Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 9 ore fa
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:27Buongiorno, benvenuti a questa nuova
00:29edizione del magazine di Telecosta Smeralda. Mangiare carne fa bene alla salute quella
00:35sarda in particolare perché proviene da animali allevati allo stato brado e in maniera
00:44sostenibile. A dirlo è uno studio australiano che sostiene appunto che la carne sia necessaria
00:52per la crescita corretta dell'uomo soprattutto in tenera età e che però la carne debba provenire
01:00da allevamenti che utilizzano la carne insomma in maniera ecosostenibile. Sentiamo.
01:10Alle ricerche sulle origini della longevità dei sardi è stato aggiunto un nuovo tassello da uno
01:15studio condotto in Australia e pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica. Risulta che il
01:20consumo costante di carne e di agnello specie si è allevato allo stato brado e in maniera naturale
01:25come avviene nella nostra isola allunga la vita. La Nuova Sardegna riporta in un articolo i termini
01:30della ricerca effettuata da un'equipe di studiosi guidati da Wen Pangu, ricercatore di Adelaide che
01:36ha analizzato le correlazioni tra il consumo di carne, l'aspettativa di vita e la mortalità infantile
01:41a livello globale e regionale. Ebbene il consumo di carne per questi studiosi ha un valore essenziale
01:46nella vita dell'uomo tant'è vero che anche le diete vegetariane e vegane cercano di compensare
01:51con alimenti specifici quegli elementi necessari che sono invece contenuti naturalmente nella
01:56carne. Lo studio però sottolinea che il consumo di carne deve essere moderato e gli animali devono
02:02essere allevati in maniera etica. Come avviene nella maggior parte dei casi in Sardegna dove
02:08consuetudine portare gli animali, specie le pecore e gli agnelli, al pascolo è solo in casi di
02:14tempo eccessivo, rinchiuderli in stalle e dar loro da mangiare foraggio. Lo studio in sostanza
02:19conferma che la carne per essere realmente utile al nostro organismo deve provenire da
02:24allevamenti non intensivi e gli animali, come nell'isola, devono vivere integrati con il territorio.
02:29Il consumo di carne contribuisce a vivere più a lungo. Questa volta ad affermarlo è uno studio
02:36fatto in Adelaide sul consumo di carne di 170 paesi al mondo. Abbiamo in Sardegna d'altronde
02:45la prova provata del fatto che ci sono tantissimi centenari ed è una delle cinque blue zone al mondo.
02:52Questa è una conferma per gli studi fatti qualche anno fa anche dalla dottoressa Nuda e dal dottor
02:58Pulina dell'Università di Sassari dove si attesta appunto che l'utilizzo della carne di agnello,
03:04soprattutto di allevamenti sostenibili, è fondamentale già nelle prime fasi di accrescimento
03:10del bambino, infatti viene utilizzato e consigliato già nelle fasi di svezzamento. Per noi del
03:16consorzio dell'agnello questo è un dato importantissimo che divulghiamo già da anni e chiediamo la
03:23collaborazione dei consumatori affinché cerchino sempre di più l'agnello a marchio IGP di Sardegna
03:28per avere una garanzia della provenienza e dell'allevamento sostenibile della PECO.
03:33Una ricerca che conferma naturalmente quanti sostengono che siano le abitudini alimentari
03:38dei sardi a determinarne non solo la durata della vita ma anche la qualità. Per necessità fino almeno
03:45qualche decennio fa infatti nelle tavole dei sardi arrivavano molte verdure di campo, erbe spontanee
03:51e ortaggi, qualche volta cacciagione, animali da cortile che venivano allevati in casa e macellati
03:57a fine ciclo vita, carne di pecore e agnelli che però veniva consumata solo in determinati
04:03periodi dell'anno. Formaggio e pane servivano per colazione per lo spuntino a metà giornata oppure
04:09erano la frugale cena di chi aveva poco o nulla. L'elemento caratterizzante va ricercato sicuramente
04:15nella genuinità dei prodotti sia di provenienza animale che vegetale e nell'equilibrio della dieta
04:20dovuto più alla necessità che ad una vera consapevolezza della sua salubrità, un equilibrio
04:26che però è divenuto consuetudine che viene trasmessa anche alle generazioni future.
04:32Restiamo su questo tema per parlarvi della varietà delle paste in Sardegna, innumerevoli
04:41varietà e lavorazioni della tipica pasta sarda, dai ravioli a culurgione, sfregula,
04:48l'orighitas sono davvero tante, le paste sarde che ci permettono di attraversare l'isola
04:57idealmente in un percorso gastronomico. C'è la pasta quasi in cima ai preferiti, dei sapori
05:04tradizionali che i turisti quando scelgono la Sardegna vogliono assaggiare, quasi a pari
05:08merito l'iconico porcetto oppure la panada, la burrida, il pane frattao, le orziadas, ognuna racconta
05:14una storia, un luogo, una identità precisa, un codice sardo, ogni singolo piatto, ingrediente,
05:21condimento, preparazione, perimetre rimanda, riti, rituali, a volte tramandati da almeno
05:27quattro generazioni, se non di più. E allora il menù dedicato alla pasta nostra comincia
05:32dai malloreddus, i più antichi, dai cicioneddus a sassari, macarone senorese, casulli a carloforte,
05:39chiuso in gallura. Al di là delle sfumature linguistiche, la ricetta della nonna sembra
05:45semplice, sembra, dalla forma, conchiglie, rigate all'impasto, acqua e semola, ingredienti poveri.
05:53Questo aggettivo col tempo sarà associato anche a uno stile per definire un piatto della tradizione,
06:00tradizione che si rinnova anche nel condimento, altro tratto distintivo del luogo.
06:05malloreddus alla campidanese con ragù di salsiccia, nel corso degli anni i condimenti
06:11sono stati anche altri, come il pecorino fuso, pure con la ricotta e infine con la panna.
06:17Sempre nel capitolo pasta, ma questa volta il luogo di riferimento è l'ogliastra e il nome,
06:23s'aspighita, una spiga, con il suono gutturale, rende di per sé l'alchimia e la tradizione di questo
06:30primo piatto. E allora ecco i culurgiones con il loro ripieno di patate, menta e pecorino,
06:36anche se a Villa Grande e Strisaile si preferisce il basilico e a tortoli la cipolla.
06:42Un piatto non solo per il palato, anche ricco di suggestioni e storia, tradizioni le nostre.
06:50Solo nella forma l'intreccio e la spiga, il culurgiones richiama il grano, la vita,
06:55simbolo e rito propiziatorio per la stagione del raccolto. La spiga rappresentava anche una
07:00sorta di portafortuna, un amuleto per la comunità contro la morte e il giorno di ogni santi si
07:07lasciava un piatto in memoria dei defunti. Altro nome è soprattutto piatto in cima ai
07:14preferiti dei turisti, ma anche dei sardi e la fregula, presente da nord a sud al centro
07:19dell'isola. L'etimologia della parola richiama il latino ferculum, briciola, il significato,
07:25e se ci pensate, quando vi arriva sul tavolo, osservate i piccoli granelli, sembra proprio
07:30di ritrovare tutta una serie di briciole. Grano d'ureacqua, gli ingredienti semplici e
07:36tradizionali, anche qui il condimento oggettivizza il luogo e allora ecco che se prendete quelle
07:43frutti di mare, fregula con cocciola, le arselle, siete a Cagliari, come del resto anche con le
07:48sue sfumature, minestre di pesce, verdure o carne. Nell'ogudore invece possiamo ritrovarla
07:54mantecata col pecorino e cotta al forno. Dalla pasta al filindeo, filo di Dio, il passo della
08:00tradizione si sposta a Nuoro. La sua storia precede il gusto e la difficoltà nel costruire,
08:08è proprio il caso di scriverlo e di dirlo, questo piatto. Sottili, sottilissimi fili
08:14sovrapposti e incrociati, uniti tra loro da un impasto con semola di grano duro, cotto poi
08:20nel brodo di pecora e condito con pecorino fresco. Insomma, questo era solo un antipasto
08:27legato alla pasta e al suo significato e carboidrati a parte, vale la pena per una volta non guardare
08:35le calorie nella bilancia.
08:39Passiamo alla storia e oggi vi parliamo di Maria Cristina di Savoia, la reginella santa,
08:48nata nel 1812 a Cagliari, a Palazzo Viceregio. Sono conservate ancora intatte le stanze in cui
08:57la reginella visse. La reginella si spostò poi nel 1832 a Napoli per via del matrimonio
09:08con Ferdinando II di Borbone. A Napoli morì e la sua cappella è ancora oggetto di culto popolare.
09:39C'è un filo sottile che unisce Cagliari a Napoli, un filo d'oro come la nobita d'animo
09:44che ha tessuto questo legame nel nome di Maria Cristina di Savoia, regina delle due Sicilie,
09:50ma conosciuta anche come la reginella santa per l'indolepia e devota. La sovrana, ultima
09:55figlia di Vittorio Emanuele I, re di Sardegna e di Maria Teresa d'Austria, nacque nel capoluogo
10:00sardo il 14 novembre del 1812 e a Cagliari rimase appena tre anni prima di trasferirsi a Torino,
10:08ma già a nove anni dopo l'abdicazione del padre fu condotta a Nizza e poi stabilmente a Genova
10:13dopo la morte del genitore. Il 14 novembre del 1812 nacque appunto con lei che sarebbe
10:19diventata la beata Maria Cristina di Savoia. Richiesta in matrimonio da Luigi Filippo per
10:24il duca d'Orlean e poi dal gran duca di Toscana per il proprio primo genito e dalla corte di
10:29Lisbona per l'infante Don Sebastiano e ancora da Napoli per Ferdinando II che allora era appunto
10:35salito sul trono delle due Sicilie, dapprima rifiutò di sposarsi, anzi alla morte della madre
10:40il suo desiderio fu di farsi monaca, ma poi su insistenza di tutti coloro che la circondavano
10:45e specialmente del re Sabaudo Carlo Alberto decise di accettare il borbone come marito.
10:51Le nozze furono celebrate nel santuario di Voltri il 21 novembre del 1832.
10:56Questo ritratto mi fa venire in mente una parte fondamentale della vita della beata Maria
11:01Cristina, cioè il fatto che lei in realtà non avesse intenzione di sposarsi ma aveva chiesto
11:06alla madre di potersi fare monaca. Naturalmente c'erano le ragioni di Stato che imposero un matrimonio
11:12con Ferdinando II di Borbone, un matrimonio che tra l'altro secondo molti non fu esattamente
11:17un matrimonio felice, in ogni caso da quest'unione nascerà Francesco II che sarà l'unico figlio
11:23della coppia e Maria Cristina lo metterà al mondo il 16 gennaio andandosene poi il 31 gennaio
11:29dello stesso anno, quindi ad appena 23 anni. Donna di purissima virtù rivolse la sua breve
11:34vita alle opere di pietà e di conforto agli indigenti, tanto da improntare anche la vita
11:39di corte, sia ad una religiosità basata sulla lettura quotidiana di testi, sia all'adozione
11:45di pratiche devolte. Insomma un impegno caritatevole che la fece amare dai napoletani che coniarono
11:50per lei l'appellativo di Reginella Santa. Qui vediamo un viso di bambina che ci trasmette
11:55anche diciamo l'essenza dell'allegria dei bambini perché Maria Cristina a dispetto
12:00del fatto che poi venne chiamata la Reginella Santa, molto devota, molto pia, molto rivolta
12:06alla carità e all'aiuto dei più bisognosi, in realtà si racconta che da bambina fosse
12:12molto vivace, molto allegra e che amasse trascorrere le giornate danzando per conto suo e cantando
12:17in giro per questo palazzo. Ancora oggi la sua tomba in Santa Chiara a Napoli, nell'ultima
12:22capella destra, è oggetto di culto popolare, nato sin dai giorni successivi alla sua morte.
12:28Venne nominata Beata nel 2014 dopo che fu riconosciuto l'unico miracolo finora scritto
12:36a Maria Cristina, cioè quello di aver guarito una donna malatta di tumore al seno nel 1866,
12:43Maria Vallarino. Questa donna non solo guarì ma visse molti anni e morì mi sembra oltre
12:47i 70 anni d'età. Oggi il culto di Maria Cristina qui è molto sentito, è molto venerata,
12:53benché non sia sepolta qui a Cagliari ma sepolta a Napoli nella chiesa di Santa Chiara.
13:00E' davvero tutto per il momento, io vi ringrazio per averci seguito e vi invito invece a seguire
13:22gli stessi servizi sulle pagine social e sulle edizioni successive. Un buon proseguimento di giornata.

Consigliato