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  • 12 minuti fa
"La chimica ha già fatto molto per la transizione, ce lo dicono i numeri. Abbiamo fatto veramente tanti passi avanti". Così Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.

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Trascrizione
00:00La transizione non si fa senza industria ed è impossibile senza la chimica.
00:04Eppure è un settore che oggi fa i conti sia da una parte da una situazione geopolitica complicata,
00:11dall'altra con le risposte non sempre sufficienti dell'Unione Europea.
00:16Quindi le chiederei intanto quali sono gli effetti di questa situazione che stiamo vivendo a livello internazionale
00:21e se giudica sufficienti le risposte industriali da parte dell'Unione Europea
00:28e cosa invece bisognerebbe fare per tutelare un settore così importante?
00:34Con quella che può sembrare una battuta, ma in effetti non lo è,
00:39noi diciamo spesso che la chimica ha già fatto molto per la transizione.
00:44Ha fatto molto perché, ce lo dicono i numeri, l'industria chimica italiana ed europea in generale
00:53è riuscita a ridurre le emissioni di gas clima alteranti dal 1990 di circa il 73%,
01:00quindi ben oltre quel target che si era dato all'Europa del 55%, il famoso Fit for 55.
01:07È una delle poche industrie che è riuscita ad andare oltre.
01:11Abbiamo ridotto negli ultimi vent'anni i consumi di acqua del 60%, quindi un valore molto elevato.
01:19Abbiamo davvero un'economia circolare perché, tenga conto che circa il 50% dei nostri rifiuti
01:26vengono riutilizzati nei processi chimici o downstream nei settori a valle.
01:32Quindi abbiamo fatto veramente tanti passi avanti.
01:35Quello che diceva lei è corretto, è un settore che in questo momento sta soffrendo particolarmente
01:40per una serie di ragioni, in primis è il caro energia.
01:45Il caro energia, soprattutto dopo quello che è successo con lo stretto di Hormuz,
01:52sta impattando veramente in modo importante.
01:56Abbiamo anche, dobbiamo dirlo, avuto una sorta di tsunami normativo da Bruxelles
02:02sotto forma di direttive e regolamenti che chiaramente per il tipo di industria che è
02:09ha più sofferto rispetto ad altri tipi di industria, proprio perché è finita all'interno
02:16di moltissime regolamentazioni.
02:19Teniamo presente che Bruxelles negli ultimi anni ha legiferato con circa 13.000 normative
02:26contro le 3.000 americane, giusto per fare un confronto.
02:29Un po' farraginosa la questione.
02:31E quindi la somma di queste due cose, energia molto cara, mettiamoci anche poi una sorta
02:37di dumping strutturale da parte della Cina, perché questo dobbiamo dirlo.
02:41La Cina ha investito moltissimo nella chimica, tanto è vero che i dati usciti a luglio dall'Ocse
02:48rivelano che il primo settore sussidiato in Cina è la chimica.
02:52Cioè hanno capito che la chimica è la base, è un'industria trasversale, la base di tutti
02:57gli altri processi downstream.
02:59E quindi hanno detto dove puntiamo la nostra affiche più importante sull'industria chimica.
03:04Purtroppo qui in Europa un po' ce ne siamo dimenticati.
03:07Cosa dovrebbe fare, cosa vi aspettereste dall'Unione Europea?
03:11A parte una semplificazione normativa, mi sembra di capire.
03:13Allora, ci aspetteremo intanto che di fronte a target estremamente ambiziosi, e ripeto,
03:19sui quali siamo già riusciti a fare molto, che ci fosse un aiuto strutturale.
03:23Cioè non si possono lanciare politiche green che sono carissime, la casa green, questo
03:28green, questo green, poi uno dice ma quanto costa la casa green?
03:31300 miliardi, va bene?
03:33E chi li spende, per l'Italia sto parlando, e chi li spende 300 miliardi?
03:37Chi ce li ha?
03:38Per mettere i cittadini 300 miliardi in una situazione del genere.
03:41Quindi devono essere in qualche modo bilanciate le cose.
03:45Tu vuoi ottenere certi obiettivi a livello ambientale, dall'altro lato però in qualche
03:50modo devi aiutare se vuoi ottenere.
03:52Teniamo anche presente che effettivamente negli ultimi anni, da quando è stato lanciato
03:56il Green Deal, non sono nate tecnologie nuove per certi tipi di industria.
04:03Chi produce vetro, chi produce carta, chi produce cemento, chi produce ceramica, anche buona
04:08parte della chimica. Comunque devono utilizzare il gas, ad esempio, non possono elettrificare
04:13i processi. Quindi devi anche tener conto di un tipo di industria, se la vuoi conservare
04:17in Europa, perché altrimenti se uno dice no, non mi interessa, io punto solo alle emissioni,
04:22per me l'obiettivo ambientale viene prima di qualunque obiettivo industriale, va bene,
04:26importeremo questi prodotti da altri paesi, ma non parlarne però di autonomia strategica
04:31sulle terre rare, su altre cose, perché se mi mancano questi componenti che sono fondamentali
04:36nella vita quotidiana, sicuramente diventiamo ancora più dipendenti dagli altri continenti.
04:41Un po' più di concretezza sulle scelte industriali.
04:43Un po' più di pragmatismo sulle scelte industriali.
04:45Invece, visto che l'ha citato, la difficoltà del caro energia, come affrontate, per tornare
04:50in casa nostra, in Italia, come affrontate questo aspetto?
04:55Resistendo, in questo momento resistendo, perché le informazioni che ricevo da molti imprenditori,
05:01molte aziende, comunque allungheranno sicuramente i tempi di chiusura tra dicembre e gennaio,
05:09quello sicuramente, si cerca di ridurre il più possibile, ma quando l'energia così cara
05:17come adesso, gas, energia elettrica, è una leva talmente forte che uno già tutti i risparmi
05:22che può mettere in campo li utilizza.
05:26Un'altra critica che noi facciamo in Europa riguarda il sistema ETS, questa tassa carbonica
05:31nata ben prima del Green Deal, nata circa 20 anni fa, che all'epoca poteva anche avere
05:35un senso perché il gas costava poco, quindi era un disincentivo ad usare la fonte fossile.
05:41Ma oggi il disincentivo è implicito nel costo della fonte fossile, quindi non puoi aggiungere
05:47una tassa ulteriore sulle emissioni, per di più finanziarizzata, quello dobbiamo dirlo,
05:52perché il principale investitore nel sistema ETS è BlackRock americano, sono i fondi speculativi,
06:00non fanno certo industria questi fondi, comprano le quote sperando di venderle tra un po'
06:04a un prezzo più alto.
06:05Quindi si è finanziarizzato un mercato che doveva essere squisitamente industriale,
06:10tra chi risparmiava quote di CO2 le cedeva, chi doveva utilizzare di più, invece si è
06:15aperto completamente, oggi tre quarti di quel mercato è finanziarizzato.
06:19Quindi quello è un aggravio ulteriore perché l'energia, ad esempio se uno consuma gas,
06:24la paghi due volte, la paghi con il tubo del gas che arriva in azienda e la paghi anche
06:29per i gas combusti che escono, quindi è un aggravio ulteriore, per non parlare dell'impatto
06:34sul termo elettrico, perché se tu produci energia attraverso fonte fossile, qui ad esempio
06:40col gas, che è uno dei primi fonte energetiche che usiamo, paghi anche l'ETS per i gas combusti
06:47dopo che hai prodotto energia elettrica.
06:49L'impatto è di circa 30-40 euro al megawatt, quindi un impatto importante sia per le imprese
06:55che le famiglie.
06:56Tornando alla sua domanda, si spera, questa è la speranza, che nel giro magari di qualche
07:01mese la situazione si ridimensioni per quanto riguarda questa energia, se no vedo gravi
07:06problemi su 2027.
07:08Intanto mi sembra di capire che sugli ETS si è aperta la porta di una revisione, no?
07:13Si è aperta la porta di una revisione anche e soprattutto dell'ETS2, perché non dimentichiamoci
07:18che dal 2027 gennaio sarebbe dovuto partire l'ETS2, adesso è stato posticipato il 2028.
07:25L'ETS2 cosa vuol dire?
07:27Che non riguarda solo le aziende, riguarda tutti.
07:29Tu una caldaia gas a casa paghi per le emissioni, vai in macchina paghi per le emissioni,
07:35quindi sarebbe un'altra batosta enorme, ecco ricordiamo anche che l'Europa rappresenta
07:41oggi il 5.8% delle emissioni mondiali e l'industria europea circa l'uno, quindi parliamo comunque
07:47di numeri piccoli rispetto a quello che è il mondo.
07:50Certo, al contesto globale.
07:52Passiamo alle buone notizie, perché voi qui a Rimini avete presentato il 32esimo rapporto
07:58annuale Responsible Care.
08:00Un po' sul fronte ambientale mi ha già risposto, perché prima ha dato dei numeri
08:05importanti sul fronte dell'impegno del settore della chimica sul fronte ambientale, ma c'è
08:12un altro dato che è molto importante, che mi ha colpito, che è quello che riguarda
08:15la sicurezza sul lavoro.
08:16Ho letto che calano del 44% gli infortuni rispetto al 2010.
08:21Ecco, come avete raggiunto questi obiettivi?
08:23E rispetto al 1990 siamo più bassi di circa l'80%, ma allora li abbiamo raggiunti perché
08:28è un tipo di industria che necessita di istruzioni operative, di procedure, anche perché spesso
08:35vengono trattate sostanze pericolose.
08:38Quindi il grado di attenzione deve essere chiaramente maggiore.
08:43In un mondo quale è quello attuale, quindi con le conoscenze che finalmente si hanno, purtroppo
08:49negli anni 50 e 60 sono stati fatti anche molti errori da parte dell'industria chimica, per
08:54cui si è trascinata anche un po' una nomea di inquinatore, eccetera.
08:57Oggi chiaramente forse è invece tra le aziende più virtuose, complici sicuramente gli errori
09:02che sono stati fatti, complici le normative, complici anche gli strumenti di controllo che
09:07oggi abbiamo a disposizione.
09:09Effettivamente siamo riusciti a creare nella nostra azienda una cultura della sicurezza,
09:14perché poi la cosa più importante è quella.
09:16quando un operatore ha i DPI appropriati, quando è formato, quando crea un team con
09:22gli altri operatori, il livello di sicurezza immediatamente, perché lui si sente sicuro,
09:27aumenta la qualità anche del lavoro, aumenta la produttività.
09:30Quindi bisogna molto insistere su questi aspetti, perché sono in qualche modo davvero non solo
09:36fini col fine della sicurezza, ma anche col fine veramente di avere un'azienda che alla fine
09:42produce di più e produce meglio.
09:44E che punta l'obiettivo zero infortuni, mi sembra di dire.
09:47E che punta sicuramente, l'obiettivo è sempre quello, sappiamo che un obiettivo più teorico
09:52che non pratico, perché è il rischio zero, tecnicamente non esiste, ma l'obiettivo deve
09:56essere quello.
09:57Perfetto, grazie mille Presidente, grazie.

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