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  • 3 minuti fa
Trascrizione
00:13Qual è la malattia di Alzheimer e di Parkinson?
00:30Siamo abbastanza simili perché sia la malattia di Alzheimer con i processi legati alla milode sia la malattia di Parkinson
00:39con i processi della sinucleina hanno dimostrato che questi due sistemi da soli non spiegano tutta la complessità delle malattie
00:47e i biomarcatori che abbiamo a disposizione oggi permettono di precisare meglio anche le relazioni che ci sono.
00:53Un altro elemento importante è la valutazione dei stati infiammatori che sono un protagonista di tutte le patologie neurologiche e
01:05che permettono in qualche modo ai processi di essere controllati eventualmente o non controllati.
01:13Io credo che i biomarcatori attualmente a disposizione sono una piccola parte di quelli che saranno a disposizione nei prossimi
01:21anni.
01:22Oggi vi è la validazione di molti di questi per l'Alzheimer, per il Parkinson, per la scuola multica, per
01:28la SLA.
01:28Però quello che osserviamo è che ci sono là sotto tanti altri biomarcatori che oggi devono essere maggiormente interpretati ma
01:39anche per identificare nuovi target terapeutici.
01:42Al momento siamo all'inizio di un percorso anche severo come appare da molte relazioni che per esempio con la
01:49sclerosi multipla e l'utilizzo degli NFL, i neurofinamenti a catena leggera,
01:54già abbiamo degli elementi che permettono di pronosticare l'eventuale progressione della malattia oppure di monitorare l'evoluzione stessa del
02:05decorso clinico.
02:06Per la malattia di Alzheimer siamo realmente all'inizio ma ormai devo dire che nella discussione con le agenzie sanitarie
02:14si parla di utilizzare i biomarcatori per fare uno screening nei soggetti con disturbi cognitivi
02:22al fine di identificare eventualmente la malattia di Alzheimer in temi più precoci.
02:27Ma io credo che l'elemento più rilevante sia che questi biomarcatori, gli NFL, GFIP, PTAO 217 e più altri,
02:37oggi siano più rilevanti perché permettono di essere utilizzati come target,
02:44come bersagli di attività biologica dei farmaci.
02:47Noi oggi possiamo monitorare, prevedere se un farmaco funziona già prima di vederne l'impatto clinico osservando se questi biomarcatori
02:58si modificano.
02:59Io credo che questo sia il senso della ricerca, cioè trovare indicatori che permettono di dire se una terapia funzionerà
03:07o non funzionerà.
03:09La neurologia è una branca della medicina e la medicina sta evolvendo rapidamente e noi evolviamo insieme a tutto il
03:15resto della medicina.
03:16Io credo che le contaminazioni siano fondamentali, c'è una contaminazione delle scienze immunologiche, c'è una contaminazione della genomica.
03:26Io credo che sì, stiamo lavorando per creare le fondamenta di una neurologia non più reattiva come si dice, ma
03:34una neurologia proattiva e una neurologia di precisione
03:38perché non solo dobbiamo anticipare e cercare di prevenire, ma dobbiamo anche cercare di avere farmaci sempre più precisi
03:45e in grado di modificare in quel paziente, in quella fase della malattia, il suo decorso clinico.

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