**Le PMI Italiane in Borsa: Un Decennio di Cambiamenti e Prospettive Future**
Le piccole e medie imprese italiane navigano nel complesso mondo della quotazione in borsa. In questa puntata di Private Mindset, esploriamo le dinamiche che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni e le previsioni per il futuro.
Unisciti a Simone Strocchi e Barbara Lunghi, Responsabile dei Primary Markets di Euronext Borsa Italiana, per analizzare i numeri che definiscono il panorama delle PMI quotate. Scopriremo il saldo tra società entrate e uscite dal listino, e come questo trend si è evoluto.
Approfondiamo il ruolo del mercato growth come volano per le PMI, la sua importanza nel facilitare l'accesso al mercato azionario e la conversione al mercato regolamentato. Analizziamo se questo mercato è riuscito a consolidarsi come punto di riferimento per le aziende.
Discutiamo inoltre la capitalizzazione di borsa come indicatore chiave del successo delle imprese quotate. Ci soffermiamo sulle dinamiche recenti che hanno visto un incremento significativo trainato principalmente dalle blue chips e dal settore bancario.
Riflettiamo sulle sfide che ancora persistono, come la difficoltà nel reperire capitali per quote di minoranza e l'attrattività per gli investitori a lungo termine. Esploriamo il potenziale inespresso del nostro tessuto imprenditoriale e le ambizioni necessarie per una crescita ancora maggiore.
#PMI #BorsaItaliana #MercatiFinanziari
Le piccole e medie imprese italiane navigano nel complesso mondo della quotazione in borsa. In questa puntata di Private Mindset, esploriamo le dinamiche che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni e le previsioni per il futuro.
Unisciti a Simone Strocchi e Barbara Lunghi, Responsabile dei Primary Markets di Euronext Borsa Italiana, per analizzare i numeri che definiscono il panorama delle PMI quotate. Scopriremo il saldo tra società entrate e uscite dal listino, e come questo trend si è evoluto.
Approfondiamo il ruolo del mercato growth come volano per le PMI, la sua importanza nel facilitare l'accesso al mercato azionario e la conversione al mercato regolamentato. Analizziamo se questo mercato è riuscito a consolidarsi come punto di riferimento per le aziende.
Discutiamo inoltre la capitalizzazione di borsa come indicatore chiave del successo delle imprese quotate. Ci soffermiamo sulle dinamiche recenti che hanno visto un incremento significativo trainato principalmente dalle blue chips e dal settore bancario.
Riflettiamo sulle sfide che ancora persistono, come la difficoltà nel reperire capitali per quote di minoranza e l'attrattività per gli investitori a lungo termine. Esploriamo il potenziale inespresso del nostro tessuto imprenditoriale e le ambizioni necessarie per una crescita ancora maggiore.
#PMI #BorsaItaliana #MercatiFinanziari
Categoria
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LifestyleTrascrizione
00:08Bene, bentornati a Private Mindset, sempre con il nostro Simone Strocchi.
00:15Buongiorno!
00:16Bene, buongiorno, bentrovato Simone e oggi abbiamo come ospite Barbara Lunghi,
00:20che è la responsabile dei Primary Markets di Euronext Borsa Italiana.
00:24Buongiorno!
00:25Buongiorno, buongiorno di averci raggiunto.
00:30Allora, dopo aver parlato, ragionato nelle puntate precedenti delle differenze di valutazione
00:37che ci sono per le piccole e medie imprese sul listino, che soffrono un po' rispetto a quello
00:42che vediamo fuori, quindi il private equity che sembra valorizzare di più queste aziende,
00:49però dall'altra parte il fatto di avere una carta quotata aiuta anche le operazioni di M&A,
00:53quindi sono un po' di pro e contro eccetera, andiamo un po' oltre.
00:57Andiamo a ragionare oggi su che cosa potremmo vedere tra dieci anni, sulla base di quello
01:03che abbiamo visto negli ultimi dieci anni.
01:06Quindi insieme a Barbara Lunghi volevo un po' partire dai numeri, quindi vedere sulla
01:13borsa, per quello che riguarda le nostre piccole e medie imprese, che cosa è successo
01:19e come, dove stiamo andando e quindi che cosa poi ci possiamo aspettare.
01:27Allora, ragioniamo un po' su quante PMI, più o meno, sono arrivate sul nostro listino
01:34in questi anni, quante poi però sono state portate via, abbiamo parlato spesso di valutazioni
01:40molto vaste, quindi potrebbero essere aspettibili per un'OPA, quante IPO, quindi sono invece
01:47arrivate, quindi che saldo possiamo vedere e come possiamo leggerlo.
01:54Se guardiamo negli ultimi dieci anni, abbiamo un saldo di circa un centinaio di aziende positivo
02:02tra listing e del listing di piccole e medie imprese.
02:05Nel 2025 ci sono nel complesso 411 società quotate, nel 2015 ce n'erano 320, il mondo delle PMI
02:18è passato da circa 230-35 a 315 società, ripartite sia tra il mercato regolamentato
02:28e il grow market. Forse quello che abbiamo visto in questi anni è stato un crescere, un crescendo
02:37di questo nostro mercato di crescita per le piccole e medie imprese che si è consolidato
02:41come punto di riferimento per questo tipo di aziende. Prima non c'era, ha senz'altro fatto da volano
02:48per la quotazione di tante aziende, ha fatto da volano anche per il passaggio di aziende
02:54dal mercato di crescita al mercato regolamentato, quindi credo che sia stato fatto molto in questi
03:01anni anche nel cercare di incoraggiare con proposte di mercato adeguate le piccole e medie imprese
03:07verso la borsa. Certo abbiamo un patrimonio di aziende così importanti in Italia che potremmo
03:14vedere numeri molto più significativi, sia di accesso alla borsa che di permanenza in borsa
03:20delle piccole e medie imprese e potremmo vedere un numero molto più importante di società
03:25che utilizzano il mercato e entrano come piccole e poi prendono la volata del listino e diventano
03:31dei grandi champion del listino. Quindi non è banale fare un bilancio perché senz'altro
03:38le metriche sono in miglioramento, ma in considerazione del potenziale che c'è in Italia l'ambizione
03:45potrebbe essere di tutti noi come comunità finanziaria e come sistema paese è molto più
03:51importante.
03:53Certo, ecco Simone dal tuo punto di vista che cosa ci dici? Perché spesso almeno quello
04:01che vediamo, che vedo io quando mi trovo a scrivere di tutte le varie operazioni di M&A
04:08e a volte anche poi di IPO, o anche di del listing, c'è più facilità sembra di trovare
04:17capitale che vada a comprare un'azienda, quindi comprare il controllo rispetto a quello
04:22al capitale che invece è disposto a rimanere in minoranza, a comprare una minoranza e a rimanere
04:29poi a lungo, soprattutto in borsa dove le piccole non sono così valorizzate, non beneficiano
04:41tanto del fatto di essere in borsa. Per te che cosa significa questo? Perché non abbiamo
04:49un mercato che è così più realizzato?
04:52Allora, quando si cerca di dare un contorno e una rappresentazione con i riferimenti statistici
04:59non si va molto in profondità o le rappresentazioni sono sempre fondamentali. Barbara ricordava
05:07e oggettivamente abbiamo avuto un incremento significativo di società che fanno ingresso
05:11sul mercato con una gate generale di ingresso che è stato via via identificato sul mercato
05:18growth. A me piace sempre dire che non è necessariamente il mercato delle piccole, è il mercato più
05:23offensile anche per le società in dimensioni più grandi che vogliono imparare e quindi avviare
05:31un percorso borsistico e imparare a dialogare con gli investitori, con il sistema finanziario
05:37e quant'altro. Un altro dato importante è la capitalizzazione di borsa, che è un dato forse
05:43più interessante del numero di società che entrano e investono perché il successo
05:48dell'essere quotati si riscontra anche nell'incremento di valore che queste società quotate possono
05:54portare. E anche lì, se ci fermiamo nella statistica, questo è stato un anno record di
06:00borsa italiana con il raggiungimento di capitalizzazione mai raggiunta prima d'ora.
06:06Se entriamo un po' più nel merito, e qui faccio un po' il grillo parlante, ma costruttivo,
06:12vediamo che però il grosso di questa corsa è stata determinata dalle blue chips e quindi
06:18in particolare dalle banche che sono state coinvolte dal risico bancario, da questo carosello
06:25di carta incrociata che ho fatto un conto una volta e ho scoperto con una certa sorpresa
06:32anche io, che i titoli delle banche coinvolte dal risico, quindi dal 2024 quando Unicredit
06:39ha lanciato l'OPA, poi non è andata a buon fine su BPM ad oggi, hanno visto un incremento
06:46netto del loro valore di circa 160 miliardi di Euro, quindi tantissimo, a fronte invece di
06:52proposte pagate cash che forse si contano nei 4 miliardi di Euro, se proprio vediamo nel
07:00dettaglio, nello stesso periodo sono uscite, quindi grande crescita del valore delle banche
07:05per scambio di figurine e nello stesso periodo sono state ritirate dal mercato a società
07:11industriali e di servizi per 16-17 miliardi di Euro pagati cash, quindi qualcuno è arrivato
07:19col portafoglio, come ricordavi giustamente tu Stefania e al posto di cogliere un'opportunità
07:24di investimento, investendo in una società quotata, l'ha colta doppiamente, dicendo che talmente
07:29basta la quotazione e me la porto via, nel senso che anche riconoscendo un premio di OPA
07:34e che in genere nell'ordine del 20%, 30%, 17% a seconda del momento, risulta un buon affare
07:41dal punto di vista dell'integrazione in un consolidato più ampio o dal punto di vista
07:47proprio dell'operatore di private equity e questo è un peccato, nel senso che oggettivamente
07:51questa è una cosa su cui dobbiamo lavorare e tanto come sistema paese. Io penso che le due
07:59attività che vadano fatte sia quella di cercare di creare degli enti emittenti di dimensioni
08:05più significative, perché l'eccessiva polverizzazione della proposta in genere non è mai accompagnata
08:12a un incremento della domanda, è una domanda difficile da trovare se diamo l'ingresso in
08:17borcazza di società che magari hanno capitalizzazioni di 10-12 milioni di Euro, conflottanti di 2-3
08:23milioni di Euro oggettivamente fanno parte di un comparto potenzialmente interessante ma
08:28che sfugge all'interesse della gran parte degli investitori e dall'altra parte popolare
08:34il mercato di investitori che non siano guidati dalla ricerca di liquidità giornaliera, volumi
08:40appartenenze ad indici ma dalla ricerca di opportunità costruite e centrate sui fondamentali,
08:47quindi sul rapporto tra prezzo dell'azione, partecipazione all'utile e tutte le cose che abbiamo
08:52detto nelle puntate precedenti.
08:56Senti Barbara, una delle risposte che potevano essere date al tema del portare soldi sul listino
09:07alle piccole e medie imprese erano questi famosi PIR, ormai sono quasi 10 anni che sono stati
09:19pensati, però ecco la domanda è quindi riusciamo a fare un po' un bilancio perché all'inizio
09:24c'era stato un grande entusiasmo e poi si è visto che comunque c'era anche un tema
09:30di riscatto, di volatilità per cui alla fine non sono stati così tanto efficaci, però insomma
09:37qualcosa avranno fatto, che idea ti sei fatta di questo tipo di strumento?
09:41Io credo che abbiamo capito che con un framework fiscale adatto e con il giusto commitment dei
09:50policy maker dell'industria di risparmio gestito più in generale della comunità finanziaria
09:55si possono far arrivare denari sia del retail che degli investitori istituzionali perché
10:02i PIR hanno coinvolto anche investitori istituzionali, si possono far arrivare queste risorse sul mercato,
10:09cioè è stato possibile provare a pensare un'operazione che tenesse insieme sia una
10:15diversa politica del risparmio che un'iniziativa di politica industriale che andasse a connettere
10:21il risparmio con l'economia reale, si può fare, abbiamo capito che si può fare, in Francia
10:27questo si fa dagli anni 90, in Italia abbiamo iniziato a farlo nel 2016 anche rifacendoci al
10:33modello francese, è stata però un'iniziativa su cui non si è avuto forse collettivamente
10:41una convinzione tale da poterla trasformare in un'iniziativa sistemica con una grande longevità
10:48e con una raccolta continuativa tutti gli anni su tutte le asset class, c'è stata anche
10:55defiance della raccolta, sappiamo che c'è stata una fuoriuscita allo scadere dei 5 anni
11:00della prima raccolta, ma se ci fosse stata raccolta continuativa forse non avremmo visto
11:05anche questo cliff edge, sarebbe stata una sorta di fifo, avremmo visto raccolte tutti gli
11:10anni e fuoriuscite tutti gli anni, invece c'è stata un po' una tempesta perfetta nel
11:152023 che sul mercato si è sentita, l'anno scorso la raccolta è tornata positiva, ma si
11:21è focalizzata soprattutto sui fondi obbligazionari, quest'anno paradossalmente abbiamo una nuova ventata
11:27di peer, tutti i fondi del Fondo Nazionale Strategico Indiretto sono fondi peer compliance,
11:33sono stati lanciati anche altri strumenti azionari che nel novero dei peer, quindi potremmo forse
11:40nella statistica vedere qualche cosa di positivo a fine 2026. Certo è che ci sono serviti di
11:49insegnamento che quando si vogliono pensare iniziative di questo respiro, coniughino appunto
11:58una politica di risparmio e una politica industriale va fatto con grande convinzione e va anche tenuta
12:06un po' alla barra dritta per decenni, si parla molto non solo del mercato francese, ma anche del
12:14mercato svedese, nel dibattito pubblico dell'oggi, nel contesto della savings and investment union
12:20e nel ragionamento su savings and investment account che forse raccoglieranno l'eredità dei peer
12:27o si affiancheranno ai peer anche avendo imparato dall'esperienza dei peer, si parla molto del contesto
12:36svedese, che in un contesto di quel tipo sono state fatte riforme strutturali, sia sul risparmio che
12:42sugli investitori istituzionali 40 anni fa e se ne vedono gli effetti nel dinamismo
12:47del mercato domestico dell'oggi e nella robustezza della base di investitori domestici dedicati
12:57all'investimento nelle azioni domestiche. Quindi credo che abbiamo almeno la lesson learned
13:04per me è che ci vuole più convinzione collettivamente come piazza finanziaria, stakeholder del mercato
13:11e policy maker, costruire dei framework fiscali e anche di strumenti di facile accesso, soprattutto
13:22se parliamo del retail e tenere la barra dritta per decenni, solo così potremo avere una
13:30cultura finanziaria che guarda all'equity, all'equity domestico e anche potenzialmente
13:35alle small cap domestiche su via continuativa e che non sono fiammate di alcuni anni. Questo
13:46abbiamo imparato, quindi spero che quando si metterà mano a nuove iniziative di questo
13:51tipo, ci sarà questo tipo di approccio.
13:56Eccoci, parlavi appunto tu Barbara del Fondo Nazionale Strategico Non Diretto che fa
14:03Answer Investor a una serie di nuovi strumenti che sono appunto poi comunque la classificano
14:08di TIR che noi ne abbiamo scritto perché pur disoccupandosi in generale più del mondo
14:14non quotato, però abbiamo visto che appunto molti asset manager che hanno deciso di lanciare
14:22questo tipo di prodotti non sono, normalmente lavorano nel non quotato e invece adesso si
14:28trovano a metà strada, quindi potrebbe avere un suo senso anche proprio dal punto di vista
14:36della nostra trasmissione, quindi il private mindset applicato proprio alla borsa. Simone,
14:41tu cosa ne pensi di questo nuovo tipo di strumento? Ha risolto quello che era il problema
14:46dei PIR, il fatto che comunque si tratta di fondi chiusi, quindi non c'è il rischio di
14:51questo riscatto subito che abbiamo visto sul PIR, il tema del mercato svedese, modello
14:57svedese, non so, che cosa ci dici?
15:00Allora, io penso, faccio una premessa, io penso che nessun provvedimento, nessuna iniziativa
15:06ti ha la panacea, la soluzione deve essere qualcosa di molto più integrato che nel tempo
15:13si sta formando, non basta una legge, non bastano i PIR, non basta una dotazione del Fondo
15:19Nazionale Strategico per fare gemmare una serie di fondi che operino con la mentalità
15:25del fondo chiuso sul mercato. Tutte queste iniziative, a mio avviso, come anche U-Turn,
15:32direi in parte ci ascriviamo come successo della revisione della PEX, che sarebbe stata
15:38molto più drammatica dell'effetto benefico dei fondi gemmati dal fondo, diciamo, dall'FNSI,
15:47e quindi questo essere capaci dell'esecutivo di tornare indietro sui propri passi rispetto
15:52a un inaspiramento che avrebbe rallentato la conduzione dei proceed delle holding di
15:58famiglia verso investimenti in opportunità di mercato, in efficienza fiscale e quindi
16:04dobbiamo ragionare più da sistemi. Sui fondi gemmati dal Fondo Nazionale Strategico
16:10Indiretto ne abbiamo visti in Asher 5, ne arriveranno altri, è un fatto positivo, spesso
16:16come accade in Italia si è voluto normare molto, quindi quasi creare un joystick per
16:23condizionare poi l'attività di orientamento agli investimenti dei gestori, forse per filosofia
16:30liberale sarei stato molto più laico, avrei detto che ho fatto un fondo chiuso, potete e
16:36dovete investire sulle small cap, giocate come preferite, invece ci sono molte regole,
16:41molti condizionamenti che probabilmente hanno rallentato quella che poteva essere una gemmazione
16:49molto forte e vigorosa di queste iniziative, però male non fa, sicuramente saranno centinaia
16:56di milioni di Euro che andranno senza l'affanno del dover ricercare un indice di liquidità
17:02giornaliera sul mercato anche sulle piccole e medie imprese e io qui tengo a dire che le piccole
17:08medie imprese sono quelle sotto il miliardo, perché certe volte in Italia ti enfatizza
17:13un po' troppo la P e un po' troppo poco la M, PMI c'è anche la M dentro e
17:19noi dobbiamo
17:20puntare alle medie imprese di eccellenza e aiutarle a crescere anche per aggregazione,
17:25quindi il tema è che il grosso del risparmio nazionale ad oggi si muove attraverso veicoli
17:31che sono i fondi USIS, i fondi aperti e gli ETF globali e questi due veicoli di indirizzo
17:40del risparmio sappiamo tutti che non vanno sulle società sotto il miliardo di Euro di
17:45market cap, perché non rientrano nel radar screen per scarsa liquidità che è congenita
17:51dalla dimensione e per esclusione dagli indici globali, quindi è per questo che il mercato
17:58va rinforzato con fondi chiusi, con un atteggiamento, un'attitudine di private mindset come il titolo
18:05del nostro ciclo di investitori che quindi operino come private equity guides sul mercato, andando
18:12a vedere i fondamentali, oggi ci sono delle opportunità talmente smaccate, abbiamo delle
18:18società, guarda l'altro giorno ne vedevo una che ha il 20% di free cash flow yield, 20%
18:23vuol dire che in 5 anni si ripaga soltanto con la cassa libera che genera, che sono cose
18:28fantastiche. Mi piacerebbe che tutto ciò fosse un po' un motorino di avviamento, di
18:36un motore molto più grande alimentato dai risparmi degli italiani, verso iniziative che
18:43devono essere guidate e pensate da gente che sa guardare i fondamentali, che è quello
18:48che l'ha fatto quando si investe in società sotto il miliardo di Euro di market cap, bisogna
18:52avere un'attitudine un po' da private equity, ma senza quella voracità che dico a sto punto
18:58visto che l'ha guardata la ritiro dal mercato con un tech cover, cerchiamo di tenerle sul
19:02mercato e di utilizzare il mercato, mi ricollego al mio intervento iniziale dei 160 miliardi
19:11creati attraverso le figurine bancarie e questo si può fare anche a livello industriale, perché
19:18non vediamo un risico sulla meccatronica cotata? Perché non vediamo un risico sul food? No,
19:26noi vediamo il risico sugli intermediari finanziari che campano intermediando risparmi degli italiani
19:33e erogazioni di finanziamento alle imprese italiane, quindi se loro van bene vuol dire
19:39che il sottostante c'è, se quel sottostante c'è in parte può essere disintermediato
19:45dalle banche e incontrarsi sui mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana, che è una piattaforma,
19:53è un'infrastruttura, non ho capito che per comprare un pacchetto di caramelle ormai vado
19:59su una società che inizia per A e finisce con Mazon e invece per fare un investimento
20:05in una società italiana devo andare in banca a prendermi il 2% scarso di interesse attivo
20:12e perché qualcuno intermediando eroghi un finanziamento al 6% alla società italiana, possiamo andare
20:21anche in modo un po' più diretto, magari accompagnati da gestori che sanno guardare a quel
20:27fatto. Ecco, ma Barbara, quindi secondo te cosa dobbiamo fare? Abbiamo detto, in certi
20:35viti scari abbiamo detto sì funzionano, però poi ci sono le fiammate, il tema dei soliti
20:42fondoni, UCCI, TF hanno gli altri problemi, non sono fatti per andare sulle piccole e medie
20:52imprese, quindi dove state spingendo, dove pensi che ci sia una soluzione per portare
20:58questo benedetto risparmio sulle piccole e medie?
21:02Io credo che la fiscalità possa non essere una fiammata, io credo che un framework fiscale
21:09che strutturalmente abbia la forza di modificare i comportamenti dei risparmiatori sia una direzione,
21:17come va pensato bene, vanno pensati strumenti semplici, accessibili anche alle nuove generazioni,
21:27alle vecchie generazioni e con un framework fiscale che strutturalmente abbia la forza
21:33di modificare i comportamenti per i decenni a venire, che diventi ed entri nel patrimonio
21:39dell'educazione finanziaria dei risparmiatori italiani, come lo sono per altri titoli di
21:46Stato che vivono di un framework fiscale incentivato da tanti e tanti anni, il modo per poterlo fare
21:54è proprio avere costanza, coerenza. Sul mondo degli istituzionali l'FNSE è intervenuto
22:01come iniziativa di sistema proprio perché direttamente non riuscivamo a traditare questi
22:05grandi asset owner sul mercato domestico, però bisogna trovare la via, un po' come diceva
22:11Simone, affinché questa iniziativa sia una delle tante e possa fare da volano, ma sia affiancata
22:18da altre iniziative che portino il mondo dei grandi investitori istituzionali sul mercato
22:26domestico, ma soprattutto sulle small cap domestiche. Io credo che la direzione sia questa,
22:35continuare a ragionare su iniziative strutturali e non incentivi di corto respiro sia sul fronte
22:46del risparmio sia sul fronte dei grandi investitori istituzionali. La via fiscale rimane valida,
22:54credo che serva anche il lato imprese tra l'altro, perché avendo una cultura del debito così profonda
23:01in Italia, sia lato imprese che lato investitori, la spallata, l'incoraggiamento ci vuole anche
23:09sul lato delle imprese, non solo più con educazione finanziaria, anche in quel caso credo che un
23:15framework fiscale che strutturalmente incoraggi l'accesso al mercato pubblico possa fare la
23:23differenza, considerando che l'infrastruttura dei mercati pubblici è un bene pubblico, è un bene
23:29pubblico che consente l'accesso e la connessione tra società e capitali in un framework democratico
23:40e coinvolgente di una pluralità di cittadini risparmiatori che possono beneficiare e contribuire
23:48alla creazione di valore sul mercato e quindi possa beneficiare anche di coraggiamenti, di supporti
23:58differenziali anche rispetto al mercato privato, credo. Un po' più di bilanciamento tra le risorse
24:07che sono fluite nel mercato privato in questi anni anche con iniziative pubbliche rispetto a quelle
24:14sul mercato pubblico, dando forse per contato che sul mercato pubblico queste risorse ci fossero
24:20e poi ci siamo trovati in una condizione magari di non coerenza, di valutazione nel contesto privato
24:28rispetto al contesto pubblico, quindi un bilanciamento di risorse sul mercato pubblico rispetto al mercato
24:35privato che abbiano origine nazionale, che abbiano origine europea, un maggior utilizzo di un'infrastruttura
24:42che è estremamente potente sia da parte di imprese che da parte di investitori, ma desiderato, voluto
24:48con politiche industriali convinte e abilitate da politiche fiscali, perché se c'è convinzione
24:57nella direzione di volere un mercato pubblico per il mondo, anche small and mid cap, che è quello che c
25:05'è in Italia,
25:07sia sul lato imprese che sul lato investitori, a quel punto la fiscalità aiuta e viene di conseguenza.
25:15Certo, vediamo allora, ma Simone quindi se dovessi fare un pronostico a questo punto, quindi questo è quello
25:24che lo spieghiamo, ma poi so che probabilità dai a quello che potrà succedere tra 10 anni, se vogliamo,
25:34quindi a quel punto sulla borsa riusciremo a creare un azionariato diffuso e stabile anche su queste dimensioni
25:41di aziende, pensi che comunque il private equity continuerà a fare il suo lavoro allo stesso modo
25:47e quindi quasi fare la concorrenza nel portarle via, un conto è quello che speri e quello che auspichi,
25:59un conto è quello che magari vedi, puoi immaginare che succeda, cosa ci puoi dire?
26:05Allora, se mi fermo alla statistica e ai pronostici, purtroppo vedo abbastanza nero, noi abbiamo uno studio
26:12di Polimi e Pippe che dice che nei prossimi 10 anni le famiglie italiane incasseranno 345 miliardi
26:19di Euro vendendo società di famiglia, non aprendo società di famiglia al capitale di terzi sui listini,
26:26ben detto. Abbiamo un private equity di medio cavotaggio, non è un difetto, è una considerazione
26:33dimensionale, i fondi italiani sono fondi unitariamente di 200-300 milioni, abbiamo 4-5 che spiorano
26:40un miliardo di Euro sul singolo fondo, quindi sono preparatori, fanno buy and build and sell
26:46verso a stranieri esercitando il drag di aziende italiane o costruzioni di consolidati italiani
26:54estremamente interessanti che potrebbero invece essere costruiti e restare interessanti e condivisi
26:59sui listini borsistici. Quindi se io sto a quelli che sono indicazioni di enorme liquidità
27:06riveniente da vendite e di una etero direzione dei risparmi italiani verso large cap, non per
27:14interesse di quanto un Euro investito nell'azione della super large cap UK o americana che procuota
27:25l'utile ottengo, ma semplicemente per ragionamenti di liquida e volumi noi siamo un paese in vendita,
27:30quindi tra 10 anni le società italiane saranno ancor più in mano a soggetti stranieri,
27:36rispetto ad oggi. C'è però una speranza, noi ci battiamo anche questo ciclo che abbiamo
27:41fatto e che sta per arrivare al suo termine con la fine dell'anno, è una chiamata generale,
27:47ma non soltanto una chiamata sistemica per introdurre delle soluzioni che ben vengano di
27:54natura fiscale, ma anche di opportunità. Oggi il private equity, la tua è una delle riviste
28:00più lette degli operatori italiani, sappiamo tutti che adesso è un po' timoroso e tendenzialmente
28:07fa preferred equity, io vedo tanti che ormai propongono il preferred equity, preferred equity
28:12vuole dire io scambio un diritto preferenziale in uscita con una restituzione all'imprenditore
28:20di extra gain o di parte dell'ex, il carry lo prendono gli operatori e quando ci sono
28:26sul mercato delle operazioni e delle opportunità così interessanti da fare, proprio per multiplo,
28:33per fondamentali, sarebbe divertente vedere il private equity italiano che anche nella sua
28:38formazione frazionata con player di dimensione unitaria che sono piccoli per essere compratori
28:46di società da billion privatamente, ma sono grandi per operare sul mercato, si focalizzassero
28:53anche con un approccio nuovo, un po' moderno, un approccio peraltro che noi adottiamo da più
29:00di 15 anni, che Tamburi adotta da ancora più di me e quindi che è vincente, perché o siamo
29:06estremamente fortunati o bravissimi, siccome non credo né nell'una né nell'altra cosa,
29:13vuol dire che mediamente quell'asset class attenzionato con un approccio da private equity
29:19anche se sono quotate da investitori influenti, ti ricordo dicevamo siamo investitori di minoranza
29:25ma esercitiamo un'influenza, ma non perché abbiamo chissà che patti parasociali, perché
29:30siamo rispettati e conosciamo degli aspetti finanziari, l'imprenditore conosce degli aspetti
29:37invece di mercato, di prodotto e insieme funzioniamo per sviluppare una crescita.
29:42E allora torno un po' ottimista, perché penso che in Italia ci sia tanta capacità, tante
29:49opportunità e quindi non vedo perché dobbiamo regalarle agli stranieri soltanto in termini
29:54di cover e non poterle cogliere in termini aggregati o frazionati noi italiani.
30:02Ci credo ancora e se in più di uno o due ci crediamo probabilmente questa visione decennale
30:09potrebbe riportare le nostre imprese in una crescita a sensibilità e governance nazionale
30:16e portare o mantenere l'Italia in una sua capacità di indirizzo di politiche industriali
30:23molto importante, perché se no le politiche industriali italiane saranno determinate da
30:29chi ha acquistato le società italiane e ne perdiamo un po' un'opportunità tutti
30:35quanti, non solo gli investitori, ma tutta la nostra comunità.
30:40In fondo poi però quelli che venderanno tutte queste aziende rincasteranno tanti bei soldini
30:47a qualche parte dovranno pure mettere…
30:48Eh ma le mettono, guarda io mi sono battuto per la PEX perché dico visto che incassate
30:53tutti questi soldi mettetele magari su società che io chiamo…
30:57Aziende simili a quelle che avevano, non proprietarie, compra il 5% di 10 società diverse e fai
31:05la tua partita. Purtroppo abbiamo visto in casi comunque che ci sono stati in passati
31:11che molto spesso queste grandi risorse poi finiscono anche quelle negli ETF globali e nei
31:17fondi USITS e vanno ad essere investite su large cap non nazionali in rapporti di costo
31:24dell'azione e partecipazione aiutili che sono demoltiplicati rispetto alle opportunità.
31:29quindi non vorrei che fosse una pompa di nuovo verso investimenti, dobbiamo riportare
31:35l'attenzione un pochettino sulle società italiane e gli imprenditori devono mettersi
31:39un po' insieme, possono pensare di andare…
31:41Possiamo fare un po' di club deal, dai, che così…
31:44Sì, però sul mercato, ecco io dico come vanno i club deal che sono un frazionamento
31:50ma facciamolo sul mercato, uno dice ma è liquido, ma è più liquido un club deal non sul
31:55mercato, facciamolo sul mercato, inizierà a sgocciolare una sua liquidità e poi man
32:00mano, accadendo, troverà anche una sua dimensione di liquidità maggiore, no?
32:06Bene, allora io direi che abbiamo fatto una bella chiacchierata come al solito, siamo
32:11andati lunghissimi, ma non è molto bene così, perché il tema è sempre bello caldo.
32:17Allora ringrazio i nostri ospiti, quindi prima luogo Barbara Lunghi di Euronext Borsa Italiana
32:23e grazie come sempre a voi.
32:26Grazie, grazie a voi.
32:27Noi ci rivediamo nella prossima puntata, quindi arrivederci a tutti.