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00:11Salve, riprendiamo la nostra discussione, ripartendo dopo aver affrontato gli strumenti
00:20diagnostici per capire come sta una pianta di vite, se sta bene dal punto di vista nutrizionale.
00:26Ora ci domandiamo quali sono le reali asportazioni da parte di un vigneto, in termini di fabbisogni,
00:36in termini di nutrienti, quindi ci domandiamo quali sono gli input, quali sono gli output,
00:43cosa porta via la pianta in termini di uva, tralci, foglie e in quantitativi, dobbiamo restituire
00:51qualcosa alla pianta oppure possiamo anche non concimare, dobbiamo farla soffrire di fame,
00:56come in alcune annate è stato detto? È tutto uguale o dobbiamo differenziare in funzione
01:03di quello che è la tipologia di suolo, l'obiettivo enologico? Queste sono le domande che dobbiamo
01:10affrontare, partendo da una base bibliografica, che ho riportato tre autori, il professor Fregoni,
01:19che ha scritto dei libri di viticoltura in Italia, in termini di chilogrammi ettaro anno,
01:27chilogrammi ettaro anno degli elementi, e i francesi che riportano gli elementi solo nella
01:36parte rinnovabile, quando qui è colorato in giallo, è la parte solo rinnovabile,
01:45poi gli svizzeri che riportano i quantitativi per quanto riguarda le asportazioni annuali
01:54nella pianta e solo nella parte rinnovabile, affrontando i valori uno gli balza all'occhio
02:01che i valori sono piuttosto diversi, soprattutto da 65 a 90, 20 a 70, va bene, ma quando arriviamo
02:11ad esempio a valori per quanto riguarda il calcio, 300-400 kg di calcio che vi ricordo si esprime
02:18in termini di unità fertilizzante ossido di calcio, CAO, o di magnesio 25, 35 o 16, cambiano
02:27i valori in funzione. Allora, quali sono i numeri che noi dobbiamo utilizzare? E per
02:34i microelementi vedete che parliamo in termini di chilogrammi ettaro anno sono pochissimi
02:40quantitativi. Allora, dobbiamo anche considerare, come qui è riportato, che già solo per quanto
02:47riguarda l'azoto, l'elemento principe per quanto riguarda la nutrizione della pianta, da
02:531 a 10 kg di azoto sono apportati direttamente da scariche di fulmini o di temporali ad esempio
03:02e questo è un quantitativo che va considerato. Ma ho messo il punto di domanda e dico, ma
03:09quali sono i valori da affrontare? Alla base di cosa? Io mi baso anche su queste considerazioni
03:18che abbiamo mutuato dal signor Conradi, un sudafricano molto simpatico, che ha studiato
03:28i fabbisogni per quanto riguarda la pianta e in quali fasi fenologiche la pianta è a bisogno.
03:34Il primo dato da considerare è questo, che tra la curva, tra la curva, l'area sottesa qua in giallo,
03:43di massimo assorbimento da parte della pianta e la massima richiesta invece da parte della pianta,
03:50c'è uno sfasamento soprattutto per l'azoto, vedete, al germogliamento la pianta ha bisogno
03:58di azoto, massima richiesta, ma non lo assorbe. Allora è lo stesso per il magnesio, lo zolfo,
04:05il manganese. Altri elementi, come ad esempio il potassio, la curva, l'area di massimo assorbimento
04:14e di massima richiesta coincidono. Allora se noi parliamo di azoto, bisogna considerare
04:22che quando ho iniziato a lavorare in viticoltura, arrivando in Trentino, tutti concimavano, restituivano
04:29alla pianta azoto quando al germogliamento. La pianta ne ha bisogno, massima richiesta,
04:36ma non lo assorbe. Dove andava a finire l'azoto? In falda.
04:42Allora, alla luce di queste considerazioni che il professor Conradi ha messo a disposizione
04:51di tutta la comunità scientifica, che qua sono state rilette dall'amico Tomasi e comunque
04:58che ho mutuato anch'io, mi sembra interessante capire che la pianta ha bisogno degli elementi
05:04in relazione alle diverse fasi fenologiche. Ad esempio, quando è che c'è più bisogno
05:08di azoto? Di azoto nella parte iniziale della stagione per la crescita, ma poi ce n'è bisogno,
05:15vedete, azoto nella fase finale, ha caduto a foglie. Il potassio ha un accumulo graduale
05:22e nella fase finale della maturazione è il momento in cui ne ha più bisogno e via via
05:27per altri elementi. Allora, la prova che voglio mostrarvi è questa. Quel punto di domanda
05:36è capire ma quei numeri che sono stati messi in circolo sono reali o no? Ha ragione l'italiano,
05:44ha ragione francese, ha ragione lo svizzero. Allora ho voluto, per la gioia del nostro capo
05:50azienda, fare questa prova su un Cabernet Sauvignon a San Michele all'Adige di 15 anni
05:56di età . Quindi un vitigno abbastanza adulto. Per la sua gioia abbiamo estirpato in quattro
06:02momenti della fase vegetativa nove piante, quindi 36 piante devolute alla causa della scienza,
06:12chiamiamola così. Andando a estirpare le piante le abbiamo separate in diversi organi.
06:18Qua ho riportato piccole foto di quando tagliamo la pianta, mi vedete un po' più giovane forse,
06:25con colleghi, lo scavo delle radici, la separazione degli organi, che poi vi dico sono quelli alla
06:34vostra destra. Abbiamo separato la pianta in sette organi diversi. La parte annuale è quella
06:41superiore, ovvero le foglie comprensive di piccioli, i tralci comprensivi dei germogli e i grappoli
06:51comprensivi di rachidi. E la parte costante, diciamo più o meno che uno considererebbe costante,
06:59in legno dell'anno, la corteccia e le radici, andare poi a separarle in due tipologie, radici
07:09grosse, maggiore di 2 mm e radici fini. Perché separare le radici? Perché quelle più fini,
07:17come la bibliografia insegna e altri ricercatori hanno riportato, sono quelle più assorbenti.
07:24abbiamo separato le piante e le abbiamo mandate poi al laboratorio, dopo aver pesato. Le diverse
07:30fasi in cui abbiamo fatto questa indagine sono la prefioritura, la pre chiusura grappolo,
07:38l'invaiatura e la raccolta. I momenti di stima erano, vi ripeto, 9 piante ciascuno. Qua riporto
07:44quello che succede e qua vi chiedo un'attenzione particolare e capire che, uno dice, ma questo
07:51scopre l'acqua calda. No, l'acqua calda vuol dire che la pianta cresce nel corso dell'anno,
07:58evidentemente. E la parte annuale che è costituita da questi, se riesco colmare, ecco, da foglie,
08:07grappoli e tralci, cresce fino alla raccolta dalla prima fase in cui evidentemente i grappoli
08:13non ci sono ancora. Poi cresce. La parte costante, vedete, che ha delle piccole dinamiche. La cosa
08:20più importante è capire che, ad esempio, in pre chiusura grappolo, che è nella fase
08:25in cui la pianta è nel suo massimo assorbimento, o meglio, di sviluppo radicale, la corteccia
08:33anche aumenta perché deve proteggere la pianta. E a fare bene, quando si pensano le prove,
08:41bisognerebbe pensarle con altri due momenti. Il momento prima del germogliamento e il momento
08:47della post-raccolta, capire poi come vanno a finire gli elementi. Ma va bene. Qua in termini
08:53di sostanza secca prodotta, cos'è la sostanza secca prodotta? La biomassa, cioè tutto ciò
08:58che non è acqua. Allora andiamo a vedere che una pianta adulta, prendiamo l'ultimo dato,
09:03quello della raccolta, 3000 grammi, 3 chili, è tutto ciò che è secco di una pianta adulta
09:13di vite, 15 anni di età , produce 3 chili di sostanza secca totalmente. Ma quanto produce
09:21annualmente? In termini di fogli, grappoli e tralci, vedete, produce 1000, lo vedete qua,
09:291000 grammi, un chilo. Un chilo diviso 3 chili è il 33,3% periodico. Questo vuol dire
09:38che la pianta produce un 33% di sostanza secca rispetto al globale della pianta tutto l'anno.
09:47Teniamo a mente questo dato che sarà interessante. E come le posizioni? Vedete che la maggior parte
09:56è costituita da legno, la parte permanente, e poi le radici grosse e le radici fini. Radici
10:01grosse e fini che aumentano in alcune fasi della stagione. Non si vede perché sono piccoli
10:08quantitativi. Una cosa interessante è anche questa, ho messo questi valori, perché il signor
10:16Smart, che è un ricercatore neozelandese o australiano, dice che una pianta è in equilibrio
10:23quando produce tra foglie e grappoli ha un equilibrio, ovvero ha per ogni chilo di uva
10:32prodotta un metro quadro di foglia. E fondamentalmente vuol dire che tra grappoli e foglie il 26-24%,
10:39vedete che è uguale. La restante parte di tralci è l'altro 50%, per cui è una pianta in equilibrio.
10:46Vi ricordo che erano piante di Cabernet Sauvignon, non molto produttivo, 80 quintali ettaro, che per
10:55alcune condizioni come possono essere quelle toscane, può essere interessante, per le condizioni
11:00trentine l'avevano definita un impianto poco produttivo.
11:08Qua riporto le dinamiche del laboratorio. Allora, vi chiedo di soffermarmi su... ho riportato solo
11:15quattro dinamiche degli elementi presenti nei diversi organi. Parto dal ferro. Vedete, il ferro è presente
11:23dove? Soprattutto nelle radici. E si accumula la maggior parte del ferro, soprattutto a livello
11:32radicale, calando dalla fase iniziale, che è quella della prefioritura, no, qua è sbagliato,
11:41sì, prefioritura, bisognava farla al germogliamento, e alla fase della raccolta. Vedete che cala per
11:50poi risalire. Vuol dire che il ferro è importante a livello di pianta, soprattutto nell'apparato
11:58radicale. Questo giustifica anche che l'elemento ferro ha un ruolo importantissimo a livello
12:04di pianta, perché interviene in quella che è definita la riduzione del nitrato. Cos'è?
12:13È la forma con cui la pianta riduce il nitrato per favorire l'entrata nella pianta a mangiare
12:19l'azoto, che è l'elemento principe. L'azoto invece, viceversa, lo vediamo. Qual è l'organo
12:26di maggior accumulo? La foglia. Tutto l'anno. Poi, altra quantitativo importante è nel legno,
12:33ma anche in altri organi. Allora, la cosa che avevamo già visto quando abbiamo considerato
12:39le foglie di età diverse, vedete che l'azoto durante la stagione è maggiormente concentrato
12:45nel foglio e poi lo rilascia. Dov'è che va a aumentare? Nelle radici, perché, vi ho detto,
12:50sta facendo le riserve. Per il potassio invece noi vediamo che il potassio è concentrato
13:01prevalentemente per tutta la stagione, come altri elementi come il fosforo, il magnesio
13:05che non sono riportati qua, nel legno. Ma la cosa interessante è questa, che i tre organi
13:12annuali, qui rappresentati da foglie, germogli e grappoli, hanno una concentrazione piuttosto
13:25interessante. Sono tre organi per 4 grammi a livello di pianta, un po' di più, 4 per
13:333 fa 12, è maggiore di 6, più il resto. Quindi non è più il 33%, lo consideriamo l'organo
13:41annuale, quello presente negli organi annuali alla raccolta è più del 33%, lo stesso anche
13:47altri elementi, per il ferro no. Il boro, perché cito anche il boro? Perché il boro si accumula,
13:54una volta, io ho fatto questa prova anche per andare contro quelli che venivano e mi dicevano
14:00guarda che tu alla vigna puoi anche non dargli niente, sta bene, ma perché deve soffrire
14:04e ha fame? Perché deve soffrire la sete? Io lo dico per me, provate a non mangiare. È molto
14:11discorsiva la mia, però è così. Il boro, altri venivano e dicevano il boro si dà solo all'inizio
14:17in prefioritura. Non è vero, non è vero, perché il boro è vero che è l'elemento della fertilità e
14:23serve
14:24ma serve anche per tirarlo dentro nei grappoli. Tra l'altro il boro ha una funzione importantissima
14:30per quello che è il trasporto degli zuccheri e per cui rispetto a quanto fino ad allora era
14:36conosciuto, questa prova ha messo in luce che il boro bisogna darlo fino almeno all'invaiatura
14:43se vogliamo mantenere dei livelli adeguati a livello di pianta. Allora uno mi dice, cosa
14:54asportiamo dal vigneto però? Asportiamo annualmente i grappoli, le foglie le portiamo via dal vigneto?
15:04No, perché ritornano nel vigneto. I tralci li togliamo dal vigneto? Parzialmente alcuni li tagliano,
15:12alcuni li bruciano perché hanno qualche malattia un po' poco raccomandabile. Cosa restituiamo?
15:20Per convenzione, adesso spiego il motivo, quello che è presente in grappoli, foglie e tralci.
15:28E uno dice, ma come se non li asporti? Questo perché, e prendo spunto da quanto scriveva il
15:35professor Fregoni nel 1998, quindi parliamo di tanti anni fa, che le perdite di elementi imputabili
15:44a che cosa? Di lavamento, erosione, insolubilizzazione, sono piuttosto consistenti e quindi per convenzione
15:53si dice che bisogna restituire alla pianta quello che produce annualmente. Quindi si può affermare
16:02che i quantitativi presenti negli organi annuali rappresentano la quota minima di restituzione.
16:08Allora, facendo un semplice calcolo, qua ho riportato i valori per pianta, conoscendo il
16:13numero di piante ad ettaro, ottengo quello che è il fabbisogno annuo a livello di pianta,
16:19quei numeri iniziali che vi avevo mostrato. Questi, vedete, 82 per l'azoto, 11 fosforo,
16:26elemento, non unità fertilizzante, 91 di potassio, calcio 147 che è il 50% rispetto a quanto riportava
16:36ad esempio il professor Fregoni, ma sono prove diverse, 25 di magnesio, 6 di zolfo. Questo
16:44e poi, vedete, per i microelementi parliamo di grammi ettaro, non superiamo il chilo e 3. Se
16:54noi prendiamo questo rapporto che è importantissimo, che è quello che ho cercato di farvi notare
16:59prima, PR vuol dire quello presente nella parte rinnovabile rispetto al totale. Vedete, per
17:08quanto riguarda l'azoto è un 50% di azoto presente nella parte rinnovabile, non è il
17:1433, per il fosforo 42, il potassio addirittura il 58,8%, che è quasi il doppio del 33% della
17:22biomassa, per il calcio 40, il magnesio 40, il zolfo intorno al 45. Vedete, il ferro e il
17:29zinco, il ferro addirittura è il 10% presente negli organi annuali, l'abbiamo visto, è presente
17:36soprattutto dove? Nelle radici e per gli altri è intorno al 40% per manganese, boro, rame.
17:47Allora, la restituzione, conoscendo il numero di piante ettaro e usando questo rapporto che
17:52è quello presente nella parte annuale, che è quello che dobbiamo restituire, cosa vuol
17:57dire? Vuol dire che in termini di azoto una pianta non molto produttiva, almeno 42 kg,
18:0440 kg di azoto, li dobbiamo restituire, 11 di unità di fosforo, qua è espresso in unitÃ
18:13fertilizzanti, 65 di potassio, direbbe 83 di calcio come ossido di calcio, ma io non lo
18:21considero, poi vi dico il perché, 17 di magnesio e 7,5 di zolfo. E via via gli altri, parliamo
18:28di massimo, va bene, lasciamo stare il rame che è già coperto dalla normale protezione
18:36per quanto riguarda appunto la difesa antiparassitaria o il manganese, era così, adesso è stato
18:44ridotto, ma per il ferro, lo zinco e il boro, vedete, stiamo intorno a un etto da restituire
18:52a livello di pianta. Allora, questo ha permesso di dire che bisogna dare indietro qualcosa
19:01alla pianta, anche se non era molto produttiva. Allora, sorgono queste domande, in funzione
19:06della destinazione logica, l'ho scritto, fa parte della relazione. Allora, in quale contesto
19:12bisogna concimare? È una domanda. Qual è il ruolo del suolo? Bisogna darlo per via radicale,
19:20fogliare, infertiligazione? Quanto devo concimare o fertilizzare? E quante volte? Poi uno, l'imprenditore
19:28sceglie lui, vuole darlo solo in forma organica, non vuole usare la chimica, l'imprenditore
19:34sceglie, però la pianta deve riavere qualcosa se vuole essere, stare bene. Quali sono le forme,
19:41la solubilità ? Allora, c'è anche un'altra domanda. Quando ho il migliore equilibrio vegeto
19:47produttivo? Questa domanda, secondo me, è già la risposta. Io devo restituire per
19:55avere, ve lo ricordate, alla prima mia slide era, la pianta deve essere in equilibrio
20:00vegeto produttivo. Facciamo un'altra considerazione. Qual è l'efficienza dei fertilizzanti? Questo
20:08è un vecchio lavoro fatto da Benedetti e Canali, pubblicato su Tirre Vita nel 1996, valori
20:14orientativi, prendiamo un sacco di concime NPK generico, un concime minerale normale, dando
20:23100 di concime, quanto porto a casa di azoto? Tra il 40 e il 60%. Di fosforo? Dal 100%
20:32porto
20:33a casa tra il 10 e il 20%. Potassio? Tra il 30 e il 60%. Poi ci sono altri prodotti,
20:41questo
20:42era per dire che quando noi usiamo dei concimi su base organica aumentiamo l'efficienza e quello
20:50migliore sembrerebbe quello a base di una torba umificata che vedete che l'efficienza dell'azoto
20:59aumenta fino all'80%. Per il fosforo raddoppia, passa al 30-40% e il potassio 65-75%. Poi
21:09io ho aggiunto alla tabella fatta da Benedetti e Canali, la fertilizzazione fogliare non si
21:15sa molto, per azoto si sa che è intorno all'80% quello che noi diamo con la fertilizzazione
21:20fogliare e lo portiamo dentro. Per la fertilizzazione siamo intorno al 75%, 40% di fosforo e 70% di
21:28potassio.
21:29Ma per fosforo e potassio sulla fertilizzazione fogliare quasi zero studi sono stati fatti.
21:38Allora vengo in aiuto e vi porto un po' di esperienze mutuate nel corso della mia carriera
21:45per capire quali sono la definizione della cosa dobbiamo restituire alle piante in funzione
21:52degli obiettivi enologici. Allora va considerato prima di tutto queste cose che gli elementi hanno
22:02una mobilità diversa a livello di suolo e di pianta. Ci sono elementi molto mobili, moderatamente
22:07mobili e immobili e questo ci fa capire anche qual è la modalità poi con cui dobbiamo restituire
22:14alla pianta le cose. Ad esempio la forma nitrica che è l'azoto che la pianta riesce ad assorbire
22:22prima però è praticamente soggetto moltissimo a perdite di lisciviazione, mentre l'ione ammonio
22:28che deve essere trasformato è un po' moderatamente mobile. L'azoto meno mobile nel suolo è quello
22:35organico, quindi lo possiamo dare anche un po' prima, perché praticamente lo possiamo dare anche in autunno,
22:44non si sposta più di tanto. Quelli molto mobili, se li perdiamo in profondità , se lo do in autunno, ciao.
22:51E queste le considerazioni per altri elementi. A livello di pianta la cosa interessante è capire che i macroelementi,
22:58quindi azoto, fosforo, potassio e magnesio che hanno una mobilità , si dice, floematica, vuol dire che sono
23:04molto mobili a livello di pianta, vengono richiamati da dove ce n'è di più agli organi dove ce n
23:09'è
23:09maggior bisogno. Ci sono due elementi che sono praticamente immobili a livello di pianta, il calcio e il boro.
23:18Allora, per farvi capire, quando parlo di alcuni numeri, voi vedrete tre numeri, però erano prove di
23:25concimazione fattoriale, che abbiamo messo in campo dalla fine degli anni 80-90, di azoto, tre
23:34dosi diverse, 0, 50 unità e 150. Uno dice, ma come 150 è tanto? Quando arrivai in Trentino,
23:43150 unità di azoto era la normale. E combinate con quattro dosi di potassio e magnesio che sono
23:51in antagonismo, 0, 0, 0, 30, 50 di potassio e 0 di magnesio. E queste combinazioni, vedete,
24:07sono 12 tesi diverse che in ogni campo di riferimento che noi abbiamo messo in prova,
24:17sono 36 parcelle di riferimento di 15 piante. Cosa andavamo a guardare? Un po' tutto, dalla
24:23nutrizione agli aspetti produttivi a quelli qualitativi e poi negli ultimi anni abbiamo
24:27fatto anche i vini. È questo che voglio farvi notare. Lì c'è una foto che non è il vigneto,
24:34è per far vedere piani sperimentali diversi che hanno randomizzazione, vuol dire modalità di
24:41disporre queste parcelle in una modalità diversa. E qua vi faccio vedere. Uno chardonnay
24:48su un terreno franco sabbioso, sono dati un po' vecchi, vedete che la disponibilità di
24:53quello che noi abbiamo dato al terreno varia in funzione dell'annata e questo ci dice che c'è
25:00una grossa variabilità annuale. Le tre tesi che sono 0, 50 e 150, vedete che su un terreno
25:07molto più sciolto, quindi sabbioso, le dosi di 50 e 150 si differenziano praticamente, no
25:16meglio, la 50 non si differenzia quasi da non dare nulla, si differenzia un po' di più
25:21150. Se noi andiamo a leggere i dati e proponiamo e vediamo come si distribuiscono le piogge negli
25:29anni, vediamo che la disponibilità di azoto aumenta all'aumentare della quantità di piogge
25:35in primavera e in autunno. Lo stesso modello è su un terreno più strutturato, franco limoso,
25:42un lagrain, è una varietà a bacca rossa del Trentino e vedete che anche qui un terreno
25:48un po' più strutturato aveva, prima non l'ho detto, quello di prima avevamo un 52% di sabbia
25:54e solo meno del 6% di argilla, sostanza organica intorno al 2%, questo ha una sostanza organica
26:02un po' più elevata ma neanche tanto, però ha una componente di argilla che arriva al
26:0715%, un terreno più strutturato, lagrain, qua una prova che è durata più anni dall'88
26:16al 2002, vedete come anche qui la variabilità annuale è forte e dipende dalle piogge, il
26:2292 dove è piovuto meno nel periodo autunnale precedente e in primavera, vedete che l'azoto
26:28è molto più basso, le annate dove è piovuto tantissimo che era il 2001, l'azoto è molto
26:33più alto, quindi ci permette di avere una lettura dei dati anche la semplice registrazione
26:41di dati di capannine meteorologiche. Lo stesso è per un altro chardonnay su un terreno più
26:47strutturato, adesso non voglio tediarvi con tutte queste cose, però il modello funziona,
26:52dove piove di più ho una risposta della pianta che si traduce in una maggior disponibilitÃ
26:57di azoto. Vi faccio considerare questo, questo è il, l'ho detto prima, come è l'assorbimento
27:06del suolo, da parte della pianta, dal suolo dell'azoto. Allora, germogliamento zero, la
27:15pianta lo assorbe al massimo un mese dopo la fioritura, al primo picco, a un secondo
27:23picco di assorbimento dell'azoto, eccolo qua lo vedo, in post raccolta. Allora, questo
27:29perché? Perché prima la pianta non assorbe, poi lo mette nelle strutture che sta crescendo,
27:36poi non assorbe azoto perché deve favorire la crescita delle bacche, visto che c'è una
27:42competizione tra assorbimento e sviluppo degli organi e dopodiché ne ha bisogno per costituire
27:48le riserve. Il turnover è fondamentalmente questo, praticamente cosa succede? In primavera,
27:58no, in inverno, a fine inverno parte la rimobilizzazione dell'azoto che non dipende da quello che è fondamentalmente
28:09dato in primavera, quello che vi ho cercato di dire prima. Lo mobilizza, lo rimobilizza. In primavera
28:16avviene l'assorbimento radicale, questo vale anche per altre colture, a fine estate, poi lo mette nelle foglie,
28:24dalle foglie il 60% dell'azoto presente nelle foglie torna alle strutture permanenti. Per far cosa?
28:31Per accumularlo, per accumularlo, poi c'è un altro assorbimento radicale e lo stocca nella pianta in termini di
28:39amminoacidi e proteine. Se noi andiamo a vedere quello che vi ho detto prima, questa è una prova, azoto 0,
28:45azoto 150,
28:46vedete che c'è una competizione tra quello che è l'assorbimento da parte della pianta dell'azoto e lo
28:53sviluppo
28:53della bacca, per cui dove ho una maggior disponibilità di azoto, questa curva arancino più o meno,
29:00rispetto a quella verde che è azoto 0, ho preso i due estremi, vedete che invece i germogli crescono di
29:07più
29:07dove ho più azoto rispetto allo 0, mentre le bacche viceversa crescono di più dove ho meno azoto,
29:14quindi c'è una competizione che si chiama sink source, vuol dire tra la fonte e quello che è l
29:21'organo di stoccaggio.
29:22E' chiaro che si misurano sempre i germogli, o in pieno campo, o in vaso, così. Volevo farvi vedere queste
29:28prove
29:29di fertilizzazione, questa è una prova fatta dal 2002 al 2005 su un traminer, una varietà aromatica.
29:36Al terzo anno riporto il dato di quello che indica, quello è l'equilibrio vegetoproduttivo, queste foto sono
29:44foto emisferiche, c'è questo strumento che si chiama Plan Canopy Analyzer che mi permette di vedere la quantità di
29:50foglie
29:51presenti sul cordone, era un guio, legge dal basso, e vedete che valori di laio ottimale sono considerati
29:58intorno a 1,5. Allora, se noi guardiamo azoto 0 dopo tre anni di non concimazione, la pianta 0,68.
30:08Mamma mia, fame nel mondo. Azoto dato solo in primavera, era una modalità , lo do solo tutto in primavera
30:17come si diceva una volta, anche qua, ha valori ancora bassi. Azoto frazionato, dato in parte in autunno,
30:25quindi per costituire le riserve, e in parte in primavera suddiviso in due momenti, che permettono di ottenere
30:33dei valori più equilibrati. Questo si traduce poi anche in riflessi a livello organolettico.
30:40Allora, nel vino cosa succede? Io riporto questo dato che è mutuato da amici studiosi
30:49australiana, dove dice che fondamentalmente dove abbiamo un alto azoto, abbiamo dei sentori
31:00più legati alle forme acetiche, o dall'unico caso i florali. Allora, noi andiamo a vedere,
31:06questo è dopo tre anni di fertilizzazione differenziata, qua, cosa succede? L'azoto 0 è la curva gialla,
31:15lo si vede qua. Dal terzo anno, vedete, che riduce la sensazione di rosa, no, di rosa,
31:23sì, la riduce, mantiene alto lo speziato, non concimare, mamma mia, è sensibilissimo,
31:30forse è meglio che lo dico a voce senza toccare. Mantiene alta la frutta secca, mentre a minor
31:36componente florale, minor gradevole, minor note rosa di linalolo, che è quello che descrive
31:44un po' quello che è la natura di un vino fruttato come può essere il tramina e anche
31:51le note tropicali. Anche a livello di struttura del vino, il frazionamento dell'apporto migliora
31:58è quello che noi andiamo a sentire. Lo stesso, il frazionato invece cosa fa? Fa solo alto
32:04il fruttato fermentativo, lo sposta verso quello che ho detto prima, gli acetati, ovvero il sentore
32:10di, si dice, gomma americana di ciunga, la cicca. Altra prova, tre anni di prova anche qua, avevo solo
32:22testesi 0,60 unità di azoto, prima non l'ho detto, era 0,70 unità di azoto in diverse modalità ,
32:32qua due, testimone concimato, è un pino grigio, supergola, è diverso, qua è nel fondo valle,
32:39trentino, e vedete che, se si vede bene il colore, il concimato ha delle note più intense
32:47rispetto al testimone, dopo tre anni di fertilizzazione diversa, di pera, più gradevole.
32:54Allora, la domanda che sorge dice, vabbè, ma questa tu metti lì, questa curvette, si può
33:01misurare o no? È misurabile quanto emerge dal panel di degustazione? Certo. Allora, abbiamo
33:08mandato le uve a studiarne la componente interpeni e cosa succede? Che al di là delle
33:15famiglie che compongono il patrimonio terpenico aromatico, vedete che la componente più grossa
33:22è quella del geraniolo e poi ci sono altri, il nerolo, il citronellolo, linalolo che è
33:28un po' la nota da rosa, poco meno presente rispetto al traminer, però anche il pinot grigio
33:35ha un po' di queste note. Allora, la cosa che balza all'occhio è questa, testimone e
33:42concimato, quando queste barrette non si sovrappongono, significativamente ha dei valori più elevati
33:48nelle uve, quindi quello che noi abbiamo sentito poi nel vino era già presente nelle uve, ma
33:55la domanda è questa, abbiamo spostato la naturalità del prodotto con la concimazione,
34:01non era tanto, è 60 unità , no, perché? Perché la percentuale dei valori dei diverse
34:09classi di terpeni sul totale dei terpeni accumulati è uguale, non cambia, non cambiamo la naturalità ,
34:20cambiamo quello che è l'intensità , o meglio la concentrazione o la sintesi di aromi e questo
34:27è importante, è una cosa che abbiamo trovato solo noi e ci siamo sognati? No, anche con amici
34:34friulani, questo è stato anche argomento, anche io poi nell'articolo, ma va bene, di VQ nel 2009,
34:43zolfo e azoto per aromi al top, allora qua c'è un effetto, veniva somministrato azoto anche qua
34:52per tre anni diversi, solo per via fogliare qua, azoto e zolfo non trattato, solo azoto e solo zolfo e
35:00vedete
35:00che dopo tre anni di prova, quindi nel 2007, l'apporto combinato di azoto e zolfo, perché facciamo tre anni?
35:07Perché i primi anni devi vedere se si modifica un po' quella che è la risposta da parte della pianta,
35:13troviamo delle note più alte di pompelmo, delle note più fruttate, sia come tropicale che quello
35:22il fruttato pesca, che è quello che per quanto riguarda un sauvignon friulano talvolta un po' manca
35:29perché esistono più le pirazzine, però non voglio entrare in queste discussioni, note da pesca sono più
35:35presenti nei sauvignon trentini o meglio al totesini, ma quello che è dovuto alla risposta
35:42ad una eventuale fertilizzazione differenziata è dovuta alla concentrazione di tioli, che sono
35:48i precursori aromatici, soprattutto di questo 3MHA, mercapto esile accettato, va bene, uno dice
35:57non mi dice niente, sì mi dice che questo mi risponde a note più pompelmo, più fruttato piacevole.
36:05La cosa interessante che volevo farvi notare è che non solo di restituzione di elementi,
36:15talvolta anche piccoli apporti possono migliorare quello che è la modifica di quello che avviene
36:21poi a livello di mostro e vino, qua è un'esperienza che abbiamo fatto sempre su una varietà aromatica
36:26un traminer nel 2017-2018 fornendo per via fogliare dei lieviti inattivati, c'è una dita che non dico,
36:37però avevamo un test e un trattato e la cosa interessante è che qui un piccolo trattamento
36:44a base di lieviti inattivati va a modificare quella che è la dinamica a livello di vino,
36:49abbiamo fatto, qua c'è l'immagine, era per una tesi di un collega, un duo trio test per capire,
36:57anzi era un test triangolare per capire se un vino era diverso dall'altro, se c'era maggior contenuto o
37:03meno
37:03e è emerso in modo significativo, allora abbiamo mandato i campioni al laboratorio e poi abbiamo fatto
37:09l'analisi sensoriale e vedete che ci sono più note tropicali, più note da rosa, che conferma che il traminer
37:16l'importante è la nota da rosa, più mieloso, a livello di struttura medio uguale e se noi mappiamo
37:25la quantità dei composti tiolici presenti ci sono queste due forme legate, tioli legati,
37:35che aumentano soprattutto nel glutathionil e esanunolo, G3MH, è sempre un precursore aromatico,
37:44quindi è importante, anche questo è stato frutto di un articolo che abbiamo pubblicato su VVQ nel 2019,
37:55mi pare, ok. Effetto degli elementi su mosti e vini, allora queste sono conoscenze che abbiamo
38:03mutuato dalle prove di fertilizzazione effettuate, come vi ho detto prima, più anni su Chardonnay,
38:13Lagrange, allora l'effetto dell'azoto in equilibrio è ottimale per l'azoto prontamente assimilabile,
38:21mentre il suo eccesso può essere negativo perché cosa? Perché mi fa maturare meno il
38:29quadro fenolico, mi fa un eccesso di azoto, cosa fa? Mi aumenta i danni dovuti ad aspetti
38:40sanitari, marciume, botrite, quello che volete. A volte e soprattutto su vitigni e qua bisogna
38:46distinguere un vino a bacca rossa, un vino proveniente da uve a bacca rossa rispetto
38:52a un vitigno a bacca bianca, hanno una diversità di comportamento alla fertilizzazione azotata,
38:59vi ho fatto vedere c'erano 12 tesi, qua la lettura che do è solo in termini di azoto, quindi
39:06scorporato
39:07dalla combinazione con le altre tesi e mi fa vedere che l'azoto, un eccesso, un alto azoto
39:17mi comporta una riduzione di quella che è la concentrazione zuccherina, per cui uno dice
39:22oggi vogliono dei vini, mi viene da ridere, vogliono dei vini meno alcolici, meno zuccherini,
39:29allora dagli un po' di azoto e acqua, è semplice la risposta, però non voglio banalizzare,
39:35però ottengo anche meno struttura. Per il potassio e l'azoto, entrambi possono modificare
39:45questo, è il dato che un enologo, che chiunque deve tenere presente, restituire più o meno
39:52di questi due elementi va a modificare quello che è il quadro acidico dei vini, è chiaro
39:58che più azoto do, più ho acidità nel vino, per cui può essere interessante darlo dove?
40:05Su vitigni che devono essere spumantizzati, questo mi serve proprio ideutico alla tabellina
40:13che poi io do delle formulette, diciamo, indicative. Perché? Allora, l'azoto aumenta
40:23quella che è la sintesi dell'acido e soprattutto la sintesi dell'acido malico.
40:30Il potassio, anche lui, va a modificare il quadro acidico, ma in un altro modo cosa fa?
40:36Salifica gli acidi, anzi diventa, va a salificare gli acidi per cui sotto forma di sale, appunto
40:44il malato di potassio, il tartrato di potassio, si lega il potassio a questi due principali acidi
40:52presenti nel mosto e allora cosa succede? Che il pH praticamente sale, l'acidità si abbassa
41:01e quindi la conservabilità nel tempo viene persa. È per questo motivo, prove me lo dimostrano,
41:09e noi poi abbiamo, do l'indicazione, che tanto potassio per vini base spumante è negativo.
41:17Perché? Perché abbiamo bisogno di un pH che sia, diciamo, basso e un'acidità alta
41:23e soprattutto che la tenga, per esempio, un Trentodoc che deve fare un po' di riserva,
41:29ci vuole uno Charmant, è un po' diverso, che non è spumante.
41:35Un'altra cosa interessante è questa, che sia potassio che boro possono essere,
41:42noi l'abbiamo visto in prove di fertilizzazione pluriannale, l'apporto di potassio a dose medio-alte
41:50può favorire un minimo di accumulo zuccherino. Una volta uno ci veniva detto,
41:56guarda, se tu dai potassio alzi lo zucchero. Tre annate su 15 mi è successo.
42:01Per cui non posso dire che se dai potassio tu porti su di più lo zucchero.
42:05Però può contribuire. Allora perché dico importante?
42:08In annate in cui uno si aspetta un tenore zuccherino inferiore
42:13e ha bisogno di portare a una gradazione interessante, cosa bisogna fare?
42:18Puoi dare del potassio, soprattutto per vi affogliare nella fase finale della maturazione.
42:22E lo stesso il boro, perché entrambi aiutano quello che è, più che la sintesi,
42:28il trasporto dei fotossimilati e degli zuccheri.
42:33Questo è estremo. Allora, vi faccio vedere su quelle prove che vi ho fatto vedere funzionali.
42:38Abbiamo aggiunto negli ultimi due annate o tre, non mi ricordo, anche la tesi 300 di azoto.
42:44Uno dice, se già 150 era tanto, 300 sei fuso.
42:51E vabbè, io voglio vedere cosa succede.
42:54E lo stesso abbiamo aggiunto anche la tesi 300 di potassio, oltre alle quattro classiche.
43:00Qua è sintetizzato.
43:04Allora, a fare bene, bisogna dire questo.
43:07Purtroppo quando inizi le prove, soprattutto se sei giovane, non ci pensi che forse ci volevano delle dose intermedie.
43:15Invece che fare da 0,50, 150 di azoto, magari bisogna fare 0,50, 75, 100, che è forse più
43:25funzionale.
43:25E lo stesso per il potassio.
43:27Passare da 0,50, 150, che è tanto di potassio, poi 300, vabbè.
43:32Allora, però questo per farvi vedere cosa, che l'azoto 0, è qua interessante, nel tempo tiene alta la struttura,
43:44ma la migliore struttura si ottiene quando diamo 50, ah, ma dai, perché non torno indietro.
43:5150 unità di azoto.
43:53Dando 150 unità di azoto, vedete che aumento ancora quella che è la componente di fruttato,
44:01nella grain, di frutti rossi soprattutto, ma il colore si deprime.
44:07Dando 300 unità di azoto, addirittura il colore si deprime totalmente, vedete?
44:13E' la curva blu qua, è sensibile, eh?
44:18La curva blu, vedete che è basso frutti rossi, basso colore, bassa struttura,
44:22quindi dando troppo azoto riduco quella che è la struttura.
44:27Mantengo la combinazione migliore, qua sembrerebbe 50 unità di azoto,
44:32per quanto riguarda sul vino gli effetti per un vitigno a bacca rossa da grain.
44:38Andiamo a vedere il potassio, il potassio, vi ho detto, mancavano le dosi intermedie,
44:41però è interessante vedere come la componente fenolica,
44:45quindi vuol dire anche quello che in un vino poi mi posso aspettare
44:49che mi permette anche una sua stabilità ,
44:53oppure delle componenti, diciamo, un po' più verso un vino che può essere maturato,
44:59vedete, è vero che mi riduce quella che è la componente di frutti rossi,
45:02però tra 50 e 150, quindi la dose di potassio per vino anche da strutturare o da affinare in legno
45:12forse potrebbe essere intorno a 100 unità , questo mi serve per tirare queste indicazioni.
45:18Andiamo a vedere su un vitigno più elastico come lo Chardonnay,
45:22solo tre parametri all'analisi sensoriale venivano diversi, là erano quattro,
45:26la struttura, il fruttato e lo speziato.
45:29Allora, anche qua, più do azoto, vedete, anche l'azoto 150 mi permette di ottenere note più fruttate
45:36e più speziate, però riduce la struttura.
45:39Allora, questo cosa vuol dire?
45:41Vuol dire che su un vino che devo strutturare, l'azoto anche per un vino non spumantizzabile
45:48devo tenerlo a medio-basso,
45:51mentre se do delle dosi anche un po' più elevate di azoto per un vino spumantizzabile
45:56non è sbagliato.
46:00E lo stesso per quanto riguarda magnesio.
46:03Allora, questo mi permette di tirare delle informazioni.
46:07E qua, quindi, abbiamo costruito, ho costruito questa, diciamo, sintesi.
46:16Allora, in funzione dell'obiettivo enologico, vino bianco o vino rosso?
46:21Dobbiamo distinguere.
46:23Devo fare un vino bianco tranquillo?
46:26Posso dare 60-70 unità di azoto.
46:32Se devo fare un barice spumante posso arrivare anche a 100 di azoto,
46:36perché mi sviluppa di più le note fruttate.
46:38Però attenzione, su un pino nero massimo 50-60, perché?
46:43Perché il pino nero è più sensibile al marciume, alla botrite.
46:47Su un vino da strutturare in barrique bianco, sempre su 60-70 unità , vedete?
46:53Anche le prove che ho mostrato prima indicano queste cose.
46:57Vino rosso, la dose di azoto si riduce, 50-60 per un vino tranquillo.
47:03Per un vino da affinare in barrique, massimo 40-50 unità di azoto.
47:07Perché?
47:08Perché l'abbiamo detto.
47:10Vino rosso risponde in maniera più drastica a eventuali apporti di azoto,
47:15riducendo quella che è la struttura e l'accumulo zuccherino.
47:18Per quanto riguarda gli altri elementi, vedete che cosa cambia?
47:22Il potassio è la cosa più interessante.
47:24Vedete che io metto a tutti i vini, a parte il base spumante, 50, che vuole solo massimo 50 unitÃ
47:32di potassio.
47:34Gli altri 80-100.
47:35Io non avevo il 100, avevo 150, vi ricordate?
47:41Però mutuando da quei grafici che vi ho mostrato precedentemente, possiamo stare in questo equilibrio.
47:46Gli altri due elementi che non sono stati studiati più di tanto, però la bibliografia ci dice che un vino
47:54da strutturare in barrique,
47:55da affinare in legno, in barrique o quello che volete, vanno aumentate le componenti sia di fosforo che di magnesio.
48:04Questo perché? Perché mantiene di più nel tempo le note e permette uno sviluppo anche di note terziarie, diciamo, se
48:13vogliamo,
48:14o anche prima di note aromatiche.
48:18Una cosa è questa.
48:20In funzione di quello che abbiamo mostrato prima, terreni fortemente sabbiosi le dose vanno aumentate.
48:26In terreni più strutturati, invece, forse vanno calibrate in modo diverso.
48:32Allora, qua vi faccio vedere una prova di, siamo quasi verso ancora un po' di informazioni.
48:42Sulla base di queste indicazioni abbiamo fatto una prova per capire se l'utilizzo di quegli concimi organo-minerali,
48:50quindi qui una po' di base organica, migliora l'efficienza.
48:54Allora avevamo un testimone, un minerale, un organo-minerale e un organo-minerale a dose ridotta di quanto?
49:01Del 30% sulla base.
49:03Avevo un pino grigio con unità fertilizzanti, 70 unità di azoto, 35 fosforo e 100 di potassio.
49:10Un cabernet franc, quindi una varietà baccarossa con riduzione, quindi 55 di azoto, 75 di potassio,
49:22e vabbè il fosforo 27, e dove era ridotto il 30% in meno, quindi facciamo il conto.
49:27Però qua cosa faccio vedere?
49:29Dopo anni, è una prova che è stata fatta a Besnello, in provincia di Trento,
49:34dal 2011 al 2016, quindi, e abbiamo visto che l'organo-minerale a dose ridotta
49:42migliora quella che è le note, per quanto riguarda il pino grigio, di fruttato maturo,
49:49la struttura, mantenendolo abbastanza elevato,
49:52mentre la distribuzione di concime esclusivamente minerale
49:57aveva delle note peggiorative, per quanto riguarda note più burrose da fieno.
50:02Il testimone mantiene alti alcune cose, però poi risultava anche meno gradevole
50:07dopo anni di non concimazione.
50:10Sul cabernet franc, interessante vedere, e questo conferma quanto appena detto,
50:16che il non concimato rimane più rosso, cioè più rubino.
50:21Il vino ha una colorazione più rubina e meno mattonata,
50:28mentre la concimazione organo-minerale si posiziona a livello intermedio.
50:32Il minerale esclusivo è più mattonato, quindi un vino anche un po' più stanco, se vogliamo.
50:38Interessanti sono le note da confetture e frutti rossi,
50:41che sia nel testimone che nell'organo minerale a dose ridotta,
50:44vengono confermati, quindi minori dosi su un vitigno baccarossa.
50:49La cosa l'abbiamo fatta anche in provincia di Verona,
50:53qua un po' più avanti, su Corvina, quindi varietà destinata a uve amarone o valpolicella,
51:00anche qua si vede le stesse tesi, testimone, minerale, organo minerale,
51:05organo minerale a dose ridotta, vedete che addirittura fornire,
51:10c'è il binomio normalmente, più produzione e meno zucchero.
51:15Allora qua invece avevamo produzione più o meno più alta,
51:18per quanto non è riportato il dato, però con anche più zucchero,
51:22con organo minerale a dose ridotta.
51:24Quindi riducendo l'apporto miglioriamo l'efficienza.
51:29Alla luce di queste considerazioni che vi stavo vedendo,
51:32l'amico Mauro Schippa, che qua è riportato oggi,
51:35è un libero, prima lavorato a perdite fertilizzanti,
51:40ha suggerito, ha modificato un po' i consigli che ho messo nella tabella precedente,
51:47dando delle forme un po' più, diciamo, ampie,
51:53per quanto riguarda, sulla base di quello che avevamo costruito allora,
51:59sull'obiettivo enologico con varietà diverse,
52:01in funzione della quantità di produzione ad ettaro, chiaramente,
52:05e in funzione delle DOC o dei GT, dando delle dosi differenziate.
52:10Quindi può essere utilizzata questa informazione per avere delle,
52:17diciamo, ulteriori importanti comunicazioni che possono migliorare
52:24gli aspetti delle performance dei nostri vigneti.
52:28Una cosa interessante che volevo farvi vedere,
52:31siamo quasi alla fine, il ruolo del suolo e l'obiettivo enologico.
52:35Questo è l'esempio del Trentino viticolo.
52:38Trentino viticolo, diversamente da altre aree, posiziona,
52:42questo è il triangolo tessiturale,
52:44e vi fa vedere come la maggior parte dei suoli in Trentino
52:48ha una bassa componente argillosa, cioè dove stanno i suoli.
52:52Sono suoli di tipo F, sta per Franco,
52:55Franco sabbiosi o Franco limosi,
52:58ma di più Franco sabbiosi.
53:00Allora qua l'esemplificazione del ruolo del suolo su Ulvino.
53:04Si possono dare dei consigli mirati.
53:07Questo è l'esempio di una cantina di zona montana,
53:11dove esistono dei terreni più fortemente Franco sabbiosi,
53:16e un'altra in bassa collina,
53:19sono afferenti alla stessa cantina, non voglio dire,
53:22però c'è il logo, dove ci sono diverse varietà coltivate.
53:27Allora, in su glaciale silicatico, Franco sabbioso,
53:33in Val Dicembre abbiamo Pinot Nero, Muller, Chardonnay,
53:37Kerner, Nosiola, Pinot Bianco, Sauvignon, Traminer, no.
53:41Chardonnay per base spumante.
53:43Invece un po' più basso, Fondovalle e bassa collina,
53:47abbiamo Chardonnay per vino tranquillo,
53:50Chardonnay per base spumante a mezza collina,
53:53in Fondovalle invece lo utilizzano più per vino tranquillo,
53:57Pinot Grigio, che compare,
53:59mentre in zona montana non c'è Cabernet Sauvignon.
54:02Allora, i consigli mirati sono questi,
54:05ad esempio, attenzione al potassio,
54:07l'incrocio manzoni in conoidi misti e silicatici,
54:12vuol dire la natura del suolo,
54:13va a incidere su quello che è l'assorbimento
54:15e anche quello che poi dobbiamo restituire.
54:18Dove è basso, che cosa?
54:20Il potassio è scambiabile.
54:21I conoidi misti e silicatici hanno un basso potassio scambiabile,
54:25per cui la pianta può manifestare una carenza di potassio,
54:28allora bisogna monitorarlo.
54:31Nei suoli alluvionali invece bisogna stare attenti al magnesio,
54:35perché?
54:35Perché troppa acqua favorisce l'assorbimento di potassio,
54:38invece quello che manca poi è il magnesio,
54:40per cui in Fondovalle bisogna monitorare il magnesio,
54:45sapendo che invece hai una disponibilità idrica
54:48e in potassio superiore.
54:50Attenzione invece alle ecolorosi ferriche, dove?
54:54Solo su suoli di glaciale dolomitico o calcareo,
54:58ad esempio sui conoidi della bassa collina.
55:01E il boro, attenzione alle annate secche.
55:05Questo è un esempio, è chiaro che non si può,
55:07però le informazioni che si ottengono da prove di concimazione,
55:12da studi legati a come sta la pianta,
55:15permettono di avere delle informazioni ulteriori.
55:19Ultime due slide.
55:20Una riguarda la fertilizzazione fogliare.
55:23Una dice, ma dobbiamo dare tutto al suolo,
55:25in che forma?
55:26Poi uno decide.
55:27La fertilizzazione fogliare non può essere sostituitiva,
55:31questo va detto.
55:32È integrativa quella del terreno,
55:35però mi permette di arrivare a dare dei momenti,
55:39in cui ce n'è più bisogno,
55:41alcuni elementi che in altri modi
55:43non potrei arrivare a fare avere alla pianta.
55:46Ad esempio, dove abbiamo dei suoli troppo bagnati,
55:49dove dobbiamo intervenire,
55:51quella fertilizzazione fogliare è migliorata così.
55:54È chiaro che non possiamo portare grandissimi quantitativi.
55:57Quindi va detto che la fertilizzazione fogliare
56:01riduce le dosi da portare.
56:05Ad esempio, è un rapporto 1 a 10,
56:07quindi c'è un minore impatto a livello di sostenibilità ,
56:10chiamiamola così.
56:11Però non posso dare elementi di largo consumo
56:14se non intervenendo tante volte.
56:17Cos'è che, ad esempio, gli elementi a basso consumo,
56:20quindi non l'azoto,
56:21ma fosforo, magnesio, ferro, boro, zinco,
56:25manganese, iodio, sodio,
56:27silicio,
56:28possono essere dati per via fogliare.
56:30Quelli a largo consumo
56:31richiedono più somministrazione
56:35e quindi potremmo andare incontro
56:37anche a fitotossicità .
56:39Quando dare il prodotto per via fogliare?
56:42È chiaro che c'è una sensibilità diversa.
56:44Noi dobbiamo andare alla mattina o alla sera
56:46quando l'umidità è alta
56:48e la temperatura è bassa,
56:50perché altrimenti le molecole che andiamo a dare
56:53non vengono assorbite bene.
56:55e soprattutto intervenire,
56:58perché dalle prove,
56:59quando lo riporto,
57:00fatte con azoto marcato su fertilizzazione fogliare,
57:04vediamo che portiamo un dilavamento
57:06di una pioggia anche di 10-15 cm,
57:09mi porta via il 30% del prodotto che io davo.
57:13E quindi bisogna sapere,
57:14a 3-4 giorni di distanza,
57:16tu vuoi fare l'intervenzione,
57:17se no, hai buttato via i soldi.
57:19Quando posizionarli,
57:20in funzione dei fasi,
57:21vedo,
57:21adesso non ho tempo.
57:23L'ultima cosa riguarda la fertilizzazione
57:26per uve base spumante o base rossa,
57:29questa l'abbiamo mutuata assieme
57:31anche all'amico Mauro Schipa,
57:32vedete che hanno,
57:34la fertilizzazione diventa più efficace
57:36rispetto a una fertilizzazione fogliare,
57:38perché permette di veicolare gli elementi
57:40con l'acqua,
57:41che è il modo in cui la pianta
57:43lo assorbe meglio.
57:44Però, ad esempio,
57:45per quanto riguarda la base spumante,
57:49vedete che c'è più bisogno
57:51tra la prefioritura
57:52fino all'invaiatura di azoto,
57:54mentre per uve rosse
57:56concentriamo solo nella prefioritura
57:58la parte di azoto,
57:59dopodiché ha bisogno di più
58:01dell'elemento potassio.
58:04Io con questo concluderei,
58:07dando,
58:08allora questa la leggo,
58:10però non possiamo dare
58:12delle regole universali
58:14che si possono applicare
58:17così a scatola chiusa
58:18ovunque,
58:19dal Trentino
58:20al Manzanare
58:21al Reno
58:21alla Sicilia,
58:23ma possiamo dare
58:24delle informazioni
58:25e questo è frutto
58:26di quello che noi abbiamo
58:29mutuato
58:30in questi anni
58:31di prove.
58:33Cos'è che bisogna
58:34sottolineare?
58:35Che va posta
58:36particolare attenzione
58:37a ogni annata,
58:39che è diversa
58:40da quella precedente
58:41o da quella che verrà .
58:42Ogni annata
58:43è specifica,
58:44ma il monitoraggio
58:46dell'annata
58:46e l'osservazione
58:48del comportamento
58:49di come sta la pianta
58:51è il primo segnale.
58:53Questa è la prima cosa.
58:54La seconda
58:55è l'esperienza
58:56che può darci
58:58delle informazioni
58:59preziose
59:01sicuramente
59:02per ottenere
59:03delle performance
59:04per produrre
59:05i migliori vini.
59:07Con questo
59:08io vi ringrazio
59:09con un bicchiere
59:10sperando che possa
59:12essere stata utile
59:13la lezione
59:14con un bicchiere
59:15e con un'immagine
59:16di
59:16nella mia esperienza
59:19ho avuto possibilitÃ
59:20di girare
59:21qua in Brasile
59:22una bella location
59:24dove
59:24siamo andati
59:25a bere
59:27anche dei vini
59:28e a fare un po'
59:29di consulenza
59:30di prove
59:32sperimentali
59:33con gli amici
59:33brasiliani
59:34capendo che
59:35il territorio
59:36è diverso
59:36ed è specifico
59:38ma
59:38ricavando
59:39altre informazioni
59:40utili
59:41per il mondo.
59:43Grazie.