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  • 32 minuti fa
“L'Italia non è dotata di un sistema di screening per le malattie cardiovascolari. Intervenire sull'ipercolesterolemia o sulla glicemia alta ci permette di intercettare le patologie, non solo cardiovascolari, prima che si verifichino eventi gravi come l'ictus o l'infarto. Per questo motivo, almeno all'interno del piano nazionale, deve essere prevista una fascia di finanziamento per questo tipo di screening rivolto a tutta la popolazione, intervenendo direttamente su tutte le categorie”. Lo ha detto la senatrice Elena Murelli, in occasione della prima Eu Screening Week lanciata dalla Commissione europea per rafforzare gli screening cardiovascolari in tutta Europa.

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Trascrizione
00:04L'Italia non è dotata di un sistema di screening per le malattie cardiovascolari.
00:08Penso direttamente alla misurazione dell'ipertensione, del colesterolo e della glicemia.
00:13Ecco perché almeno dobbiamo fare questo tipo di screening perché a intervenire sull'ipercolesterolemia
00:19piuttosto che sulla glicemia alta e colesterolo alto possiamo andare a intercettare quelle malattie collegate,
00:24non solo cardiovascolari, prima che gravi manifestazioni come l'ictus piuttosto che l'infarto si manifestino.
00:30Ecco quindi che almeno nel piano nazionale deve essere previsto una fascia di finanziamento per questo tipo di screening
00:36per tutta la popolazione intervenendo direttamente su tutti i tipi di categorie.
00:40Successivamente si può intervenire anche sull'ipercolesterolemia familiare e sull'elipoteina A
00:45perché in questo modo posso andare a verificare se ci sono anche propensioni genetiche delle persone per questo tipo di
00:52malattie.
00:52Il Safer Plan europeo presentato dicembre del 2025 ci ha tracciato una strada da seguire.
00:58Gli stati membriere devono dotarsi entro il 2027 di un piano nazionale del cardiovascolare.
01:03All'interno del Safer Plan ci sono tre chiavi di lettura, la prevenzione, lo screening e la presa in carico.
01:09Sono tre punti fondamentali che noi dobbiamo tenere in considerazione nel momento in cui andremo a scrivere
01:14il nostro piano nazionale cardiovascolare. Perché? Perché il piano deve essere nazionale,
01:19quindi deve considerare tutti i territori, non ci devono essere disomogeneità, deve essere multidisciplinare
01:25e quindi considerare non solo le palatologie cardiovascolari ma anche considerare le malattie renali e malattie croniche.
01:32Anche perché il paziente non ha mai esclusivamente solo una patologia ma diverse patologie che si concatenano insieme.
01:39Deve essere misurabile perché devono esserci degli indici di monitoraggio
01:42tali per cui verificare se il piano nazionale viene efficacemente ed effettivamente realizzato.
01:49Dall'altro punto di vista dobbiamo investire in prevenzione che è la cosa fondamentale. Perché?
01:53Perché le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, la prima causa di ospedalizzazione
01:57e la prima causa di disabilità in Italia. Si parla di 206.000 morti per malattie cardiovascolari nel 2026
02:04di cui 115.000 sono donne. Se noi riusciamo a intervenire prima tramite appunto gli screening
02:09riusciamo direttamente a stabilire e a diagnosticare prima queste malattie e a intervenire
02:14prima che la malattia si manifesti, quindi prima che le persone vengano ospitalizzate,
02:19prima che le persone abbiano problemi di disabilità. Perché? Perché il costo della sostenibilità
02:24economica del sistema sanitario nazionale è importante. Si parla di 87 miliardi di costi diretti
02:30e 47 miliardi di costi indiretti che ricadono sulle famiglie per le malattie cardiovascolari.
02:35Quindi non solo è una questione di prevenzione, di screening e di presa in carico ma anche
02:40è una questione di sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

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