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ROMA (ITALPRESS) - Il riscaldamento degli oceani e la scarsità di pesce azzurro cambiano l'alimentazione dei salmoni allevati in Norvegia. Per far fronte all'aumento dei costi dei mangimi, si stanno sperimentando proteine ricavate dagli scarti dell'industria avicola.
Una scelta legata anche a El Niño, il fenomeno climatico che provoca il riscaldamento delle acque del Pacifico e una riduzione delle acciughe e delle sardine, tradizionalmente utilizzate per produrre farina e olio di pesce destinati agli allevamenti.
A valutare gli effetti di questa alternativa è uno studio condotto dall'istituto norvegese di ricerca alimentare Nofima e dall'Università norvegese di Scienze della Vita. La sperimentazione ha coinvolto 435mila salmoni, monitorati per undici mesi in gabbie marine, con mangimi contenenti diverse percentuali di farina e olio di pollo.
I risultati indicano che un'inclusione fino al 10% nella razione non comporta differenze significative rispetto all'alimentazione tradizionale, né per la salute dei pesci né per la qualità delle loro carni. Oltre questa soglia, invece, possono comparire problemi metabolici e un eccessivo accumulo di grasso.
Resta comunque necessario integrare la dieta con fonti alternative di omega-3, assenti nell'olio di pollame. Una soluzione che apre anche un interrogativo sulla fiducia dei consumatori nei confronti di uno dei pesci più apprezzati sulle tavole europee.
mgg/gtr/col

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00:36dall'Istituto Norvegese di Ricerca Alimentare Nofima e dall'Università Norvegese di Scienze
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01:07loro carni. Oltre questa soglia invece possono comparire problemi metabolici e un eccessivo
01:13accumulo di grasso. Resta comunque necessario integrare la dieta con fonti alternative di Omega
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