarda un saggista di origine jugoslava molto bravo
04:05che poi visse a lungo a Quernavaca in Messico e che si chiamava Ivan Illich.
04:11Ivan Illich era un tipico saggista, scrittore, provocatore, di grandi provocazioni.
04:17Una di queste, a parte quelle contro la medicina, contro i malati immaginari,
04:24provocazioni che potevano essere considerate plausibili o non plausibili,
04:28ma ce n'è una che tocca in pieno il nostro argomento,
04:33the schooling society, cioè descolarizzare la società.
04:38In altre parole, considerare la scuola non come un aiuto alle famiglie,
04:44non come uno strumento di accrescimento di consapevolezza
04:48e di formazione psicopedagogica per gli allievi,
04:51ma secondo Illich, secondo Ivan Illich,
04:55la scuola è una sorta di mattatoio di intelligenze
04:59perché in fondo non riconosce le doti individuali.
05:05Io aggiungerei sottovoce, non può farlo perché altrimenti
05:08non sarebbe più la scuola per tutti, ma sarebbe la scuola solo per qualcuno.
05:13E non riconoscendo queste differenze individuali,
05:15che in qualche modo schiaccia gli allievi,
05:20quale che sia il loro livello di intelligenza naturale,
05:23dentro una sorta di forma,
05:28dentro una sorta di impianto
05:33che non riconosce le loro vocazioni personali, private.
05:40Quindi descolarizzare, abolire le scuole sarebbe per Ivan Illich
05:46un grande progresso.
05:48Intendiamoci, Ivan Illich non aveva una famiglia sua,
05:52non aveva quindi a che fare con l'educazione giorno per giorno
05:58di propri figli o nipoti.
06:00In un certo senso la sua polemica era da questo punto di vista,
06:04era certamente una polemica in buona fede,
06:06ma non sufficientemente ancorata nelle difficoltà dell'empirico,
06:12cioè dell'esperienza quotidiana.
06:15E soprattutto, questo è un primo contro-argomento,
06:20ma ce n'è poi un altro importante.
06:23Oggi noi assistiamo,
06:26se guardiamo alle varie statistiche disponibili,
06:30che sono molto importanti da questo punto di vista,
06:33noi assistiamo a un graduale aumento dell'età obbligatoria
06:38per la scolarità,
06:40cioè la scolarità obbligatoria per gli allievi.
06:44In Italia, come altrove,
06:45in tutto il mondo parzialmente,
06:48o molto progredito dal punto di vista tecnico,
06:52noi vediamo che va aumentando.
06:54Perché va aumentando?
06:55Si noti bene,
06:56perché c'è una relativa diminuzione del lavoro,
07:00puramente manuale,
07:02oppure del lavoro consistente soltanto in una erogazione di forza muscolare,
07:08e cresce invece parallelamente,
07:11in concomitanza,
07:13cresce il lavoro di tipo intellettuale,
07:15il lavoro che richiede una formazione abbastanza ampia,
07:20delle cognizioni precise.
07:22L'operaio di oggi non è più l'operaio,
07:24né dell'Ottocento, né del Novecento,
07:26né solo anche di 50-60 anni fa.
07:28Ma l'operaio di oggi è un operatore,
07:32un operatore tecnico.
07:34Deve, a un certo punto,
07:36con una macchina transfer,
07:37come altra volta abbiamo detto,
07:39deve poter leggere una tavola elettromagnetica
07:41con dei segnali precisi,
07:43e in base a questi segnali intervenire.
07:46Spesso anche nel lavoro d'ufficio
07:47deve assolutamente poter agire,
07:51far funzionare un computer,
07:53come va funzionato un calcolatore elettronico.
07:56e oggi l'operaio, l'impiegato,
08:00di qualunque categoria,
08:01si può dire, soprattutto nei servizi,
08:04ma non solo nei servizi,
08:05anche proprio nelle antiche fabbriche,
08:08ex manifatturiere,
08:10in queste fabbriche,
08:11ovunque il mondo del lavoro
08:13è un mondo che esige cognizioni
08:16molto più avanzate di una volta.
08:18Ora, queste cognizioni
08:19non possono darle in famiglia,
08:22necessariamente,
08:24e devono per forza essere demandati
08:26alle scuole,
08:29alle università,
08:31dalle scuole elementari,
08:33anzi direi dai kindergarten,
08:35cioè dai giardini di infanzia,
08:36scuole materne,
08:37su su,
08:38fino all'università,
08:40e alla post-università,
08:41fino ai dottorati di ricerca,
08:44e così via.
08:46Ma vi è un secondo saggista e poeta,
08:50molto noto da noi,
08:52è certamente dotato di caratteristiche straordinarie,
08:58molto versatile,
08:59perché non solo era un poeta,
09:01un saggista,
09:02uno scrittore o un romanziero,
09:03ma era anche un cineasta,
09:04era anche un drammaturgo,
09:06era addirittura attore a volte
09:07nei suoi propri film,
09:09noi tutti lo ricordiamo,
09:10con rispetto,
09:11soprattutto stante la sua fine tragica,
09:15vero all'Idroscalo,
09:16vero nei pressi di Roma,
09:18a Ostia,
09:19Pierpaolo Pasolini,
09:20Pierpaolo Pasolini era convinto
09:23che bisognerebbe oggi abolire la scuola.
09:27Io ricordo,
09:30ricordo di avere condotto con lui,
09:32avere avuto degli scambi molto cortesi,
09:35ma molto polemici,
09:36molto cortesi nella forma,
09:37durissimi nella sostanza.
09:40La mia risposta,
09:41riassunta in maniera molto semplice,
09:44era questo.
09:44E allora,
09:45se aboliamo la scuola,
09:46che facciamo?
09:47I genitori non sono certi in grado
09:50di insegnare ai propri figli
09:53ciò di cui hanno bisogno.
09:55Per esempio,
09:56se si tratta di figlioli
09:57che abbiano una forte vocazione
10:00per gli studi umanistici,
10:02mi pare difficile trovare padre e madre
10:04così in grado,
10:05oggi,
10:06di insegnare greco e latino,
10:08leggere i classici,
10:09e così via,
10:10ho l'impressione che sia troppo facile dire
10:14aboliamo la scuola.
10:16E poi dove sono,
10:17qualora questi figli non abbiano una vocazione
10:20agli studi umanistici,
10:22ma agli studi tecnico-scientifici?
10:25Ingegneria, per esempio,
10:27padre e madre che spiegano
10:30i sistemi a più equazione,
10:33la teoria degli insiemi,
10:34il calcolo infinitesimale.
10:38E naturalmente,
10:39a queste mie, diciamo,
10:43domande piuttosto polemiche,
10:46Pasolini rispondeva con il silenzio,
10:48naturalmente,
10:49ma allora io incalzavo
10:51e che vogliamo fare?
10:52Voi,
10:53voi, cioè lui,
10:54Ilice,
10:55molti altri che li ripetevano
10:56in maniera un po' pedisse,
10:58qua,
10:58in maniera
11:00un po' a critica e superficiale,
11:02voi che volete abolire
11:03le scuole oggi,
11:05e che cosa avete in mente?
11:06Dobbiamo tornare
11:07al precettore domestico,
11:09al maggiordomo che sa di greco e di latino,
11:12al liberto di Cicerone,
11:14oppure al precettore settecentesco
11:16di cui parlava l'abate Giuseppe Parini,
11:19il suo poema,
11:20un poema delizioso,
11:21Il giorno,
11:22che era poi la giornata
11:23del giovane signore
11:24che si alza la mattina,
11:26fa le sue abluzioni,
11:27gli si mette la parrucchia in testa,
11:29viene incipriato
11:30e poi viene doverosamente,
11:33come dire,
11:34erudito dal maggiordomo,
11:36ovvero,
11:36o meglio,
11:37dal precettore privato,
11:38dall'abate che arriva lì in casa
11:40e come insegnante privato
11:44gli apre la mente,
11:45per così dire,
11:46ai misteri della conoscenza,
11:48vuoi filosofica,
11:49vuoi tecnica,
11:51è un vistoso passo indietro.
11:53Non possiamo fare a meno delle scuole,
11:55possiamo soltanto migliorarle,
11:57ma dobbiamo riconoscere
11:59che impondo lo scopo
12:01del sistema scolastico,
12:04è uno scopo fondamentale
12:07che viene a surrogare,
12:09a integrare le cure,
12:11le cure della famiglia.
12:12Noi non possiamo farne a meno,
12:16nelle condizioni odierne,
12:17non è possibile ignorare
12:19il sistema scolastico.
12:20Il sistema scolastico poi si articola
12:23secondo vari livelli,
12:25vari gradi.
12:26Noi non possiamo certamente,
12:28nel giro di pochi minuti,
12:30dare una,
12:31diciamo,
12:32una esposizione completa,
12:34però in ogni paese,
12:35tecnicamente progredito,
12:37oggi il sistema scolastico
12:39scolastico è uno strumento
12:41di socializzazione primaria,
12:44dopo quella della famiglia,
12:46fondamentale per l'entrata
12:48dei suoi allievi nella fase
12:49della socializzazione secondaria,
12:52che è quella del mondo del lavoro
12:54e della più grande società,
12:56dove prevalgono,
12:57come abbiamo detto tante volte,
12:59i rapporti,
13:00le relazioni contrattuali,
13:02utilitarie.
13:04Se così stanno le cose,
13:06allora interroghiamoci
13:08come può essere organizzato
13:11questo sistema scolastico.
13:12Il sistema scolastico
13:13nei paesi europei,
13:15soprattutto dell'Europa continentale,
13:16in particolare Francia,
13:17Germania, Italia,
13:19essendo considerato
13:20una funzione fondamentale pubblica,
13:23è in primo luogo,
13:25non esclusivamente,
13:26ma in primo luogo
13:27è un sistema scolastico
13:30finanziato da denaro pubblico
13:32e quindi esprime una funzione,
13:35la funzione di una istituzione pubblica.
13:38Ci sono naturalmente
13:39anche gli apporti privati.
13:40Spesso gli apporti privati
13:42sono fondamentali,
13:44soprattutto a livelli medio-alti,
13:46quando parliamo di università,
13:49di istituti tecnici specializzati.
13:52Però lo scopo del sistema scolastico
13:55è primariamente quello
13:57di dare gli strumenti culturali fondamentali,
14:00soprattutto nei gradi bassi,
14:02nei primi gradi e nei gradi intermedi.
14:05Si può anzi dire
14:08che un paese
14:12è urbanizzato e industrializzato,
14:15cioè è tecnicamente progredito
14:17nella stessa proporzione
14:19in cui è calato al punto
14:21da venire assolutamente azzerato
14:23il livello, il grado di analfabetismo.
14:26Io ricordo che ero sempre
14:27con una punta di nostalgia quasi,
14:31nell'immediato dopo guerra,
14:33di questo anni 50.
14:35La guerra era finita a pochi anni,
14:37nel 1945.
14:38la dottoressa Anna Lorenzetto
14:41e altri pochi, diciamo,
14:43animosi lavoratori sociali,
14:46assistenti sociali,
14:47avevano costituito
14:49tutti insieme
14:50quella che si chiamava
14:53la UMLA,
14:54l'Unione Nazionale
14:55per la lotta contro l'analfabetismo.
14:58Perché soprattutto nel mezzogiorno
15:00c'erano ancora punte
15:01molto alte di analfabetismo.
15:03E allora gli analfabeti locali
15:05quando sentivano parlare
15:07dell'Unione Nazionale
15:07per la lotta contro l'analfabetismo
15:09andavano dicendo qualche volta
15:10e ci fanno anche la lotta contro.
15:12E' chiaro,
15:13non era contro gli analfabeti,
15:15ma contro l'analfabetismo.
15:17Cioè rendere,
15:18alfabetizzare gli analfabeti
15:20per garantire loro
15:21la possibilità di un inserimento
15:24in luoghi di lavoro
15:25tecnicamente progrediti.
15:27Cosa che poi si rivelò fondamentale,
15:30torno a utilizzare
15:31l'esempio dell'Italia
15:32per il nostro paese
15:33quando negli anni Sessanta
15:34ci fu la grande ondata migratoria,
15:38interna.
15:39Noi siamo abituati a parlare
15:40di migrazioni,
15:40gli italiani vanno all'estero,
15:42vanno sul bastimento,
15:43in Argentina,
15:44eccetera,
15:44in Canada,
15:45negli Stati Uniti.
15:46Quella era
15:47una grande ondata
15:49degli anni Sessanta,
15:50si parla di
15:51otto,
15:52forse dieci milioni
15:53di famiglie
15:54che si spostavano
15:55dal sud al nord,
15:58dall'est all'ovest,
16:00verso il famoso
16:02triangolo industriale
16:03che all'epoca
16:04era costituito
16:05da Torino,
16:06Milano,
16:07Genova.
16:08Questi andavano a lavorare,
16:10partivano e andavano a lavorare.
16:11Ci sono delle testimonianze
16:13bellissime,
16:13ottime ricerche,
16:15anche come Milano-Corea,
16:17di Francoalasia,
16:18ci sono anche altri,
16:19ma ci sono anche,
16:20il fenomeno era così importante
16:22che ci sono anche dei film,
16:23Rocco e i suoi fratelli,
16:25di sconti,
16:27questa grande epopea
16:29di una migrazione
16:29puramente interna,
16:31anche fuori d'Italia
16:32e tutti ricordiamo
16:34la tragedia di Marcinelle,
16:37cioè gli italiani morti
16:38nelle miniere del carbone,
16:40del carbone belga.
16:42Ora,
16:43lo scopo del sistema scolastico
16:46è quello di non perdere
16:47questi apporti fondamentali
16:50per l'evoluzione
16:52del nostro paese,
16:54di non esportare
16:55questa carne umana,
16:57soprattutto giovane,
16:58fresca,
16:59capace di dare molto
17:00a noi,
17:01al nostro paese,
17:02ma invece di inserirla
17:03nel mercato del lavoro nostro.
17:06E infatti,
17:07bisogna dire che
17:07grazie a quella ventata,
17:09quella ondata
17:10di migrazioni interne,
17:13noi in pochi anni,
17:16e questo è veramente
17:17un miracolo italiano,
17:18magari potesse ripetersi,
17:21ma i miracoli,
17:21come si sa,
17:22accadono di rado.
17:24Il miracolo
17:25di una rivoluzione industriale
17:27che in Italia
17:28si è compiuta
17:29tra il 55 e il 60
17:32e gli anni 80
17:33in poco più
17:34di una generazione,
17:36mentre in altri paesi,
17:37per esempio in Inghilterra,
17:38ha richiesto
17:39poco meno di due secoli.
17:42Straordinaria.
17:45Dovuta
17:46allo sforzo
17:47di alfabetizzare.
17:49Oggi mi permetto
17:50anche di ritenere
17:51che la funzione
17:52non è per niente finita
17:53perché ci sono
17:53gli analfabeti di ritorno,
17:56ci sono quelli
17:56che un tempo
17:57erano alfabetizzati,
17:58ma mesmerizzati
18:00dai media,
18:00soprattutto
18:01dell'immagine,
18:03ormai alieni,
18:04indifferenti,
18:05alla carta stampata
18:07al libro,
18:07rischiano
18:09l'analfabetismo
18:10di ritorno.
18:11Non sto parlando
18:11dell'Italia soltanto,
18:13sto soprattutto
18:13parlando degli Stati Uniti.
18:14negli Stati Uniti
18:16ci sono
18:17cosiddetti
18:18remedial
18:20reading courses,
18:22cioè dei corsi
18:23di lettura
18:24rimediata,
18:25a favore di chi?
18:27A favore di giovani
18:28adulti
18:28e di adulti
18:29che hanno
18:30dimenticato
18:31come si fa
18:32a leggere,
18:33hanno dimenticato
18:34i rudimenti
18:35fondamentali
18:36della lettura,
18:37cioè dell'alfabeto.
18:38I compiti
18:40strumentali
18:41dei gradi
18:42intermedi
18:42e io mi permetto
18:45di
18:46diciamo
18:47richiamarli,
18:49sono soprattutto
18:50nel linguaggio
18:51di una volta,
18:52questo soprattutto
18:53per le cinque
18:54classi elementari,
18:56sono quelli
18:57che consistono
18:58nello scrivere,
19:00nel leggere
19:01e nel far
19:02di conto,
19:03cioè
19:04operazioni
19:06fondamentali.
19:07E naturalmente
19:08sono compiti
19:09strumentali
19:10su cui c'è
19:11poco da discutere,
19:12o si sanno
19:13fare certe cose
19:14o non si sanno,
19:15o si conosce
19:16la tavola
19:18pitagorica
19:18o non la si conosce,
19:19quindi
19:21le moltiplicazioni
19:22diventano difficili,
19:23non parliamo poi
19:23delle divisioni,
19:25soprattutto quando c'è
19:25un dividendo
19:26di 4-5 cifre
19:27magari con dei decimali,
19:29poi un divisore,
19:30poi bisogna calcolare
19:30il quoziente,
19:31naturalmente
19:32vedere se c'è
19:33o no
19:33un resto.
19:35Tutto questo
19:35è qualche cosa
19:37di strumentale.
19:38io spesso
19:40penso
19:40vedendoli passare
19:42per la strada
19:43magari quando escono
19:45così
19:45da Giulio Cesare
19:46a Settembrine,
19:47se no
19:48la scuola media
19:48è inferiore
19:49e superiore
19:50e vedo passare
19:51i professori
19:52e le professoresse,
19:54io penso
19:54a loro
19:55tutti i giorni
19:55vanno a fare
19:56la loro brava lezione,
19:57sono pagati
19:58in fondo
20:01modestamente,
20:01diciamo poco
20:02per mantenere
20:04una vita di decoro,
20:05un po' poco
20:06veramente,
20:06però tutti i giorni
20:07li vedo,
20:08li vedo proprio
20:08direi come
20:09gli ascetti laici
20:10di oggi,
20:12quasi come
20:13ne scriveva
20:14Edmondo
20:15De Amicis
20:16nel cuore,
20:16non è cambiato
20:17molto.
20:18Lo scopo qual è?
20:19Lo scopo
20:20del sistema
20:21scolastico
20:21è conservare.
20:24Forse qui
20:25dobbiamo
20:25conservare che cosa?
20:26Conservare le tradizioni,
20:27conservare anche
20:28le nozioni fondamentali
20:30che ci consentono
20:31di leggere,
20:32di scrivere,
20:33di far di conto
20:34comprendendo
20:35ciò che stiamo facendo,
20:37c'è indubbiamente
20:38in qualsiasi
20:39sistema scolastico,
20:40c'è
20:41un momento
20:43direi
20:44di conservazione
20:47e quindi
20:48un senso
20:49della tradizione
20:50che può
20:51dar fastidio
20:53ai rivoluzionari
20:54di professione.
20:55Io mi permetto
20:56però di dire
20:57non c'è rivoluzione
20:58possibile,
20:59non c'è utopia
21:00del domani
21:01se non c'è
21:02la piena
21:02consapevolezza
21:03della tradizione,
21:05dell'antefatto
21:06del passato
21:08storico.
21:08Arrivo a dire
21:09qualche cosa
21:10che suonerà,
21:10ma questa è
21:11un'opinione
21:12personale,
21:13arrivo a dire
21:14che la tradizione
21:16non è
21:16tradizionalista
21:17perché nella
21:19tradizione
21:20sono già presenti
21:21semi
21:23enunciazioni
21:23di diritti,
21:24di diritti umani
21:25fondamentali,
21:26per esempio
21:26rispetto alla persona
21:27che sul piano storico
21:29concreto oggi
21:29non sono ancora
21:30stati attuati
21:32e poi naturalmente
21:34trasmettere.
21:35Qui mi sia permesso
21:37di spezzare una lancia
21:38ancora una volta
21:39a favore
21:40del buon didatta,
21:42del buon insegnante
21:43di una volta.
21:45Oggi si sa,
21:47i ragazzi soprattutto,
21:49ma anche le persone adulte
21:50si sa,
21:50ricevono
21:53messaggi,
21:54informazioni,
21:55cultura
21:56da tutte le parti,
21:57dai manifesti
21:59ai mass media,
22:01ai film
22:02e così via,
22:03ai documentari
22:04di vario tipo,
22:05però la vera e propria
22:07trasmissione,
22:08vale a dire
22:09quel momento
22:10in cui
22:11l'alunno,
22:12il discepolo,
22:13chiamiamolo così,
22:14lo scolaro,
22:15maschio o femmina,
22:16di fronte al professore
22:17che parla,
22:18apprende,
22:20ascolta
22:20e se non ha capito
22:22in pieno
22:22alza la mano
22:23e domanda
22:24una spiegazione,
22:26una delucidazione.
22:27qualche volta
22:28con poca educazione
22:29addirittura
22:29arriva a interrompere.
22:32Io personalmente
22:33nella mia lunga esperienza
22:34di didattro
22:34ho sempre amato
22:35anche di venire
22:36interrotto
22:37perché l'interruzione
22:40prepara,
22:41esige
22:42che si ritorne
22:43un passo indietro,
22:44si ripeta l'argomento
22:45e in qualche modo
22:46si arrivi
22:47in maniera congiunta,
22:49direi dialogica,
22:51insieme con gli studenti
22:52si arriva
22:53a una formulazione
22:54più pregnante,
22:55più vera,
22:57a una formulazione
22:57più persuasiva
22:59di ciò che si dice.
23:00Quindi una trasmissione,
23:02una trasmissione
23:03che bisogna dire
23:05può essere fatta
23:07in molti modi
23:07ma ha bisogno,
23:09soprattutto
23:09ai livelli minimi,
23:11ai livelli intermedi
23:12del sistema scolastico,
23:14ha bisogno
23:14della figura
23:15del professore
23:15e della professoressa
23:16perché non si tratta
23:18solo di trasmettere
23:19si tratta anche
23:20di aggiornare.
23:22Questo è tutto.
23:23Il buon professore,
23:26il buon insegnante
23:27è colui,
23:29ecco lei
23:30che non semplicemente
23:32si limita
23:33a dare un'idea
23:35di ciò che è già
23:36stato acquisito
23:37ma costantemente
23:39dà esempi tratti
23:41della vita quotidiana,
23:42addirittura
23:43da riviste,
23:44da giornali,
23:45da documentari televisivi,
23:47aggiorna costantemente
23:49se stesso
23:49e aggiorna quindi
23:51anche il proprio uditorio,
23:53i propri studenti.
23:54Quindi l'aggiornamento
23:56è fondamentale
23:57per diffondere.
23:59E qui c'è un punto delicato
24:01che riguarda
24:02la nostra scuola
24:03soprattutto
24:03ai livelli medio-alti.
24:05Noi non abbiamo
24:06dei buoni divulgatori.
24:09La divulgazione
24:10invece è necessaria
24:11divulgare
24:12non vuol dire
24:13volgarizzare.
24:15Divulgare
24:15significa semplicemente
24:17rendere comprensibile
24:18ciò che a volte
24:20nella prima
24:20o se volete
24:21anche
24:22nella enunciazione
24:23perfetta
24:24di scuola
24:25è una verità
24:26non pienamente
24:28comprensibile.
24:29è una verità
24:30espressa
24:31in linguaggio
24:32a volte
24:32tecnico
24:33ma proprio per questo
24:34un linguaggio
24:35anche gergale.
24:37Bisogna tradurre
24:38il gergo.
24:39Bisogna in altre parole
24:41spezzare
24:42la difficoltà
24:44apparente
24:45poi molto spesso
24:46per dare all'allievo
24:48la sostanza
24:49di ciò che si dice.
24:51E da questo punto
24:52di vista
24:53evidentemente
24:54noi cominciamo
24:56a comprendere
24:56che lo strumento
24:59fondamentale
25:00il senso
25:02fondamentale
25:03anzi
25:03la funzione fondamentale
25:04del sistema scolastico
25:05è nella trasmissione
25:07di valori
25:08valori di cultura
25:09valori di tradizione
25:11valori storici
25:13in altre parole
25:14il sistema scolastico
25:16nelle sue varie
25:18forme
25:19e nei vari paesi
25:20ha direi
25:21quasi la funzione
25:23che un tempo
25:23era della famiglia
25:25della famiglia estesa
25:26ed è bello questo
25:28e lo riconosce
25:29uno scrittore
25:31americano
25:32lo scrittore
25:34Lerner
25:36Max Lerner
25:37a un certo punto
25:40trova
25:41che
25:41la scuola
25:46e servisce
25:47naturalmente
25:47alla scuola americana
25:48in questo caso
25:49possiamo dire
25:49anche la nostra scuola
25:51è di per sé
25:53dice una sottocultura
25:54cosa vuol dire?
25:55vuol dire che un gruppo umano
25:56docenti e studenti
25:58che vivendo insieme
25:59danno luogo
25:59ad alcune
26:01diciamo così
26:01a una consonanza
26:03a un complesso
26:04di temi
26:04di parole
26:05di valori
26:06condivisi
26:07e quindi una
26:07specie di sottocultura
26:09aggiunge
26:10Max Lerner
26:11in questo libro
26:12chiamato
26:13America as a civilization
26:14America come civiltà
26:16aggiunge
26:17quasi allo stesso livello
26:19della famiglia
26:21rispetto alla sua importanza
26:22e certo
26:23perché
26:23l'abbiamo detto
26:24è un'operazione di soccorso
26:26verso la famiglia
26:28la famiglia non ce la fa più
26:28ecco arriva la scuola
26:29a integrarne
26:30le funzioni
26:31che di per sé
26:32la famiglia
26:32dovrebbe avere
26:33ma a cui non riesce
26:34far fronte
26:35essa
26:36forma
26:37questa sottocultura
26:38scolastica
26:39una piccola
26:40società
26:41di relazioni
26:42interpersonali
26:43la sua immagine
26:46prosegue
26:47Max Lerner
26:48la sua immagine
26:49questa sottocultura
26:49scolastica
26:50che si noti bene
26:50è quella
26:51di una famiglia
26:52allargata
26:53nel senso
26:55nel termine originale
26:57usa proprio
26:57extended family
26:59la famiglia estesa
27:01con la maggior parte
27:02dell'insegnamento
27:03elementare
27:04affidata
27:04delle maestre
27:05che assume
27:05il ruolo
27:06della madre
27:07per tutta la scolaresca
27:08ecco su questo punto
27:09noi oggi
27:10non siamo più
27:11completamente d'accordo
27:12perché anche
27:13ai livelli
27:14elementari
27:15noi amiamo
27:17ed è giusto
27:18forse
27:18che sia così
27:19comunque siamo
27:20in piena
27:21sperimentazione
27:22amiamo
27:23avere
27:23una rotazione
27:25di docenti
27:26in modo da
27:28consentire
27:29anche
27:29la maggiore
27:30partecipazione
27:32dei vari studenti
27:33di varia provenienza
27:34e così via
27:35e però
27:36detto questo
27:38bisogna dire
27:39che le differenze
27:40fra Stati Uniti
27:41ed Europa
27:41sono piuttosto
27:43notevoli
27:44soprattutto
27:45per ciò che riguarda
27:47l'università
27:48e perché questo?
27:50perché l'università
27:53europea
27:54è nata
27:55soprattutto
27:55in un contesto
27:56urbano
27:57si pensi
27:58alla più antica
27:59università del mondo
28:00l'università
28:02di Bologna
28:03non a caso
28:03si dice
28:05Bologna
28:06insegna
28:06una delle più antiche
28:08forse la più
28:09antica
28:10università
28:12ed è
28:13l'ideoma stesso
28:14di università
28:15indica
28:16una
28:17indica
28:18una realtà
28:19ma anche un ideale
28:20non ancora del tutto raggiunto
28:21che però sconfigge
28:22il principio
28:23della divisione del lavoro
28:24su cui si basano
28:25le società odierne
28:27tecnicamente
28:27progredite
28:28perché cosa vuol dire
28:29la parola università
28:30vuol dire
28:31unità
28:32unità
28:32nella diversità
28:34quindi c'è una diversità
28:35una specie di concordia
28:37discors
28:37in fondo
28:39il termine stesso
28:41di università
28:42sta a significare
28:45sostanzialmente
28:46e questo va sempre tenuto presente
28:49una impostazione
28:50pluridisciplinare
28:52nello studio
28:53dei problemi
28:54questa è la grande
28:55conquista
28:56dell'università
28:58direi
28:59come prodotto storico
29:00come dato storico
29:02e
29:02devo anche dire
29:03che da questo punto di vista
29:05noi siamo
29:05certamente
29:06siamo in presenza
29:09di un prodotto storico
29:11che viene poi
29:11molto imitato
29:13anche da altri paesi
29:14che non appartengono
29:15alla cultura europea
29:16che hanno altre tradizioni
29:19potrei menzionare
29:20la Cina
29:21per esempio
29:22la Cina odierna
29:23degli ottimi
29:23istituti
29:25di cultura scientifica
29:26ad alto livello
29:27e anche dei tentativi
29:28di università
29:29pur avendo nel proprio passato
29:31soltanto
29:31la grande tradizione
29:33dei mandarini
29:34mandarinato
29:35vale a dire
29:36di
29:36di
29:37di dotti
29:38al servizio
29:40del potente
29:41del giorno
29:42diciamo
29:43forse
29:44da
29:44da paragonarsi
29:46almeno in parte
29:47a quella che era
29:49la cultura di corte
29:51per ciò che riguarda
29:52l'Europa
29:53noi siamo quindi
29:54in presenza
29:55di una
29:56di una realtà
29:58che viene ad integrare
30:00la famiglia
30:00ma che in qualche modo
30:01ne ritiene
30:03ne ricrea
30:04alcune
30:05fondamentali funzioni
30:07a quali condizioni
30:08e qui
30:09devo
30:10devo ammettere
30:10le condizioni
30:12sono notevoli
30:13e noi abbiamo
30:14in qualche modo
30:15negli ultimi anni
30:16cercato di
30:18rimetterle
30:19diciamo
30:20in esistenza
30:21cioè di farle rispettare
30:23fino
30:24agli anni
30:2568
30:2770
30:27le università
30:29non soltanto
30:30italiane
30:31ma quelle europee
30:32per le università
30:34americane
30:34il discorso è diverso
30:35noi abbiamo avuto
30:37delle strutture
30:39fondamentalmente
30:41autoritarie
30:42in che senso?
30:43nel senso
30:44che erano strutture
30:45le quali
30:46insegnavano
30:47ma impartivano
30:48l'insegnamento
30:49come una comunicazione
30:51a una via
30:52soltanto
30:52dall'alto
30:53verso il basso
30:54non ci si aspettava
30:56un feedback
30:57cioè
30:57non ci si aspettava
30:58una comunicazione
30:59dal basso
31:00verso l'alto
31:01il modo di impartire
31:03il sapere
31:03non era a due vie
31:05era dogmatico
31:07era
31:07
31:08la parola purtroppo
31:09è quella
31:09autoritario
31:10non consentiva
31:12un apporto
31:14dallo stesso
31:15corpo studentesco
31:17che pure
31:17poteva oltretutto
31:19dare
31:20un apporto
31:21positivo
31:22la contestazione
31:23giovanile
31:24studentesca
31:25soprattutto
31:25per quel che riguarda
31:27le università
31:28ma poco più tardi
31:30anche
31:30i gradi intermedi
31:32del sistema
31:33scolastico
31:34quelli che un tempo
31:35erano il ginnasio
31:36e il liceo
31:36vale a dire
31:37poi
31:37la scuola media
31:39inferiore
31:40e superiore
31:40devo dire
31:41che da questo
31:42punto di vista
31:43anche loro si sono mossi
31:45perché?
31:45per chiedere
31:46una maggiore apertura
31:49per chiedere ai docenti
31:51di accettare
31:52il dialogo
31:53e anche
31:54anche il dibattito
31:56ora questo
31:57è molto
31:58è molto interessante
32:00perché ci porta
32:01a un nuovo
32:02concetto
32:03di cultura
32:04ciò che vorrei
32:06mettere in evidenza
32:08in questa lezione
32:10soprattutto
32:10che riguarda
32:11i metodi
32:12per integrare
32:15la funzione
32:16della famiglia
32:17a cui la famiglia
32:17non può più
32:18far pronte
32:18è proprio questo
32:19un nuovo
32:20concetto
32:20di cultura
32:21noi siamo nati
32:22con un concetto
32:23di cultura
32:25sostanzialmente
32:26esclusivo
32:29aristocratico
32:31distaccato
32:31dai bisogni
32:33della vita
32:34quotidiana
32:35il termine
32:37il termine
32:37il termine
32:38il termine
32:39normativo
32:40di cultura
32:40di ascendenza
32:41greco-romana
32:42ancora richiama
32:44quella cultura
32:45degli uomini liberi
32:46che erano una minoranza
32:48e le donne
32:48non venivano considerate
32:49e non solo
32:51era una minoranza
32:52maschile
32:52ma era una minoranza
32:54di uomini
32:54detti liberi
32:56e liberi
32:56sul mercato
32:57nella gorà
32:58nelle accademie
32:59potevano parlare
33:00eccetera
33:00perché vivevano
33:01in un'economia
33:02sorretta
33:03dagli schiavi
33:04era il lavoro
33:05schiavile
33:06che consentiva
33:07alla cultura
33:09di fiorire
33:10quindi era una cultura
33:11diciamo
33:12paragonabile
33:13a una grande palma
33:14nel deserto
33:16in greco
33:18era la cultura
33:19intesa come
33:19kalos
33:20l'uomo kalos
33:21kai agatos
33:22bello
33:23e buono
33:24e ammirevole
33:25anzi
33:26perché agatos
33:26vuol dire
33:27ammirevo
33:28da agamai
33:29per Cicerone
33:30il grande Cicerone
33:32cui noi
33:33dobbiamo molto
33:34l'uomo di cultura
33:35era un vir probus
33:38dicendi peritus
33:40un uomo probo
33:42onesto
33:42esperto
33:44nell'arte
33:45del dire
33:45ora
33:47quella
33:47era una cultura
33:48che non solo
33:49appoggiava
33:50sul lavoro schiavile
33:51cioè
33:53il lavoro manuale
33:54che era
33:54considerato
33:56ma era cultura
33:57come
33:57ozium
33:58cioè
33:59ozio
33:59opposto a
34:00negozium
34:01cioè affari
34:02quindi era una cultura
34:03che non solo
34:05negava
34:06proibiva
34:07o rendeva difficile
34:08capire l'altro
34:09ma rendeva anche
34:11difficile la sua
34:12applicazione pratica
34:13come cultura
34:14se mi posso permettere
34:16di ricordare un dato
34:17di fatto
34:17dal punto di vista
34:19teorico
34:20il mondo
34:21classico
34:22da cui noi
34:22deriviamo
34:23greco romano
34:24aveva già tutti
34:25gli elementi
34:26per la produzione
34:27di massa
34:29che poi
34:30del resto
34:30ha avuto
34:31anche all'epoca
34:32delle applicazioni
34:33per esempio
34:34nei vasi
34:35di terracotta
34:36in certe ceramiche
34:37e così via
34:38perché
34:39questa produzione
34:40di massa
34:40non si è sviluppata
34:41all'epoca
34:42per due blocchi
34:44prima di tutto
34:46un blocco
34:47mentale
34:48perché si riteneva
34:50che le cognizioni
34:51teoriche
34:51la vera cultura
34:52si sarebbe
34:53contaminata
34:54se si fosse
34:57occupata
34:58di questioni
34:58pratiche
34:59di questioni
35:00commerciali
35:01di prodotti
35:02industriali
35:03cioè c'era
35:04una sorta
35:05di
35:07blocco
35:08mentale
35:09psicologico
35:10ma profondo
35:11per ciò
35:11che riguardava
35:12propriamente
35:15le nozioni
35:16culturali
35:17fondamentali
35:17un esempio
35:18solo
35:19si pensa
35:19al grande
35:20Archimede
35:21Siracusa
35:21difende la propria città
35:23inventando gli specchi
35:24ustori
35:25che mettevano a fuoco
35:26i vascelli
35:27che si muovevano
35:28verso il porto
35:29di Siracusa
35:30e riusciva
35:31ad incendiarli
35:32quindi
35:32una grande
35:33credo
35:34invenzione
35:34anche
35:35appena
35:36protetta
35:37la propria città
35:38sconfitta
35:38i nemici
35:39Archimede
35:40brucia
35:41tutti i suoi
35:42tacquini
35:43vale a dire
35:44le notazioni
35:45che aveva fatto
35:46a proposito
35:48della sua invenzione
35:49perché
35:49perché le sue invenzioni
35:51erano frutti
35:52di calcoli teorici
35:53che non andavano
35:54sviliti
35:55nelle applicazioni
35:56pratiche
35:58io certo
35:59non posso fare a meno
36:00di considerare
36:02in proposito
36:03l'atteggiamento
36:04diverso
36:04della scienza moderna
36:05pensate
36:06nello scantinato
36:08del gioco di football
36:09non c'era più
36:10allora la squadra di football
36:11l'università di Chicago
36:12nel 42
36:13quando Enrico Fermi
36:14riesce
36:16per la prima volta
36:16storicamente
36:17ad ottenere
36:19la fissione controllata
36:20dell'atomo
36:22fa mandare
36:24a Roosevelt
36:24il famoso
36:25telegramma
36:27il navigatore italiano
36:29è giunto in porto
36:30ora
36:30ora tutto questo
36:32tutto questo
36:35al tempo
36:36dei classici
36:38era inconcepibile
36:39perché c'era
36:40quella che io considero
36:41anche una sana diffidenza
36:42verso il potere politico
36:44noi pensiamo
36:45per esempio
36:46all'uso
36:46che è stato fatto
36:47proprio
36:47dei calcoli
36:49sull'energia nucleare
36:51bomba atomica
36:52e così via
36:53c'era in primo luogo
36:54questa idea
36:55che qualunque
36:56nozione teorica
36:57propriamente culturale
36:58qualora
36:59fosse applicata
37:00in una
37:01diciamo così
37:02in un processo
37:03di produzione
37:04di ordine pratico
37:05era in sostanza
37:07sacrilega
37:08svilita
37:09non si poteva
37:10c'è un secondo blocco
37:11però
37:12un blocco
37:13che la nostra cultura
37:14oggi
37:14la nostra scuola
37:15ci aiuta
37:15a superare
37:17ed era
37:17il blocco sociale
37:19ma perché inventare macchine
37:21perché fare la produzione
37:22sociale di massa
37:24come poi si fece
37:25nel settecento inglese
37:26poi tutta Europa
37:27e oggi
37:28in tutto il mondo
37:28quando c'è
37:29una massa
37:30di schiavi
37:33macchine umane
37:34gli schiavi
37:35erano considerate
37:36macchine umane
37:37che rendono
37:38l'applicazione pratica
37:40dei congegni
37:42diciamo
37:42teoricamente
37:43elaborate
37:43e poi applicate
37:44sul piano pratico
37:45del tutto
37:47superfluo
37:48a questa applicazione
37:49non necessaria
37:50ci pensano gli schiavi
37:51e fanno ciò
37:51di cui abbiamo bisogno
37:53cioè il blocco sociale
37:54schiavile
37:55storicamente
37:56è stato un blocco
37:58contro lo sviluppo
38:00delle applicazioni pratiche
38:02dei calcoli
38:04puramente teorici
38:05questi due blocchi
38:08evidentemente
38:08sono stati rimossi
38:09ma
38:10si stia attenti
38:11noi dobbiamo oggi
38:13ancora ricordare
38:14che in effetti
38:15noi non abbiamo
38:17superato
38:19il concetto
38:20classico
38:21di cultura
38:22di fronte
38:23a un mondo
38:24multiculturale
38:26multietnico
38:27multilinguistico
38:28multireligioso
38:29noi
38:30tendiamo ancora
38:32ad affermare
38:33la nostra cultura
38:34come
38:34l'unica
38:36vera cultura
38:37tutte le altre culture
38:38essendo culture abusive
38:41preculture
38:41inculture
38:42la nostra soltanto
38:43essendo veramente
38:44la cultura
38:45il traguardo
38:46della civiltà
38:46un errore grave
38:48perché in una situazione
38:50di presenza sincronica
38:51tutte le culture
38:53vanno
38:55rispettate
38:56e tutte le culture
38:57devono dialogare
38:58cosa significa questo?
39:00non significa
39:00rinunciare
39:01alla propria cultura
39:02per dar luogo
39:03a una specie
39:03di confusione
39:05universale
39:05no niente affatto
39:06non è questo il punto
39:08il punto è
39:09che per
39:10essere consapevoli
39:12della nostra cultura
39:13abbiamo bisogno
39:16di venire in contatto
39:18con coloro
39:18che non condividono
39:20questa cultura
39:20che hanno una loro cultura
39:22e con cui noi possiamo
39:24dialogando
39:25arrivare a una verità
39:27condivisa
39:29io ricordo sempre
39:31questo grande esempio
39:32che va ricordato
39:34in ogni caso
39:35e più di una volta
39:36i greci
39:36i greci antichi
39:37i greci clasi
39:39diventano consapevoli
39:40della loro grecità
39:41e quindi
39:42della loro eccellenza
39:43della loro grande poesia
39:45da Omero
39:46a Pindaro
39:47a Salfo
39:48a Alcumane
39:48a Callimo
39:49a qualcosa
39:49della loro filosofia
39:52dai presocratici
39:53a Socrate
39:53a Platone
39:54a Aristotele
39:55solo quando
39:56vengono
39:57in contatto
39:58con i non greci
39:59in altre parole
40:01la nostra consapevolezza civile
40:04è possibile
40:05la possiamo raggiungere pienamente
40:07quando attraverso la nostra cultura
40:09che va sempre affermata
40:11in maniera decisa
40:12però veniamo in contatto
40:14accettiamo
40:15e dialoghiamo
40:17senza confusione
40:18con le culture altre
40:20con le altre culture
40:21il mondo di domani
40:23è legato a questa lucidità condivisa
40:26e a questo dialogo
40:28quotidianamente praticato
40:30io pregherei
40:32di collegarsi con internet
40:34per avere approfondimenti
40:35soprattutto col sito
40:37Nettuno
40:38in modo da soddisfare
40:40ogni esigenza
40:58di domani
40:59e
41:05Grazie a tutti.
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