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  • 14 ore fa
Il pane carasau è molto più di un alimento: è una testimonianza viva della cultura pastorale sarda, nato secoli fa nelle zone interne dell’isola, in particolare in Barbagia, per accompagnare la vita dei pastori durante la transumanza. La sua lunga conservazione, la friabilità e il sapore unico lo hanno reso nel tempo un vero e proprio simbolo della Sardegna rurale, oggi amato e cucinato in tutto il mondo.

- Le origini storiche del pane carasau e il suo legame con la vita nei campi e negli ovili
- Il processo tradizionale di preparazione: sfoglie di semola finissime, cottura, separazione e la fase finale della "carasadura"
- Come viene conservato e prodotto oggi, tra tradizione artigianale e produzione moderna per l’esportazione
- Le mille vite del carasau: dalla cucina tipica agli usi creativi degli chef contemporanei

Il pane carasau oggi è un ingrediente estremamente versatile: ideale con formaggi, olii e salumi, ottimo per zuppe, lasagne di pane, dolci rustici o addirittura colazione. È anche un simbolo di resilienza e innovazione gastronomica sarda.

Una produzione TCS S.r.l. 2025 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:13Il pane carasau è uno dei panni più antichi dell'isola, originariamente lo si preparava
00:18nelle zone interne, in particolare nella barbagia, poiché la sua stessa essenza,
00:23la possibilità di durare per lunghi giorni, friabile e gustoso, era legata alla vita dei
00:28pastori che lasciavano l'abitazione familiare per lungo tempo in periodo di transumanza. Allora
00:34le bisacce venivano riempite di questi pani piatti a forma di disco, completamente secchi e quindi
00:41meno attaccabili dall'umidità e facili da conservare e da consumare anche negli ovili di campagna. Il
00:48pane carasau era il perfetto accompagnamento di pasti a base di formaggio, di olio di oliva e
00:54riscaldato al fuoco ritrovava quella croccantezza che ancora oggi ne fanno un pane apprezzato in
01:00tutto il mondo. La preparazione del pane carasau segue tecniche antiche, con mani abili si preparano
01:06sfoglie sottilissime di impasto di semola rimacinata, acqua, sale e lievito a forma circolare che vengono
01:13fatte lievitare e messe in forno. La sfoglia a contatto con il calore si gonfia e in quel momento
01:19viene estratta con una pala dal fuoco e tagliata a metà. Ogni disco viene reinserito poi nel forno
01:26perché perda completamente l'acqua. Questa fase si chiama carasadura, da cui il nome del prodotto
01:33finito. Le sfoglie di carasau così essiccate vengono sovrapposte l'una all'altra e conservate
01:39in appositi contenitori. Una volta si usavano grandi cestini circolari, oggi naturalmente tutto
01:45è cambiato perché il pane carasau ha conquistato l'isola e non solo e c'è l'esigenza di produrne
01:51in
01:51gran quantità anche per l'esportazione. La sua bontà e d'utilità ne ha fatto un prodotto di grande
01:57consumo e adattabile a innumerevoli preparazioni. Gli stessi chef blasonati lo usano come ingrediente
02:04per tanti piatti diversi e fantasiosi. Lo si può usare come base per salse e sughi, come accompagnamento
02:11a carne e pesce, per la pasta al forno come base di un dolce sbriciolato nello yogurt e per colazione
02:17come si userebbero i cornflakes. Da qui l'esigenza di moltiplicare i panifici che lo producono e il pane
02:24ancora una volta diviene forza e sostentamento di una comunità.

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