00:22In seguito alla nostra puntata precedente
00:28sulle neuroscienze sociali, volevo anche aggiungere che è stato dato un accreditamento scientifico
00:38come estremamente virtuose, utili, salutistiche direi, esperienze come quello del volontariato.
00:48Il volontariato ha dieci benefici che vanno naturalmente dalla prevenzione della depressione,
00:56dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari, assicurano una longevità cognitiva
01:04e quindi insia a quello che diceva Aristotele, che diceva uno dei pilastri dell'esistenza umana
01:12è quello di fare del bene agli altri.
01:16Quindi il volontariato è un elisir di lunga vita ma è anche molto utile ai giovani
01:24perché se fanno questo tipo di esperienze saranno molto valorizzate nei curricula
01:31che faranno a livello di aziende un domani di un impiego di lavoro.
01:36Cioè vedere la sensibilità e la ricchezza del senso di solidarietà di questi ragazzi
01:45sarà un valore aggiunto, oltre che fare esperienze dirette di osmosi
01:52con tante persone anziane che si dedicano al volontariato.
01:56Pensate che una volta la conoscenza passava dai vecchi ai giovani,
02:01nei paesi, nei nostri vecchi borghi, eccetera, la piazza allora, i giardini, le panchine
02:08erano popolate di giovani e di vecchi e c'era un'osmosi straordinaria di esperienze
02:15tra gli uni e gli altri. Questo adesso è venuto a mancare.
02:20Ma le neuroscienze ci dicono anche l'importanza, dicevo, della gratitudine.
02:27Cioè dire o sentirsi dire alcune grazie nella giornata sono straordinariamente importanti
02:36contro l'ansia, contro la depressione e favoriscono il sonno, evitando spesso i farmaci ipnotici.
02:44Il perdono è un'altra risorsa che è uscita dalle pagine del Vangelo
02:49ed è ritenuta straordinariamente importante e altrettanto la gentilezza.
02:58Quindi sono situazioni, diciamo, esperienze che dobbiamo pensare di portare avanti
03:05così come estremamente importanti per la nostra salute in tutti i seggi.
03:14Poi oggi vorrei riprendere un altro filone, un altro studi delle neuroscienze che è la neuroestetica.
03:29La neuroestetica la ritengo molto attuale.
03:32Si occupa di stabilire delle connessioni plausibili, anche se non definitive,
03:38tra la fruizione estetica della bellezza e quello che avviene nel cervello.
03:44E si occupa anche un po' di capire come funziona la mente dell'artista.
03:50Bene, la neuroestetica è stata fondata dal professor Semir Zeki,
03:56neurofisiologo della visione che lavora all'Imperial Ungherese,
04:01ma che lavora all'Imperial College di Londra,
04:04e che si avvale dei contributi, appunto, del già citato Villaniore Ramachandran,
04:09che lavora negli Stati Uniti,
04:11e di Saint-Pierre Saint-Jean, a livello di Francia, a Parinci.
04:17Le scuole di neuroestetica in Italia,
04:20abbiamo la nostra qui presso l'Istituto di Fisiologia,
04:24abbiamo, diciamo, il professor Lamberto Maffei a Pisa,
04:31neurofisiologo della visione,
04:33e abbiamo, alla Sapienza di Roma,
04:36il neurofisiologo professor Babilone,
04:39il quale porta dei volontari di fronte alle scuderie del Quirinale,
04:45a vedere i quadri appesi,
04:49ma anche di fronte alla grande bellezza di Roma,
04:52che porta di fronte al Colosseo,
04:53di fronte al Mosè di Michelangelo in San Pietro e Vincoli,
04:58di fronte a Piazza del Popolo,
04:59e registra con gli elettroencefalogramma portatili
05:02che cosa succede nel cervello
05:05e dove gli occhi vanno a puntare.
05:09E quindi abbiamo oggi un po' capito
05:15che cosa succede quando ammiriamo un'opera d'arte.
05:20e abbiamo, diciamo, potuto documentare
05:25che il primo approccio,
05:27la prima interfaccia che abbiamo
05:30con una scultura, un dipinto,
05:32avviene proprio col circuito dell'empatia,
05:35cioè ci immedesimiamo
05:37in quello che è raffigurato
05:39nei movimenti,
05:41o perlomeno nelle posture,
05:43nei gesti,
05:45nelle, diciamo,
05:46emozioni che possiamo leggere nel dipinto.
05:49Quando c'è, diciamo, una tela figurativa,
05:53quando c'è un astratto,
05:55sono le tracce di colore,
05:56le pemmellate sulla tela,
05:58l'azione creativa dell'artista.
06:02E, a volte,
06:04quando abbiamo, invece,
06:05natura e morte,
06:06frutta, giochi,
06:09altrettanto il cervello
06:10è come se volesse interagire con esse.
06:13Pensate che abbiamo proprio
06:15una specie di simulazione incarnata
06:17di quello che vediamo.
06:19Oggi, lo dicono le neuroscienze,
06:22ma pensate che Leon Battista Alberti,
06:25il 1400 architetto, eccetera,
06:28aveva già previsto
06:30che, diciamo,
06:32noi possiamo entrare,
06:33diciamo,
06:34nelle opere d'arte
06:37appunto attraverso
06:39questa specie di immedesimazione.
06:41Quindi, primo approccio empatico.
06:47Poi, è chiaro che
06:48nell'esperienza estetica completa
06:51devono entrare altre strutture cerebrali
06:55che andremo a esplorare
06:58nella prossima puntata.
06:59Grazie a tutti.
Commenti