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Tgs Sette edizione del 20 settembre 2026

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Novità
Trascrizione
00:17Buona domenica, bentrovati a TGS7. Abbiamo ricordato la settimana passata Don Pino Puglisi,
00:24ucciso da Cosa Nostra in un agguato fra i più efferati e crudeli degli anni 90. Ne parliamo, lo ricordiamo,
00:32con chi oggi regge la parrocchia di San Gaetano,
00:35la chiesa dove Don Pino Puglisi lanciò la sua battaglia sul campo contro il reclutamento di giovani della periferia di
00:44Palermo nei ranghi di Cosa Nostra.
00:46Ne parliamo con Don Sergio Ciresi, che ringrazio di aver accettato il nostro invito, parroco di San Gaetano e anche
00:53coordinatore responsabile della Caritas diocesana di Palermo.
00:57Parleremo di tante cose con Don Sergio, che ha una storia esemplare, interessantissima sul territorio,
01:06ma prima con lui voglio parlare di Don Pino Puglisi e di questo 33esimo anniversario da un delitto veramente fra
01:14i più sconvolgenti degli anni 90,
01:17dopo le stragi, veramente una sfida incredibile.
01:22Un anno dopo, le grandi stragi, viene ucciso questo sacerdote perché dava fastidio, perché reclutava giovani
01:27e i fratelli Graviano di Brancaccio decisero di farlo uccidere dai loro killer.
01:33Due dei killer si sono poi pentiti, hanno cominciato a collaborare con la giustizia.
01:38Lei oggi regge quella chiesa.
01:40Un anno fa ha avuto un incarico che secondo me è un po' la messa in difficoltà da parte dell
01:46'arcivesco Monsignor Corrado.
01:47Ricordo la sua espressione nel giorno in cui si è insediato e le chiedo subito, quasi un anno, a ottobre
01:54sarà un anno, con quale sentimento?
01:56Ma un sentimento di gratitudine a Dio e anche agli abitanti di Brancaccio, perché in questo primo anno,
02:06che chiaramente è stato un anno ed è un anno di osservazione, di conoscenza, di tessitura, di relazioni interpersonali,
02:13mi sono sentito sin da subito accolto dalla comunità parrocchiale e anche dal territorio, bene accolto,
02:20e devo dire che ho incontrato ad oggi tantissime brave persone.
02:26Sia sincero, ero un po' in difficoltà.
02:28Sì, ero un po' in difficoltà, ma perché facendo servizio in carita secesana ed essendo parroco a San Ghetano a
02:36Brancaccio
02:37mi ha colpito molto il dovere integrare questi due servizi, che sono abbastanza complicati e complessi già di loro.
02:45E poi perché ho sentito sin da subito questa grande responsabilità, perché lì c'è stato appunto il beato Giuseppe
02:54Puglisi.
02:55Ovviamente il peso di una grande personalità, tra l'altro.
02:59Non parliamo di un sacerdote qualsiasi, facciamo vedere queste immagini inedite.
03:04Questa è la beatificazione di Don Pino Puglisi, beato della chiesa italiana, della chiesa cattolica,
03:12in odium fidei, nel senso che questo uomo sacrifica la vita e viene per questo odiato da Cosa Nostra.
03:21Lei è stato ispirato da questa figura, no?
03:24Io sono stato ispirato da questa figura sin dall'inizio del mio percorso anche vocazionale,
03:29perché mi hanno sempre attratto sia preti italiani che anche stranieri, questi preti che stanno tra la gente,
03:37che impostano, come d'altronde ci insegna il Vangelo, la loro pastorale nelle relazioni con gli altri,
03:45quindi nell'ascolto, nella prossimità, nella vicinanza, frutto anche del mio lavoro che facevo prima.
03:52Quindi credo che la più grande ricchezza in un cammino pastorale e parrocchiale sia proprio quello di costruire appunto rapporti
04:01di fiducia.
04:03Senta Don Sergio, che cosa resta a San Gaetano di Don Pino Puglisi?
04:07È nell'aria che si respira ancora a Brancaccio o quegli episodi, quelle forme di minaccia
04:17che periodicamente si sentono anche in piazza Anita Garibaldi, davanti alla Casa Museo, si sentono ancora?
04:24Allora, sicuramente la memoria è viva del Beato Puglisi, di Padre Pino Puglisi,
04:32attraverso anche tante persone che sono in vita e l'hanno conosciuto, hanno collaborato con loro,
04:36e poi anche la trasmissione della sua persona, della sua figura, della parrocchia,
04:42dalle associazioni, dal centro per il nostro ETS, dalla scuola, perché non dimentichiamo che c'è un istituto comprensivo
04:48intitolato dal Beato Pino Puglisi. Quindi non è una memoria statica, è una memoria viva, indubbiamente.
04:58La questione è molto più ampia e anche più profonda perché riguarda il degrado che ancora sussiste in questo territorio,
05:07come in tutte le zone di Limitrofo e anche in altre zone della città di Palermo.
05:11Ma chi viene nella sua chiesa ne parla, lo ricorda?
05:15Sì, ne parla, lo ricorda sempre con grande gioia e un grande sorriso, proprio nel pensiero,
05:22proprio perché hanno sempre visto in lui un padre che li accompagnava.
05:29Se posso permettermi, proprio l'altro giorno è venuta una persona, una signora che mi ha chiesto un aiuto
05:36e cercherò di aiutarla perché effettivamente è abbastanza povera e lei mi ha raccontato,
05:44tra l'altro mi ha colpito perché questo racconto, lei raccontava cosa gli diceva Pino Puglisi a lei
05:51e lei me lo raccontava in dialetto.
05:54Ora, molto spesso quando le persone raccontano un aneddoto in dialetto,
05:57perché l'interlocuzione era in dialetto, quindi probabilmente, infatti mi piaceva sorridere,
06:04ha riportato fedelmente, sicuramente Pino Puglisi le parlava in dialetto,
06:09proprio per creare quella fiducia, quel rapporto forte,
06:15lei mi diceva che l'ha aiutata tantissimo in quegli anni.
06:19Don Pino Puglisi era originario di Godrano, quindi sapeva come parlare anche alla gente.
06:26Nacque a Brancaccio.
06:27Nacque a Brancaccio, sì.
06:29Insomma, aveva un linguaggio talmente efficace che ha messo paura ai fratelli Graviano.
06:35Assolutamente sì, perché era un uomo dalla schiena dritta,
06:41perché la sua azione era libera.
06:44Io, allora, uno degli aspetti che mi hanno sempre colpito era la sua libertà.
06:48Era un uomo libero.
06:51Quando si è liberi puoi dire, puoi parlare con libertà.
06:57Lui lo faceva non in chiave solamente di denuncia o di accusa o di attacco,
07:02perché poi era una persona umile.
07:04Tra l'altro, ci ricordiamo anche che lui chiedeva quelle espressioni famosissime
07:07dialoghiamo, parliamone, troviamo.
07:10Non era un compromesso, è chiaro che lui non cercava un compromesso,
07:14ma capiva che quello che accadeva e stava accadendo era un guaio per tutti,
07:19compresi per i mafiosi del territorio.
07:22Senta, Don Sergio, lei ha una storia, come dicevo in apertura,
07:27molto interessante, che matura in questa città.
07:30Lei è stato un giovane negli anni 90, è stato un giovane a tutti gli effetti,
07:34la sua vocazione non è stata del tutto giovanile.
07:37Quanti anni aveva?
07:38Io sono entrato in seminario a 38 anni.
07:40Quindi, insomma, aveva vissuto, tra virgolette, ed è stato anche nella movida della città,
07:46titolare di un pub, ha messo su questo pub il fuso orario frequentatissimo in quegli anni
07:51dagli studenti, insomma, da chi viveva il risveglio dopo le stragi,
07:55dopo anche il diritto puglisi.
07:57Ma che percorso è stato il suo?
07:59Ma è stato un percorso, io sono sempre stato un uomo che ha amato e ama la ricerca,
08:08un ricercatore.
08:10Infatti, una delle cose che mi ha sempre colpito in questo rapporto con Dio
08:13è che continuo a cercarlo, perché è un buon cammino di fede,
08:17è una continua ricerca, cioè quindi non sentirsi mai arrivati.
08:20E poi il Signore Dio ti stupisce, e ti stupisce proprio se continuamente lo ricerchi.
08:26In una città così complessa, la ricerca com'è?
08:28È abbastanza complicata, però io cerco sempre di trovare il bello
08:35sia nelle persone, ma anche nei luoghi.
08:38Ma com'è passato dal pub alla Cedio?
08:41Il pub è stato una parentesi, perché io comunque ho lavorato per tanti anni
08:44all'ufficio di servizio sociale per i minorenni del Tribunale per i minorenni di Palermo.
08:47Quindi la sua esperienza era quella?
08:48Sì, la mia esperienza era quella come amministrativo.
08:51Poi mi fu proposto, devo dire anche con un pizzico di incoscienza,
08:55perché io non l'ho mai fatto questo mestiere, non l'avevo mai fatto,
08:59e ci imbarcammo in questa avventura,
09:01convinti che fossero una realtà così, vabbè vediamo come andrà.
09:07Invece diventò un impegno, perché diventò un locale molto famoso,
09:11frequentato soprattutto da studenti e studentesse universitari,
09:16sia italiani che stranieri.
09:18In quegli anni c'era solo l'Erasmus, per esempio.
09:21Era l'inizio.
09:22l'Erasmus, esatto, e quindi era pieno di stranieri.
09:26Poi io sono amante della musica, infatti andavo in un noto locale
09:31che vendeva dischi, che purtroppo non c'è più.
09:34Ma lo può anche citare, perché non rimpiangiamo tutti.
09:37Certo.
09:37Master, OLP Dischi.
09:38Via San Martino.
09:39Esatto.
09:41Non via 20 settembre.
09:42No, via 20 settembre.
09:43Corrego.
09:43Ricordo che prendevo appuntamento con loro e mi davano una pila o di vinile o di cd
09:52e io ascoltavo attentamente tutti questi brani.
09:55Ed era infatti conosciuto, oltre per la musica dal vivo,
09:58era conosciuto perché si ascoltava una musica particolare al suo sorario.
10:02Perché si è fatto prete?
10:04Mi sono fatto prete perché appunto in questa ricerca continua e costante,
10:08in un periodo un po' particolare della mia vita,
10:10ho sentito la sua presenza attraverso dei fatti, delle persone,
10:15chiaramente una presenza di Dio che voleva il meglio per me.
10:20Infatti io devo dire che come uomo...
10:22Che voleva il meglio da lei, eh?
10:23Sì, anche.
10:24Come uomo mi sento molto meglio adesso che prima.
10:27Senta, lei nel frattempo è diventato un manager della solidarietà,
10:32perché questo ci vuole oggi, management persino alla Caritas,
10:36ed è il parroco di San Gaetano.
10:38Quindi da lei c'è qualcun altro che ha preteso tanto,
10:41l'Arcivescovo di Palermo, Monsignor Lorefice.
10:43Come va la gestione di queste due strade,
10:47della sua vita e della vita della città,
10:50e cosa ci dice della povertà oggi a Palermo?
10:53Allora, parto dalla Caritas, che è quella che già faccio da qualche anno,
10:58quindi sì, è vero, il termine che le ho utilizzato è assolutamente vero,
11:03esatto, perché oggi per fare il bene bisogna farlo bene,
11:10non va più l'improvvisazione, ma va una progettazione frutto di un'osservazione del territorio.
11:18Il metodo di Caritas è molto chiaro, va in un luogo,
11:23se in un luogo lo osservi, discerni frutto di quell'osservazione e poi lo animi.
11:29Quindi tutto questo si fa attraverso delle progettualità.
11:33Caritas, negli ultimi anni, tra l'altro con quella parentesi triste della pandemia,
11:38è cresciuta molto, ma perché è un lavoro di squadra,
11:42non perché ci sia io, ma perché si lavora in squadra.
11:44È cresciuta perché è cresciuta la povertà?
11:46È cresciuta la povertà perché si è diversificata la povertà.
11:50Oggi la povertà non è più solo materiale economica,
11:53ma è anche morale, spirituale, psicologica, educativa e sanitaria.
11:58E infatti per questi nuovi anni, che siamo già abbastanza messi bene,
12:07affronteremo e lavoreremo su delle progettualità in tre ambiti specifici,
12:11insieme a tanti altri chiaramente, ma ci concentreremo molto su questi,
12:15che sono la fragilità minorile, quindi il contrasto alla povertà educativa,
12:19la salute, quindi la sanità, quindi tutto ciò che riguarda l'accompagnamento alle cure,
12:24perché molte persone non si curano più, perché non hanno le risorse economiche per potersi aiutare,
12:30perché il pubblico purtroppo fa aspettare tanto tempo per poter essere visitati,
12:35e l'abitare, perché paradossalmente vediamo tanti appartamenti anche chiusi in città,
12:43però c'è tanta gente che è per strada o vive in case occupate abusivamente.
12:49Com'è organizzata in questo momento la Caritas? Quanti sono i punti?
12:53Alla gente fa sempre comodo saperlo, distribuite tanta spesa quotidianamente?
12:58Sì, è chiaro che ogni parrocchia ha una Caritas parrocchiale,
13:03in tutta l'Arcidioci ci sono 178 parrocchie, quindi è proprio all'interno del territorio in modo capillare.
13:10Un po' tutte distribuiscono spesa?
13:11Sì, sì, assolutamente sì. Ci sono alcune parrocchie che hanno entrambi i servizi, centro di aiuto e centro di ascolto.
13:18Il centro di aiuto è quel servizio di una sola distribuzione di derrata alimentare,
13:23e poi anche di un accompagnamento.
13:25Mentre il centro di ascolto, che è quello che noi promuoviamo,
13:28è quello spazio relazionale in cui la persona non chiede solamente un aiuto,
13:34ma ha bisogno anche di un orientamento per dei servizi, oppure dei consigli.
13:39È proprio un'antenna all'interno del territorio.
13:43A proposito di antenna, cosa dicono le antenne al momento?
13:46Dove sono i luoghi di maggiore crisi?
13:49Che cosa preoccupa di più oggi la Caritas, ammesso che riesca a far fronte a tutta la domanda di aiuto
13:55che c'è?
13:56Sicuramente le maggiori richieste che ci arrivano sono quelle dell'ambito dell'abitare.
14:00Molte persone, ma anche chi lavora, fa fatica a pagare il canone d'affitto,
14:08fa fatica a pagare le utenze, fa fatica a pagare addirittura i condomini,
14:12che i condomini, generalmente le zone popolari, non hanno dei prezzi altissimi.
14:18Quindi l'abitare è una delle emergenze.
14:21Noi rispondiamo, li ascoltiamo, ascoltiamo le loro richieste, possibilmente li aiutiamo, quasi sempre li aiutiamo,
14:33però è chiaro che, questo è importante dirlo, la differenza tra carità e assistenzialismo.
14:39Quindi se si è incancrenita quella problematica, li creiamo dei tavoli di lavoro,
14:45anche col coinvolgimento della pubblica amministrazione, per vedere appunto e dare autonomia.
14:50C'è la tentazione di approfittarne?
14:53A volte sì.
14:53A volte sì.
14:54Senta, e a Brancaccio che situazione hai trovato?
14:58Da questo punto di vista?
15:00Da questo punto di vista, ci sono delle povertà, ci sono delle povertà anche economiche.
15:05Sì.
15:06È una periferia.
15:08Io, la precedente parrocchia che ho servito, che era al Monte Grappa,
15:14che è appunto un territorio tra l'Università degli Studi di Palermo e l'ospedale civico a Palermo,
15:19è un quartiere popolare, però c'erano delle povertà, ma non quelle che ho trovato a Brancaccio,
15:26perché in effetti Monte Grappa non è un quartiere periferico.
15:29No, è piccola, borghesia, magari non, come dire, danarosa.
15:34Però, infatti, l'invece Brancaccio è periferia, quindi una prima cosa che ho subito toccato con mano
15:40è proprio vivere da periferia, in una nuova periferia.
15:45Quindi sono delle reali povertà economiche e materiali, ma direi delle reali e profonde povertà educative e culturali.
15:53Ecco, e veniamo a questo.
15:54Adesso io non le chiedo di fare un'analisi, perché lei non c'era di fatto, sono trascorsi 33 anni.
16:00Secondo lei cosa direbbe, Don Pino Puglisi, rispetto a questo lasso di tempo così lungo,
16:05rispetto alla lotta alla mafia che comunque dei risultati li ha dati?
16:09Queste periferie hanno compiuto qualche passo in avanti?
16:13Ma sicuramente sotto alcuni aspetti sì.
16:15Io credo che lui, se vivesse a tutt'oggi, o comunque se arrivasse qui in mezzo a noi,
16:22ci direbbe che qualcosa è stato fatto.
16:26Lui denunciava l'assenza della scuola media, oggi c'è un istituto comprensivo,
16:30due scuole superiori, a breve si costruirà in costruzione l'asilo nido,
16:35quindi sicuramente...
16:37Speriamo che apra.
16:38Speriamo che apra, appunto.
16:39Tanto incognito.
16:40Esatto, quindi sicuramente in parte sarà soddisfatto.
16:46Però sarà anche un po' deluso, amareggiato, perché c'è degrado.
16:52Io vedo che c'è ancora molto degrado.
16:55Non so se ha visto le cronache degli ultimi giorni,
16:58c'è un pentito di mafia che sta raccontando come si svolgono le cose,
17:03come viene smerciata la droga.
17:05Sono state diverse le operazioni antimafia degli ultimi anni.
17:09Questo significa che la mafia ha ancora radici in quel quartiere.
17:12non sappiamo bene guidata da chi.
17:15Questo lei lo sente?
17:17In parte.
17:19Io devo dire un aneddoto.
17:23Allora, ho avuto l'impressione le prime domeniche che sono appena arrivato.
17:30ho visto delle facce che secondo me erano venuti lì per vedere chi fossi.
17:35Perché poi non le ho più viste.
17:37Ed erano delle espressioni che mi hanno un po' colpito, non positivamente.
17:41Perché io ascolto le persone anche dopo la messa, sto un po' lì a parlare.
17:47E poi infatti non li vidi più.
17:49Quindi evidentemente c'è un po' questo controllo del territorio.
17:56E quindi un prete appena arrivato di una parrocchia, tra l'altro dove c'è stato puisi,
18:00sicuramente ero sotto i riflettori di qualcuno.
18:06Vedo un po' questa povertà che secondo me è anche questa un po' rassegnazione.
18:12Questa è una cosa che sto notando.
18:16È come se le persone si fossero un po' abituate a vivere in quel contesto e in quella realtà.
18:22E ad accettare anche disservizi, distanze.
18:24E ad accettare anche disservizi.
18:26Infatti cercherò, con l'aiuto di Dio, di non deluderle queste persone.
18:32Perché comunque il povero è già deluso di suo.
18:37Lei ha detto che andrò casa per casa.
18:40Ce la fa? Ce l'ha al tempo?
18:41Allora, io ho già iniziato...
18:43Sì, perché anche qui basta organizzarsi.
18:47Le faccio degli esempi.
18:49Quando vengono le famiglie per battezzare,
18:52io dico loro se desiderano che si benedice la famiglia,
18:56comunemente detta la casa, però di fatto è la benedizione alla famiglia,
19:00barra casa, e molti accettano.
19:04Quindi vado, vado a benedire la famiglia e sto un po' con loro.
19:09Quando muore qualcuno con la comunità parrocchiale,
19:13con un piccolo gruppo della comunità parrocchiale,
19:15andiamo a pregare il rosario lì, quindi a casa.
19:21Pochi mesi fa ho celebrato per strada,
19:25proprio in viazzolino Azzon,
19:27ed è stato molto commovente perché le persone sono affacciate,
19:31hanno partecipato a messa,
19:32non hanno ricevuto l'eocarestia perché erano nei loro appartamenti,
19:36però hanno proprio partecipato a messa.
19:39E quindi questo continuerò a farlo.
19:41E poi inizierò perché non si fa più, devo dire,
19:46andare a benedire appunto le famiglie.
19:49Catechesi se ne fa?
19:50Sì, Catechesi se ne fa per i fanciulli,
19:53quindi abbiamo un centinaio di fanciulli.
19:57Non sono pochi?
19:57No, non sono pochi.
19:59Ora aspettiamo le nuove iscrizioni per l'anno pastorale 26-27,
20:03quindi dovrebbero essere,
20:04non tanto come quelli di prima,
20:07perché alla luce del fatto che c'è stata questa sospensione,
20:10sono stati i maggiori fanciulli a iscriversi.
20:12Però dovrebbero essere un bel po'.
20:14Voglio dirle, le chiese non sono luoghi scontati,
20:18nel senso che c'è un passaggio di testimone,
20:21non è detto che chi veniva prima stia venendo anche adesso,
20:25perché anche i sacerdoti, anche i parroci hanno il loro gradimento.
20:28Nell'epoca dei social succede anche questo,
20:31ma questo nella chiesa è sempre accaduto.
20:33Che risposta c'è stata in questo anno?
20:37Ci vengono ammesse?
20:38Sì, sì, no, le persone partecipano.
20:40Le persone partecipano chiaramente di più,
20:44come in tante parrocchie, il sabato e la domenica,
20:46quindi nel prefestivo e nel festivo.
20:48Tra l'altro a Brancaccio ci sono due,
20:50sono due le parrocchie.
20:52Sì, come no.
20:52San Gaetano e San Giuseppe Artigiano.
20:54Certo, che non è Roccella,
20:57perché non dimentichiamo Don Ugo Di Marzo,
20:59che ha la sua parrocchia a Roccella.
21:01Sì, sì, no, sono due parrocchie all'interno
21:03del proprio territorio parrocchiale di San Gaetano.
21:06C'è anche quest'altra parrocchia,
21:07dove generalmente celebra il viceparroco Don Gambriere Virga.
21:13E quindi la partecipazione c'è come?
21:16Nei giorni feriali un po' meno,
21:18ma quello riguarda un po' tutti,
21:20perché comunque magari qualcuno lavora,
21:22però sta a casa,
21:23però anche lì desidero vedere com'è.
21:26E chi viene in chiesa?
21:27Ragazzi, persone anziane, famiglie?
21:29Allora, vengono molte famiglie,
21:31vengono molte famiglie con i loro figli,
21:33l'età media è anche un po' più alta,
21:36giovani, nella domenica viene qualcuno,
21:40già sono dei giovani adulti.
21:42E ora vedremo con i fanciulli,
21:45ci organizzeremo insomma.
21:46I ragazzi di Don Puglisi oggi
21:47sono tutti più che adulti.
21:49Sì.
21:49C'è traccia di queste facce?
21:52Sì, alcuni sì.
21:54Alcuni continuano a frequentare,
21:56a partecipare a messa,
21:57ma anche essere operatori pastorali parrocchiali,
22:00lì in San Gaetano.
22:01Altri invece non l'hanno conosciuto direttamente,
22:04ma sono stati sempre attratti
22:06dalla figura,
22:07dalla persona di Vino Puglisi,
22:09quindi sono lì come operatori.
22:11Sì, assolutamente sì.
22:13La sua eredità pastorale
22:15ancora c'è,
22:16permane, grazie a Dio.
22:17Ma le voglio chiedere se c'è isolamento,
22:19cioè se rimane qualcosa
22:22di sbagliato
22:23che si riflette
22:24negli atteggiamenti
22:26che si registrano spesso
22:28in piazza Anita Garibaldi,
22:30questo glielo ho già detto poco fa.
22:31Cioè, lei si sente
22:32nel suo posto,
22:34in un posto
22:35non isolato,
22:36o c'è ancora qualcosa
22:37che non funziona?
22:38C'è qualcosa che non funziona,
22:40quello sì.
22:41Perché anche questi gesti,
22:42che a volte sono
22:43delle bravate,
22:45a volte possono essere
22:46davanti dei gesti,
22:47però sono...
22:48Simbolizzano qualcosa.
22:49Esatto,
22:50a volte lanciano un messaggio.
22:52Sì.
22:54No, isolamento
22:56non tanto,
22:57anche se devo dire
22:58che la presenza
22:59delle forze,
23:04mi riferisco a che so,
23:05alla polizia,
23:06ai carabinieri,
23:06non la vedo molto frequente.
23:11questo un po',
23:12devo dire che mi ha colpito,
23:14raramente,
23:15capisco che comunque
23:16a volte sono sottorganico,
23:18queste sono cose che sappiamo.
23:19Cioè, le dice,
23:19dovrebbero passare un po' più spesso.
23:21Dovrebbero passare un po' più spesso,
23:22sì, assolutamente sì.
23:24E ma,
23:25questo a noi è stato detto
23:26tante volte
23:27dagli abitanti di Brancaccio,
23:29dopo episodi,
23:30che sono le sassaiole
23:31contro i tram,
23:32insomma,
23:32c'è questa piccola criminalità
23:35che si perpetua.
23:37a lei che cosa arriva di questo?
23:39Ci sono famiglie
23:40che si lamentano
23:41anche dei propri figli,
23:42non riusciamo,
23:43c'è anche un problema
23:44di evasione scolastica,
23:45nonostante la grande battaglia
23:46che sta facendo
23:47anche Antonella Di Bartolo,
23:49c'è ancora un po'
23:50un problema, no?
23:51Sì,
23:52ma guardi,
23:52io penso che
23:53uno dei motivi sia,
23:56e questa è la strada
23:57che secondo me
23:58dovremmo percorrere,
24:00accompagnare proprio le famiglie.
24:01Io mi accorgo
24:04che queste donne,
24:05questi uomini,
24:07per motivi culturali,
24:09non hanno gli strumenti
24:11per accompagnare,
24:12magari vorrebbero
24:13accompagnare i loro figli,
24:14seguirli,
24:15ma non ce la fanno.
24:18Credo che noi dovremmo
24:20proprio stare vicino a loro,
24:21oltre che ai loro figli
24:22e ai ragazzi,
24:24perché
24:26vedo per esempio
24:27delle donne
24:28a volte anche
24:29un po' disorientate,
24:31o perché hanno fatto
24:33delle scelte sbagliate,
24:34o perché a volte
24:35erano illuse
24:36di questo matrimonio,
24:37o perché a volte
24:38passa in questa cultura
24:39che il matrimonio
24:40risolva i problemi,
24:41me ne esco da casa mia,
24:43mi costruiscono la famiglia,
24:44però invece sposarsi...
24:45Da una guzzino all'altro,
24:47magari.
24:48e quindi
24:48a volte
24:49che quando incontro
24:51per esempio
24:51tante persone,
24:52soprattutto
24:53nella catechesi,
24:55mi accorgo
24:56che alcune
24:57appunto forse
24:58si aspettavano
24:59di meglio
24:59della propria vita.
25:01Ecco,
25:01questo magari
25:01è un problema
25:02del disagio
25:03della periferia.
25:04Senta,
25:04Don Sergio,
25:05a ottobre
25:06lei festeggerà
25:07il primo anno,
25:09intanto ci sarà
25:09una festa,
25:10prevede...
25:11Insomma,
25:11questo bilancio
25:12come sarà?
25:13Ma guardi,
25:14questo bilancio
25:15devo dire
25:16è positivo,
25:19un elemento
25:20di sorpresa
25:21ce lo descrive.
25:22Allora,
25:23sicuramente
25:23mi ha sorpreso
25:24quando abbiamo
25:26organizzato
25:26il presepe vivente
25:28che è stato a gennaio.
25:29Sì.
25:30Questa sorpresa
25:31di questa collaborazione
25:33tra le associazioni
25:34del territorio
25:35e dei territori limitrofi
25:36delle tre parrocchie
25:38e di tanti abitanti
25:40di Bravoli.
25:41Io sono rimasto
25:41molto sorpreso
25:42di questa rete,
25:43di questa collaborazione,
25:44di questo
25:44volere collaborare.
25:47Quindi comunque
25:47c'è una comunità
25:49che ha voglia
25:50di fare.
25:50Sì,
25:50assolutamente sì.
25:52E quale risposta
25:52manca,
25:53la più urgente
25:54secondo lei?
25:55La risposta
25:56che manca
25:57è quella
25:57della continuità.
26:01Mi spiego.
26:03Io cercherò
26:04con l'aiuto
26:04di Dio
26:05di non
26:07trasmettere
26:07degli spot
26:08pubblicitari.
26:09Cosa vuol dire?
26:11Dare continuità
26:12alle cose belle
26:13che sono state fatte,
26:14magari modulandole,
26:15cambiandole,
26:15che non possono mai
26:16essere granitiche.
26:18Però
26:18non dobbiamo
26:19utilizzare questi luoghi
26:21o anche la figura
26:22di Puglisi
26:22come uno stop.
26:24non passerella,
26:25questo vuole dire?
26:26Non venite a fare
26:27passerella a Brancaccio?
26:28Dice questo.
26:29Bisogna starci
26:30tutti i giorni,
26:31come fa lei.
26:33Quanto tempo
26:33le tocca stare lì?
26:35Ma io di solito,
26:36vabbè,
26:37fine settimana
26:37sempre,
26:38tutto perché
26:38in Caritas
26:39appunto il servizio
26:41non si svolge
26:43durante ogni giorno,
26:45praticamente ogni giorno.
26:46Va ogni giorno
26:47in chiesa.
26:47Sì,
26:47va ogni giorno
26:48in parrocchia.
26:50Ecco sì,
26:51sto lì.
26:53Sfrutto molto
26:54i fini di settimana
26:56così appunto
26:57a stare tra...
26:57Le fa un po'
26:58di impressione
26:59positivamente
27:00parlando
27:01stare nei luoghi
27:02solcati
27:02da Don Pino Puglisi?
27:04Sì,
27:04un po' sì.
27:04Sì?
27:05Un po' sì.
27:05Mi dà emozione?
27:06Mi dà emozione
27:08perché me l'hanno trasmesso
27:10molte persone
27:11che vengono a visitare
27:12questa...
27:12Che le dicono quello,
27:13lo ha messo lì
27:14Don Pino...
27:15Sì,
27:15assolutamente sì.
27:16Tra l'altro
27:17è un luogo di pellegrinaggio,
27:18vengono tantissimi gruppi
27:20da varie parti d'Italia
27:21e non solo.
27:22L'altro giorno
27:23sono venuti due ragazzi
27:24croati
27:25perché il famosissimo
27:28e bellissimo
27:28romanzo di Alessandro
27:29D'Avenia
27:31ha venduto
27:32e vende tanto
27:33in Croazia
27:33e loro
27:34lessero questo romanzo
27:36erano dei cattolici
27:37comunque
27:38e sono venuti
27:39a Palermo
27:40e sono venuti
27:40a vedere
27:41i luoghi di Puglisi.
27:42Certo,
27:43ad oggi
27:44a 56 anni
27:45cosa pensa
27:46di una mafia
27:47che è riuscita
27:48ad uccidere
27:48anche un sacerdote?
27:50Come è stato possibile
27:52se lo domanda?
27:53Ma io credo
27:55che erano
27:56allora presi
27:56dalla sete
27:58del potere
27:59e del denaro
28:00senza riuscire
28:01a capire
28:01quello che stavano
28:02facendo
28:03perché comunque
28:03si uccissero
28:04anche tra di loro
28:05si tradirono
28:07tra anche tra di
28:07veramente
28:07la seconda guerra
28:08di mafia
28:08fu una guerra
28:10a tutti gli effetti
28:11io prego
28:13sempre
28:14sa per chi
28:16per i
28:17innocenti
28:18le vittime
28:18innocenti
28:19di mafia
28:19si che vengono
28:20ricordate sempre
28:21da Libera
28:22esatto
28:22perché
28:24erano delle persone
28:25innocenti
28:25e questo
28:26per me è stato
28:26brutale
28:27Don Pino Puglisi
28:28è fra questi
28:28esatto
28:29grazie Don Sergio
28:31Ciresi
28:31buon lavoro
28:32e in bocca al lupo
28:34perché davvero
28:35serve
28:35stare in battaglia
28:37grazie
28:38finisce qui
28:40la nostra
28:41trasmissione
28:41domenicale
28:42ci vediamo
28:43la prossima settimana
28:44grazie dell'attenzione
28:45arrivederci
28:45grazie a tutti
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