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  • 15 ore fa
Depemokimab “sarà una rivoluzione nella rivoluzione della terapia biologica per l’asma grave, perché per il paziente c’è un beneficio infinito e non soltanto nella quotidianità, grazie al fatto di non doversi preoccupare di inserire la somministrazione della terapia nel proprio percorso giornaliero. Non dimentichiamo che questi sono spesso pazienti giovani che continuano a lavorare e che devono conciliare le somministrazioni con gli accessi in ospedale per i controlli, che richiedono parecchio tempo tra attese e aspetti pratici. Credo che questo aspetto cambierà completamente la gestione della terapia”. Lo ha detto Claudia Crimi, professoressa associata di Malattie dell’apparato respiratorio presso l’università di Catania, nel corso del XXVII Congresso nazionale organizzato a Roma dalla Società italiana di pneumologia (Sip). Depemokimab è il primo farmaco biologico ultra-long-acting approvato dalla Commissione europea nel febbraio 2026 come trattamento aggiuntivo di mantenimento per l’asma grave con infiammazione di tipo 2 e come terapia aggiuntiva per la rinosinusite cronica grave con poliposi nasale.

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00:03Ma è importante quando pensiamo agli eventi, quindi le reacutizzazioni, riconoscere come queste siano soltanto la punta di un iceberg.
00:11Quindi l'evento reacutizzazione in realtà sottende un livello di infiammazione più alto, quindi avere la possibilità di una soppressione
00:19sostenuta dell'infiammazione
00:20ci permette anche di prevenire reacutizzazioni future e anche di screenare, se vogliamo, dal nostro punto di vista un aspetto
00:28molto importante
00:29perché la reacutizzazione è soltanto una manifestazione dei sintomi che dipende anche dalla percezione del paziente.
00:34Quindi la possibilità di sopprimere in modo sostenuto l'infiammazione ci permette di vedere se c'è un controllo dei
00:41sintomi che non è completo,
00:43magari pensare anche a se ci sono delle comorbidità che in questo momento sono scompensate piuttosto che la malattia in
00:52sé per sé intesa come infiammazione.
00:53Quindi ci dà anche un'opportunità in più di garantire un controllo a 360 gradi.
00:59Adepemochim ci offre un'opportunità in più, cambia il paradigma di trattamento se vogliamo,
01:04perché in effetti abbiamo conferme sull'efficacia di terapia, quindi sull'efficacia del trattamento,
01:10come è stato dimostrato dagli studi SWIFT, insomma che ne confermano l'efficacia di inibizione dell'infiammazione,
01:17proprio lavorando sull'interleuchina 5.
01:20Ma di contro ci dà anche l'opportunità di intervenire nel controllo dei sintomi in modo efficace perché ci permette
01:29dal punto di vista noi di clinici di liberarci del pensiero dell'aderenza al trattamento,
01:34per esempio, che non è un aspetto da poco, perché è una variabile che dobbiamo tenere sempre in conto quando
01:40siamo davanti a un paziente con una malattia così grave.
01:42Quindi questo è sicuramente un aspetto importante, importante dal nostro punto di vista, ma anche dal punto di vista del
01:48paziente,
01:49che avrà un modo completamente diverso e molto più patient friendly rispetto a prima di gestire la terapia.
01:56La percezione di essere malati cambia, che è un aspetto secondo me il più importante di tutti,
02:01perché inevitabilmente dover fare una somministrazione in quel momento ti fa prendere consapevolezza che è una malattia cronica.
02:08Quindi il non dover fare delle somministrazioni sostenute ti libera la mente dal pensiero di essere condannato o comunque associato
02:16a una puntura.
02:18Quindi lo vedo veramente rivoluzionario dal punto di vista del paziente e del suo patient journey proprio.
02:24Dal nostro punto di vista ci permette di guadagnare tempo per dedicarci magari ai pazienti anche che hanno delle difficoltà
02:31in più,
02:31sono più complessi, delle comorbidità in più, quindi guadagniamo tempo e spazi.
02:36E quindi secondo me si osserverà proprio una vera e propria riorganizzazione del programma terapeutico per tutti i pazienti,
02:43anche quelli che non faranno depimokimab.

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