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00:06Prometea rivede al rialzo le sime per la crescita italiana nel 2026 dallo 0,7 allo 0,9 per cento
00:13ma avverte che parte della tenuta appoggia su fattori destinati a perdere forza. Intanto
00:17cambia lo scenario globale con l'energia e i prezzi delle esportazioni cinesi che spingono
00:22nella stessa direzione, la disinflazione che rallenta e la Fed e la BCE che devono fare
00:27i conti con le nuove pressioni sui prezzi. Noi per andare a vedere tutto nel dettaglio
00:31e per fare anche un'analisi sui prossimi mesi sullo scenario economico che ci aspetta siamo
00:35in compagnia proprio di Lorenzo Forni che è il direttore della fondazione Prometea. Grazie
00:39per essere qui con noi. Buongiorno a tutti. Allora Forni partiamo proprio dal vostro rapporto
00:46che come dicevamo parte da un cambio di scenario. Per anni l'energia e i beni cinesi hanno spinto
00:52in direzioni opposte e invece adesso vanno nella stessa direzione. Questo quanto cambia
00:58le aspettative sull'inflazione? C'è un fattore un pochino a mio avviso sottovalutato e cioè
01:05che la Cina che per anni ha esportato beni a prezzi molto bassi addirittura in calo per tanti anni
01:13negli ultimi 3, 4, 5 mesi ha cominciato a esportare beni con prezzi in aumento. Le ragioni
01:24non sono chiarissime ma probabilmente gli operatori cinesi che hanno conquistato importanti
01:29quote di mercato negli ultimi anni stanno alzando i margini e cercando di recuperare appunto
01:35un po' di utili da queste esportazioni. Questo si va ad aggiungere ovviamente a tutti gli aumenti
01:42che ci sono nelle filiere energetiche e questo sta creando qualche pressione e rialzo sui prezzi.
01:50Non è la crisi del 22 e del 23 per tantissime ragioni. L'inflazione quest'anno starà un po'
01:59sopra il 3% sia in Italia che in Europa che in fondo anche negli Stati Uniti. Ovviamente
02:07gli sviluppi sono molto incerti però nessuno vede un'inflazione ai livelli appunto della crisi che
02:14abbiamo avuto qualche anno fa dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
02:20Sicuramente però tra i fattori che stanno spingendo a rialzo l'inflazione c'è il prezzo del petrolio e
02:25secondo voi sostenete che il prezzo del petrolio potrebbe rimanere sopra gli 80 dollari anche con il
02:31ritorno completo della navigazione a Ormuz. Questo significa che stiamo pagando un premio geopolitico
02:35che è destinato a rimanere nel tempo?
02:39Assolutamente è un premio che rimarrà nel tempo. Ormuz sarà sempre, diciamo sempre, sicuramente
02:49per molti mesi a venire, ostaggio di tensioni che possono ricominciare in qualsiasi momento.
02:58Quindi lì c'è sicuramente un premio da pagare, le assicurazioni sono più care, i costi di trasporto
03:05sono più cari e quindi noi non vediamo un rientro del prezzo del petrolio a breve. Teniamo conto poi
03:13che l'Europa paga il prezzo pieno del Brent. Ci sono altri paesi che invece pagano un prezzo a sconto
03:23perché c'è petrolio sanzionato, tipicamente quello russo o quello iraniano, che viene tipicamente venduto
03:32alla Cina, all'India e quello va a sconto e quindi ha un prezzo più basso. Noi invece in Europa
03:39paghiamo
03:39un prezzo pieno. Ma più che il prezzo del petrolio credo che negli ultimi periodi si è emersa l'importanza
03:46di considerare che non è che noi poi alla pompa o al riscaldamento o nei trasporti in
03:54generale usiamo il petrolio, ma usiamo il petrolio raffinato, quindi usiamo il diesel, usiamo
04:01i fuels per gli aerei, queste cose. E purtroppo i margini di raffinazione sono aumentati perché
04:07ci sono vari problemi nelle raffinerie, sia quelle mediorientali che in particolare anche
04:16per le tensioni russe e ucraine. Alcune delle raffinerie russe sono state messe fuori operatività
04:25e questo ha alzato i margini tra il costo del petrolio e quello che poi è il costo del
04:35diesel, della benzina alla pompa e questo è un altro fattore da tenere in conto di
04:39pressione a rialzo sui prezzi. Questo sta creando anche certe tensioni, ad esempio ora con Eni
04:44poi seguita da IP e pare anche da Kuwait che mettono un tetto al prezzo del petrolio alla
04:49pompa, però ci sono gli operatori che dicono che questo crea una divergenza fra proprio le
04:54aziende che hanno tutta la filiera integrata e quindi possono beneficiare dei margini, come
04:58diceva lei, di raffinazione e chi invece compra solo il petrolio e poi lo vende e quindi
05:03non può beneficiare o non può usare questi sconti per la pompa e questo può creare
05:08divergenze di mercato. Il governo su questo si sta muovendo bene o ad esempio l'intervento
05:13di Eni, secondo lei, potrebbe andare a creare dissorsioni sul mercato?
05:19È una buona domanda. Il governo purtroppo non ha molte risorse, voi sapete che è intervenuto
05:28varie volte con la riduzione delle accise, che è una manovra che ha un suo senso e semplicemente
05:36l'intuizione è, siccome c'è anche IVA, ad esempio sui carburanti, quando il prezzo
05:43del carburante va su l'incasso da IVA aumenta per il governo e il governo ha deciso di restituire
05:48questo maggiore incasso dovuto all'aumento dei prezzi riducendo le accise. Il problema è
05:53però che i limiti di bilancio sono forti, il disavanzo certificato nel 25 è stato superiore
06:02al 3%, quindi non siamo usciti dalla procedura di disavanzi eccessivi, i margini per quest'anno
06:08per la manovra sono estremamente limitati, magari ne possiamo parlare e quindi il governo
06:14si trova ad avere risorse limitate per poter prorogare questi scontri delle accise e alcune
06:23compagnie si sono offerte tra virgolette di calmerare i prezzi e devo dire che una delle
06:35ragioni ovviamente è che queste compagnie stanno facendo dei profitti eccezionali dovuto
06:42appunto all'aumento dei margini di raffinazione eccetera e quindi il rischio era che magari
06:50il governo intervenisse cercando magari qualche aumento temporaneo di tasse su questi extra
06:57profitti come vengono chiamati, in verità poi è un termine diciamo forse non totalmente
07:03corretto e quindi le compagnie forse hanno deciso di farsi avanti per prime per cambiare
07:08i prezzi. Bisognerà vedere quanto funziona perché è sicuramente una misura temporanea
07:14e purtroppo i prezzi energetici rimarranno alti sicuramente per qualche trimestre in futuro
07:24e quindi bisogna vedere se poi queste compagnie sono disposte e quanto effettivamente è a calmerare
07:30questi prezzi.
07:30Prima di andare a vedere come si muoverà l'Italia capiamo insieme invece come le banche
07:36centrali stanno reagendo a questo nuovo rialzo dei prezzi. Secondo voi però Fed e BCE alzeranno
07:42solo di 25 punti base i tassi durante il prossimo anno. Secondo voi quindi non ci sarà un aumento
07:49ancora del rialzo dei tassi nonostante l'inflazione e i prezzi dell'energia potrebbero continuare
07:53a crescere anche nel futuro?
07:59Allora, innanzitutto quando noi vediamo i prezzi dell'energia che si stabilizzano e quindi nonostante
08:10rimangano elevati non causano ulteriori aumenti inflazionistici, cioè mentre nella fase di salita
08:20dei prezzi energetici questo contribuisce ad aumentare l'inflazione, quando i prezzi
08:25energetici si stabilizzano l'inflazione torna a un livello normale, nonostante però noi
08:31paghiamo un prezzo più alto per la benzina o il gas eccetera. Quindi noi quello che vediamo
08:39sostanzialmente è una stabilizzazione dei prezzi energetici, quindi una stabilizzazione
08:43dell'inflazione e quindi le banche centrali danno un segnale importante con l'aumento che hanno
08:48fatto a settembre, sia la Fed che l'SB e con un altro aumento che noi vediamo entro la fine
08:53dell'anno. Ma obiettivamente questo serve per dare un messaggio, perché 50 punti base
09:05non hanno un impatto così forte immediato sull'inflazione. Tra l'altro questa è un'inflazione
09:12che non è un'inflazione tipicamente da eccesso di consumi, investimenti, quindi da domanda
09:18che è quello che i tassi di interesse possono in qualche maniera tenere a freno. Questa è
09:24un'inflazione che viene dai costi, dai costi dell'energia e non è che aumentando i tassi
09:31di 25-50 punti base improvvisamente i costi dell'energia vanno giù, non succede. E quindi
09:38a nostro avviso le banche centrali segnalano di essere pronte a intervenire, intervengono
09:45per mandare questo segnale e quindi fanno seguire le parole con dei fatti, ma tutto sommato
09:52non hanno gli strumenti per ridurre l'inflazione energetica e quindi stanno aspettando in qualche
10:00maniera che i prezzi si stabilizzino e che quindi l'inflazione rientri, come peraltro
10:05è nelle loro previsioni. Il fatto che l'inflazione rientri, però purtroppo come dicevo prima,
10:12non vuol dire che i prezzi di energia caleranno, semplicemente si stabilizzeranno. È la differenza
10:18tra, diciamo le banche centrali come obiettivo hanno quello di tenere l'inflazione sotto controllo,
10:24ma non il livello dei prezzi. Quindi l'abbiamo già visto negli ultimi anni, i livelli dei
10:33prezzi possono salire, poi si stabilizzano a un livello più alto, l'inflazione magari
10:37cresce al 2%, però il livello dei prezzi è molto più alto di prima.
10:45Forni, veniamo all'Italia perché voi avete alzato le sime, come dicevamo, in apertura per
10:49la crescita di quest'anno dallo 0,7% allo 0,9% con le famiglie che consumano, con le
10:55esportazioni che crescono, con l'industria che tiene. Eppure, definite questa resilienza
11:00fragile, perché?
11:05Allora, ci sono degli spunti positivi anche sull'economia italiana e adesso ne parlo rapidamente.
11:12ovviamente il 2026 è l'anno in cui le spese per il PNRR sono al picco e noi abbiamo stimato
11:21che diano un contributo alla crescita quest'anno circa dello 0,4% su una crescita che prevediamo
11:27dello 0,9%, quindi è quasi la metà della crescita, viene dall'impulso aggiuntivo grazie
11:38ai fondi europei. L'anno prossimo, 2027, ci saranno delle spese di coda del PNRR, ci
11:48sono ancora delle spese che vengono fatte, ma vediamo un contributo, siccome si riducono
11:55il livello delle spese finanziate dal PNRR, vediamo un contributo negativo alla crescita
12:02di circa 0,2% di PNRR. Sembra poco, però alla fine questo contribuirà a un rallentamento
12:10nel 2027.
12:13Ora, il fatto che il PNRR venga meno per l'Italia è una cosa molto importante, ha sostenuto la
12:23crescita negli ultimi 3-4 anni in maniera significativa e darà appunto la sua fine nel
12:332027, nel 2028, un contributo negativo di qualche decimo di punto e quindi bisogna chiedersi
12:41che cosa può aiutare l'economia italiana, ad esempio l'anno prossimo. Devo dire che la
12:55fragilità è legata al fatto che il bilancio pubblico non potrà fare molto perché deve
13:03in qualche maniera stare sotto il 3%, soprattutto in questo momento di forte attenzione sui debiti
13:12pubblici a livello mondiale. L'Italia deve in un certo senso, non dico rassicurare i mercati,
13:21ma comunque mantenere questa politica fiscale prudente che permette di indebitarsi dei tassi
13:28relativamente migliori rispetto ad altri paesi, anche rispetto alla Francia.
13:32Ma c'è il ritorno dei bond vigilanti, Sporni? Scusi se la interrompo.
13:36Sì, sì, sì, no, questa è un'ottima domanda. Io non credo che questi aumenti dei tassi che
13:45hanno caratterizzato soprattutto gli Stati Uniti, allora è un discorso complesso, negli Stati
13:51Uniti c'è sicuramente un problema di bilancio pubblico, un disavanzo del 6% del PIL all'anno
13:59senza nessun rientro previsto, che vuol dire che il governo americano ogni anno deve andare
14:06sul mercato ed indebitarsi in maniera aggiuntiva, quindi deve rinnovare i titoli di scadenza
14:13e in più indebitarsi per il 6-7% del PIL, che sono circa 2 trilioni di dollari. Quindi questo
14:20capite che è una pressione sul mercato per cui devo pagare interessi più elevati. E in più
14:28c'è il fatto, molto negli Stati Uniti, di tutti gli hyperscalers, eccetera, abbiamo letto
14:34dappertutto che si stanno indebitando, perché prima finanziavano gli investimenti di data center
14:41con la liquidità interna. Adesso, che in qualche maniera la liquidità interna è stata un po'
14:47esaurita, si finanziano indebitandosi sul mercato e si sono indebitati in maniera significativa
14:53in questi primi sei mesi dell'anno, contribuendo ovviamente a tenere alti tassi di interesse
15:01a medio e lungo, perché il mercato non ha molti fondi a disposizione da prestare e quindi vuole
15:10interessi più elevati. Ora, i bond vigilantes, a via avviso negli Stati Uniti, è una definizione
15:17corretta. L'Europa ha una situazione fiscale più stabile, a parte obiettivamente alcuni
15:25paesi come la Francia, che sta facendo una gran fatica a mettere i suoi conti pubblici
15:31in ordine. L'Italia è in una posizione più sicura, perché nonostante il debito è elevato,
15:37il debito è molto stabile, abbiamo raggiunto un cosiddetto avanzo primario, quindi siamo
15:41in grado di controllare la dinamica del debito in questo periodo. Questa è una cosa estremamente
15:46importante. Purtroppo soffriamo un po' dell'aumento globale dei tassi di interesse, perché inevitabilmente
15:54se negli Stati Uniti uno prende il 5-3 sul decennale, non vuole prendere il 3 sul decennale
16:03europeo, quindi c'è un po' di arbitraggio. Però non direi che in Europa questo rialzo dei
16:16tassi siano i bond vigilantes, nel senso che non c'è una previsione di un debito che
16:26aumenta fortemente. È vero che la Germania ha rilassato le regole fiscali interne, sta
16:35aumentando un po' il debito, ma da livelli molto bassi. Quindi io mi attendo un aumento
16:43dei tassi di interesse nei prossimi mesi, o comunque una stabilizzazione a livelli elevati,
16:50per tutte le ragioni che ho detto, cioè il bisogno di finanziamento soprattutto del tesoro
16:56americano, il bisogno di finanziamento di molte imprese legate ai tech, che però segnalano
17:06anche un ciclo degli investimenti, quindi attese di utili e di crescita, magari non diffusa
17:16a tutti, ma sicuramente di crescita di alcune compagnie americane. Quindi c'è anche, a mio
17:22avviso, una componente proprio di ottimismo sull'andamento di alcuni settori, magari non
17:28di tutta l'economia, perché in realtà l'economia americana sta un po' rallentando, le famiglie
17:33americane iniziano a fare pratica e stanno un po' riducendo i consumi. Però, e poi adesso
17:41non vorrei mettere troppo a carne al fuoco, come si dice, ci sono alcuni spunti positivi
17:47per l'Italia, se volete poi ne parliamo un attimo, che a mio avviso danno supporto
17:52a quest'idea che in fondo il debito pubblico italiano si può gestire bene e che il buon
18:00vigilante, tra l'altro ci sono state le valutazioni recenti del, mi pare, di Moody's e di Ficci
18:06che hanno confermato.
18:08Forni, guardi, mi scusi ma io la devo interrompere, come dice lei, c'è tanta carne al fuoco, io
18:13avrei tante altre domande da farle, ma il nostro tempo purtroppo è scaduto, quindi
18:18spero di rivederla presto in trasmissione e la ringrazio, Lorenzo Forni, direttore Fondazione
18:23Prometeia, per essere stato qui con noi.
18:26Arrivederci, buon lavoro.
18:27E buona giornata.
18:28E per questo speciale, ora è tutto, io vi lascio agli aggiornamenti e tutte le news
18:32di Classia NBC.