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Trascrizione
00:12Sono Luigi Mariani, vedete dai capelli bianchi ho una lunga esperienza nel settore dell'agronomia,
00:18nel senso che sono l'agronomo laureato nell'81 ed allora mi sono occupato di cultura erbace,
00:24di climatologia applicata all'agricoltura, meteorologia applicata all'agricoltura e
00:28storia dell'agricoltura che sono un po' le materie che poi insegno anche in ambito universitario
00:33perché sono docente associato all'Università degli Studi di Brescia, ecco per questa mia
00:40chiacchierata sarà dedicata ai climi d'Italia per inquadrare un tema che è molto importante
00:45perché dal clima dipendono sostanzialmente le produzioni agricole, questa è un pochino la logica,
00:50quantità e qualità del prodotto. Con la prima prima slide vi propongo alcune definizioni che possono
00:58per alcuni saranno certamente scontate ma per altri meno, in genere noi distinguiamo tra tempo
01:05atmosferico, clima e cambiamento climatico, sono tre definizioni diverse, il tempo atmosferico in inglese
01:14weather è sostanzialmente lo stato istantaneo, in un ambiente esterno pensate che c'è una certa temperatura,
01:20una certa umidità relativa, un certo vento, una certa radiazione solare, una certa piovosità,
01:28la nuvolosità e tutto questo fa il tempo atmosferico. Se voi prendete questo tempo atmosferico,
01:33lo misurate, ad esempio con un termometro per la temperatura e mettete insieme questi dati, ne fate
01:38un trentennio di dati, trent'anni di dati, li elaborate statisticamente, ottenete il clima,
01:43quindi il clima in sé non è un qualcosa che tu percepisci giorno per giorno, ma è un'astrazione
01:49statistica. Questa è una cosa importante. Cos'è il clima attuale? Sono gli ultimi trent'anni di dati,
01:54dice l'Organizzazione Meteorologica Mondiale che è l'ente diciamo che dà le normative in meteorologia,
01:59in climatologia. Allora il cambiamento climatico a questo punto, riferito a una variabile, prendiamo
02:05la temperatura, è una variazione statisticamente significativa in questa variabile. Nel tempo questa
02:11variabile evolve, se ha una variazione, un aumento, una diminuzione statisticamente significativa,
02:19cioè testabile con un metodo statistico, parliamo di cambiamento climatico, attestabile con un metodo
02:25statistico. Un altro concetto essenziale è quello della scala dei fenomeni atmosferici. Quando il fumo
02:33di una candela, una volta avevi detto il fumo di sigaretta, ma è poco politicamente corretto oggi,
02:37il fumo di una candela ti mostra il fatto che l'atmosfera è fatta di entità bulbeggianti. Vedete
02:46che il fumo non è diciamo così, non fila linearmente, ma lo vedete bulbeggiare. Lo stesso lo vedete
02:53nelle nubi. Vedete che allora una cosa piccola piccola, cioè quindi parliamo di centimetri, oppure
02:59una nube che è molto più grande, parliamo di qualche migliaio di metri, vedete che i fenomeni
03:05sono sostanzialmente simili e però siamo a scale diverse. Qui andiamo da scale planetarie
03:10dell'ordine delle migliaia di chilometri fino a scale molto piccole dell'ordine dei centimetri,
03:14ma quando una foglia si raffredda, emettendo vapore acqueo per esempio, oppure assorbe
03:21un'idride carbonica, lo fa in uno straterello che è di pochi centimetri, quindi capite che
03:25è importante per noi ragionare anche del micro, non solo del macro, cioè delle grandi cose.
03:30E quindi ecco l'importanza delle scale dei fenomeni atmosferici. Tutto questo è affidato
03:35a una serie di scienze. Le scienze si chiamano meteorologia, che studia il weather, cioè il
03:39tempo atmosferico, giorno per giorno, la climatologia, che studierà quindi macroclimi, mesoclimi
03:46o microclimi. In queste scienze ricadono poi branche specialistiche, che sono quelle di cui
03:52mi occupo io, quindi la biometeorologia e poi più di specifico la agrometeorologia e agroclimatologia,
03:59che si occupa dei rapporti tra meteorologia e clima e colture. Alcuni cenne storici. La
04:08climatologia nasce a seguito dell'invenzione degli strumenti meteorologici, che è un banto
04:15italiano, diciamo così, perché viene dalla scuola di Galileo. Galileo inventa il termoscopio,
04:21che è l'antenato del termometro. Benedetto Castelli, un abate bresciano, era abate benedettino
04:29al convento di Perugia. Inventa il pluviometro e anche l'evaporimetro e poi mettiamoci pure
04:35appunto Torricelli, che inventa il barometro. Ecco, tutti questi strumenti vengono, la stessa
04:41scuola di Galileo, l'Accademia del Cimento, diffonde questi strumenti e iniziano a fare
04:46rilevamenti meteorologici. Esistono le prime serie storiche nel Seicento, sostanzialmente.
04:51Nel XVIII secolo, quindi siamo nel Settecento, nascono vari osservatori meteorologici in varie
04:58parti d'Europa. Ricordiamo, per esempio, in Italia Roma, la Torre Calandrelli, che è appunto
05:05il collegio romano, la Milano-Brera, Genova, Padova, Palermo e altri. Questi osservatori spesso
05:13si mettono, in alcuni casi si mettono anche in rete, cioè scambiano dati.
05:181816 è una data cruciale per la climatologia. Un personaggio di grandissimo rilievo, uno
05:24scienziato di grandissimo rilievo, che è Alexander von Humboldt, il quale è il padre sostanzialmente
05:31della geografia fisica, ma si occupava anche di piante, perché lo vedete qui in un'immagine
05:36in cui lo vedete appunto classificare un vegetale, quindi un fiore. A questo punto von Humboldt
05:44è il primo a tracciare una carta mondiale delle isoterme. A questo punto vedete che
05:49questa idea di von Humboldt è estremamente pregnante perché crea una climatologia
05:56descrittiva, cioè dice il mondo è diviso in zone a seconda delle isoterme e a questo
06:02punto in queste zone si possono fare cose diverse, per cui esistono le medie latitudini
06:08che hanno certe particolarità, esistono le latitudini tropicali che ne avranno altre,
06:11con altri tipi di culture. La vita per esempio in ambito tropicale è ben difficile
06:16praticare la viticoltura, ecco per intenderci. Questo apre alla climatologia uno spazio enorme
06:21per l'agricoltura, ma anche per i trasporti, il turismo, il commercio, la sanità, eccetera.
06:26Ricordiamo una climatologia descrittiva, è quella di Amerin e Winkler, 1940, che mettono in piedi
06:34la zonazione viticola della California. Anche loro utilizzano in questo caso un descrittore
06:38termico, che sono i gradi Winkler, per dividere la California in zone omogenee, più o meno
06:45atte a diverse attività viticole. A questo punto un elemento chiave su cui discutere sono
06:52i fattori generatori del clima e poi le scale dei fenomeni climatici. Allora, come generatore
06:57del clima, qui vedete una lista molto lunga, non sto a commentarveli tutti, però vi faccio
07:02osservare che si parla di fattori astronomici. Pensiamo al fatto che due giorni fa, 21 settembre,
07:09il Sole è passato all'equinozio, quindi comincia a tramontare verso sud. Prima tramontava verso
07:15nord, cioè fuggiva verso il polo, e stiamo entrando in una fase in cui evidentemente il
07:19soleggiamento è sempre più ridotto. Arriveremo al minimo, stizio invernale, cogliete queste
07:23cose e questo è un effetto stagionale molto importante per la climatologia, legato appunto
07:30all'inclinazione dell'asse terrestre, l'eccentricità dell'orbita è un altro fattore e poi altri
07:35fattori astronomici. E poi i fattori geofisici, quando pensiamo per esempio al fatto che una
07:46massa d'aria gelida all'inizio della settimana scorsa dalla Groenlandia praticamente è arrivata
07:53da noi e ha portato a un calo delle temperature consistente. Allora questo tipo di fenomeno è un
07:59fenomeno chiaramente che ha radici nel fatto che ci sono zone in cui dominano masse d'aria
08:04molto fredde e la circolazione le porta in giro per il globo andando a colpire regioni
08:09diverse. Ma così agiscono come fattori geofisici, pensate al fatto dell'essere più o meno vicino
08:14al mare, la marittimità, piuttosto che all'interno di grandi continenti, si chiama continentalità
08:19questo dal punto di vista e così anche fattori biotici. Tutti noi partecipiamo del clima e quando
08:26noi traspiriamo, quindi traspirando emettiamo vapore e lo stesso fanno anche le piante tra l'altro
08:34attraverso gli stomi, emettendo vapore per ogni grammo di vapore di acqua evaporata cediamo
08:452450 joule, il che vuol dire che ci termoregoliamo, ci raffreddiamo in questo modo. Ecco, questi joule
08:53che vengono trasportati dal vapore entrano nel gioco atmosferico, finiscono magari da una pioggia
08:59a migliaia di chilometri di distanza. Ecco, questo è un esempio classico di come gli aspetti
09:04biologici possono agire. Pensate anche all'altra cosa, le conifere per esempio hanno un colore
09:11verde scuro, mentre le dicotiledoni o le graminacee hanno colori in genere più chiari, quindi
09:19il colore si lega all'albedo, cioè alla quantità di radiazione solare riflessa, ecco, cambiare
09:24vegetazione significa anche cambiare l'albedo. E anche poi i fattori antropici, sono fattori
09:29che noi cogliamo in modo effettivamente molto robusto, ecco, chiaramente, ma pensate solo
09:36alla grande città come agisce, le emissioni di gas serra, ne parleremo più avanti di tutto
09:41questo, ma sono tutte azioni che agiscono sul clima e quindi diventano, sono fattori
09:46generatori del clima. Cosa si discende da ciò? Che per indagare il clima di un certo luogo
09:51si possono considerare tante cose, ma la geografia, la morfologia, la latitudine, il contesto naturale,
09:58vegetazione e fauna, il livello di antropizzazione e tante altre cose. Questo fa sì che la climatologia
10:03sia una scienza, diciamo così, interdisciplinare. Io ho trovato
10:08climatologi di tanti tipi nella mia esperienza professionale, ho conosciuto
10:12geografi che sono ottimi climatologi, ho dei cari amici ancora adesso che si occupano di
10:16questa materia e si occupano di climatologia, piuttosto che persone esperte anche in altri
10:21ambiti del sapere, fisici per esempio, ma non solo fisici, ecco, anche appunto agronomi,
10:27climatologi, piuttosto che altre categorie che convergono verso un interesse rispetto
10:33appunto al clima e agli effetti. Ricordo tra l'altro con affetto un personaggio chiave
10:39della climatologia del XIX e XXI secolo, l'ho messo qui la foto, che è Vladimir Köppen.
10:45Vladimir Köppen era un russo di San Pietroburgo, laureato poi in Germania e poi insegnò a lungo
10:53in Austria, il botanico, climatologo e geografo, ed era un grande eclettico, tant'è vero che
10:59alla sua scuola troviamo, troviamo per esempio Milutin Milankovic, che è il padre della teoria
11:06delle aree glaciali, piuttosto che Wegener, Manfred Wegener, scusate il mio tedesco
11:14probabilmente per un tedesco non sarebbe accettabile, ma Manfred Wegener è il padre della teoria
11:21della deriva nei continenti. Quindi vedete cose diverse apparentemente, ma che poi si
11:26regano tra loro e poi danno una scuola che è stata molto importante nel XX secolo, quella
11:31di Köppen. Divisione secondo cali spaziali, ricordo che i climi si dividono in climi macroclimi,
11:38esempio il clima mediterraneo, quindi climi di grande aree, microclimi, quindi climi di piccole
11:44aree, parliamo di decine di metri, centinaia di metri, il clima di un campo, ecco, diventa
11:49un microclima, oppure il clima di un tralcio o di un filare di vite, e poi il mesoclima
11:54che sta in mezzo. A questo punto potrebbe essere in mesoclima un intero terroir, per esempio,
12:00in viticoltura, oppure gruppi di vigneti posti sul fianco di una collina. A questo punto una
12:06possibile gerarchizzazione dei mesoclimi, perché sono quelli che più sfuggono nel
12:10inquadramento sistematico, potremmo dividerli per esempio in mesoclimi alfa, che sono più grandi,
12:16e mesoclimi più piccoli, mesoclimi beta. Un altro concetto importante nella generazione
12:22del clima è giocato dal rilievo, diciamo un ruolo importante giocato dal rilievo.
12:27Qui parliamo di topoclimi, cioè l'effetto del rilievo sul clima. E a questo punto quali
12:35sono gli effetti? Altezza, esposizione, pendenza, giacitura? Questo lo vediamo a tutte le scale,
12:41lo vediamo in un campo coltivato, erato, vedete che c'è la parte di zolle che è esposta a sud,
12:48la neve si scioglie prima. E questo è un effetto chiaramente topoclimatico legato a piccolissime
12:53cose, oppure in grandi catene montuose. In ogni caso un esempio molto chiaro di questa cosa è il
13:01fatto che quando salite di quota trovate in genere che le temperature scendono di circa mezzo grado
13:08ogni 100 metri. A questo punto ecco che questo tipo di diminuzione con la quota è un effetto appunto di
13:16altitudine, ma c'è anche l'esposizione. Un luogo, un vigneto esposto in piano ha una certa temperatura,
13:25un vigneto esposto a sud, un vigneto in piano quindi ha una certa temperatura, un vigneto esposto a sud
13:31ha una temperatura di 1, 1,5 gradi in più rispetto a quello in piano. E quello esposto a nord
13:37è l'opposto,
13:38un grado, un grado e mezzo in meno. Ecco che allora vedete che tra nord e sud ci sono quei
13:432-3 gradi di
13:44differenza. Parliamo di temperatura mediana in questo caso. Quindi sono elementi importanti. Un altro aspetto
13:52topoclimatico importante è il fatto che noi ragioniamo di, del fatto che stiamo parlando di un fluido,
13:59che è il fluido atmosferico, in cui l'aria fredda non si mescola con l'aria calda ed è più
14:04pesante,
14:05per cui tende ad andare sul fondo. Per cui se abbiamo delle zone, ad esempio i fondi valle, in cui
14:09la
14:09giacitura particolare tende ad accogliere quest'area che ricada dall'alto, l'aria fredda, a questo punto
14:14noi troviamo le gelate di fondo valle. Ecco questo è un caso classico di tipo topoclimatico.
14:20classificazioni. I climi, abbiamo detto già citando von Humboldt, devono essere classificati.
14:25Dividere il territorio in ambiti omogenei. Questo è uno dei ruoli fondamentali del climatologo. Io l'ho
14:30fatto per tanti anni lavorando in zonazioni viticole. Dividere il territorio di un terroir,
14:36quindi il territorio di un consorzio, per esempio, dividono in zone omogenee. Omogenee come
14:42destinazione, quindi con particolari destinazioni, diciamo, privilegiate. Questo punto iniziamo
14:48dai macroclimi. Questa è una classificazione che ho proposto nel 2005 con un collega che si
14:54chiama appunto Svaldo Failla, che è ordinario di viticoltura a Milano in questo momento, in cui
14:59i macroclimi viticole europei furono classificati in base all'influsso delle correnti atlantiche e
15:05dell'anticiclone sul tropicale. Mi spiego meglio. L'Europa vive di due grandi strutture meteorologiche.
15:12Da un lato le correnti atlantiche, che si innescano, lo vedete qui sulla vostra sinistra,
15:18si innescono queste correnti da due strutture fondamentali che sono l'anticiclone della zona e
15:23da un lato è questa area di bassa pressione che si chiama ciclone di Islanda. In mezzo,
15:28come grandi ingranaggi, producono queste correnti e tra di loro producono la circolazione da ovest
15:34verso est. L'aria umida atlantica arriva sul continente. A questo punto, di solito, queste
15:40correnti sono d'estate, stanno sull'Inghilterra, sulla Francia del nord, d'inverno scendono verso
15:46il Mediterraneo. Ecco, questo è un po' il ciclo che avviene. A questo punto possiamo dire però che abbiamo
15:53quest'area azzurra, che è un'area dominante oceanica e quindi quella O che vedete lì indicata.
16:00Abbiamo l'area gialla, che ha dominante anticiclonica, cioè le correnti atlantiche le interessano solo
16:08meno continuamente e quindi abbiamo che è più l'influsso anticiclonico. Poi abbiamo delle zone
16:13intermedie. Questa zona qui, Bluett, l'abbiamo indicata come anticiclonica oceanica. Vedete ecco
16:21che è una zona, diciamo, intermedia tra il centro Europa e l'area a clima anticiclonico. E poi
16:28le zone montane, qui abbiamo messo i Pirenei, abbiamo messo le Alpi. Questa zona zona fu usata
16:33per una caratterizzazione dei vigneti in forte pendenza, ecco, a livello europeo. Quindi questo
16:39aveva un suo significato all'epoca, ecco per questo l'abbiamo sviluppata. E a questo punto
16:45abbiamo che in modo più ampio possiamo utilizzare per caratterizzare i macroclimi la cosiddetta
16:55classificazione di Köppen e Geiger. Ho già detto chi era Köppen, Geiger era un suo collaboratore,
17:01si occupava di micrometeorologie in particolare e sulla base di temperature e precipitazioni mettono a
17:06punto una classificazione che è oggi di grandissimo interesse. Ancora oggi è una classificazione che
17:12era la prima formulazione del 1918, viene aggiornata nel 1936, è basata su temperature e precipitazioni,
17:22quindi è essenzialmente empirica, molto descrittiva, però la conoscono tutti, è uno standard e come
17:28tanti standard diventa essenziale per dialogare con altri. Ad esempio, vediamo questa cartina mondiale,
17:35vedete ci sono colori diversi, i colori verdi, verde chiaro indicano i climi mediterranei, il verde scuro
17:45indica climi, i verdi scuri indicano climi ad influsso oceanico, sono quei climi che avete visto prima
17:52la classificazione mia del professor Faila. Ecco che allora se io voglio cercare i climi adatti per la
17:58buona viticoltura, cerco il verde chiaro e il verde scuro. Nei climi atlantici ci sta la Francia, la zona
18:04della Champagne, il Bordeaux eccetera, nei climi mediterranei ci stanno molti dei vigneti italiani,
18:10ecco, o comunque dell'areale mediterraneo. E troviamo per esempio, troviamo presenza di questo verde
18:16per esempio negli Stati Uniti, piuttosto che in Argentina, piuttosto che in Sudafrica e anche in
18:22Australia. Ecco che questo diventa utile perché se tu vuoi cercare in modo rapido una vocazionalità
18:33viticola puoi usare una carta del genere. Chiaro che poi devi specializzarla maggiormente, prendendo dati
18:37delle stazioni meteorologiche e delle aree che tu individui. Ecco che a questo punto qui la vediamo un po'
18:44più in dettaglio. Questa è la Copenhagen per l'areale europeo. Vedete qui la zona, appunto, vi dicevo a
18:52clima appunto oceanico, dove le correnti atlantiche portano pioggia, d'estate in particolare, quindi
18:59avete un massimo pluviometrico estivo, non molto pronunciato, non piove tantissimo, però ecco, più
19:05d'estate che d'inverno. Mediterraneo è il contrario, questo verde chiaro piove quasi tutto d'inverno e
19:11pochissimo d'estate. Andando avanti, ecco qui vi riporto le tavole tassonomiche della classificazione
19:19di Koepergeiger. Purtroppo è un po' arida come cosa, mi rendo conto, la scorreremo rapidamente.
19:25Ricordo che si parla soprattutto di precipitazioni mensili, temperature mensili e bapotraspirazione
19:31annua. Questi sono gli elementi chiave, diciamo, di classificazione. Si ottengono sei tipi principali
19:38che sono A, C, D, E e H, definiti in base alla temperatura media e 1, B, in base al
19:44rapporto
19:44tra precipitazione e bapotraspirazione. A questo punto vediamoli, queste tabelle. Ecco, vedete,
19:53la famiglia A raggruppa i climi equatoriali e tropicali piovosi, la B, i climi tropicali aridi,
19:59esempio il clima del Sahara, tanto per fare un esempio. La C, ecco, sono i climi temperati
20:06caldi, adatti a una buona agricoltura, i climi mesotermi, ecco, sono le medie latitudini
20:11sostanzialmente. E qui ecco abbiamo tutta una serie di tipi, quindi abbiamo famiglie e poi
20:18abbiamo tipi. I tipi che interessano più a noi sono le S e le F. Cosa sono S e F?
20:25S sta
20:26per clima con siccità estiva. F sta, clima umbido con precipitazione adeguata in tutti
20:31i mesi, senza stagione secca. Ecco, l'S è il clima del Mediterraneo, l'F è il clima
20:37del centro Europa. Ecco che allora siamo, già lo leghiamo a quello che noi abbiamo visto
20:43in precedenza. Poi andiamo avanti, il D sono i temperati freddi, poi abbiamo l'E che sono
20:49i climi polari e l'H che sono i climi di montagna. Ecco, nei temperati freddi non ci fate
20:54viticoltura di solito, se non in caso eccezionale, con i brividi, con i traduttori diretti, per
20:59esempio, ecco, si possono tentare delle forme di viticoltura, ma non è certo un ambiente
21:03evocato, evocato per la celericoltura, ecco, per il frumento, per esempio il D. Ecco, questo
21:09per dirvi qualcosa che è di grande utilità e conviene utilizzarla. Io quando scrivo lavori
21:15scientifici, visto che presento cose che poi andranno in mano a colleghi di tutte le parti
21:19del mondo, metto sempre una piccola nota di classificazione secondo il Copenhagen e questo
21:25aiuta molto. Ecco, su Copenhagen c'è un'altra cosa, c'è un clima intermedio, quello del
21:36nord Italia, che è classificato come FA. FA è un intermedio tra l'F appunto, che è quello
21:45del centro Europa e quello invece del Mediterraneo. Poi vedremo in meglio questo tipo di aspetto
21:50perché ci sono delle peculiarità del clima dell'areale padano alpino che sono abbastanza
21:55interessanti e uniche. Ecco, sulla Mediterraneità, è un carattere climatico proprio del bacino,
22:05i territori con caratteri mediterranei si trovano anche in altri continenti, li abbiamo cercati
22:09prima, appunto, quelle aree in verde che vi dicevo. Il Köppen come criterio di Mediterraneità,
22:16cioè per trovare quegli S, dà questo. Un clima pienamente mediterraneo, se presenta
22:23oltre il 70% della precipitazione anno nel semestre invernale, d'ottobre a marzo, quindi
22:28domina l'inverno sulle precipitazioni. C'è un altro criterio che è quello di un fitosociologo
22:33che si chiama Rivers Martinez, che prevede altre cose. Comunque restiamo su quello intanto
22:38per non confondere troppo le idee. Ecco, in questo caso, per esempio, facciamo un esempio
22:45preso dall'ambito italiano, siamo nelle Marche, tre stazioni, qui vediamo la percentuale
22:52di pioggia invernale. Vedete che siamo al 54 su Ancona, 54 Falconara, 53 Osimo. Cosa vuol dire
23:00questo? Che il clima non è pienamente mediterraneo, perché piove troppo
23:04sostanzialmente d'estate. Abbiamo qualcosa tipo il 47-48% di pioggia in estate, troppo
23:11per essere un clima pienamente mediterraneo. D'altronde la parte adriatica risente
23:18maggiormente i difetti continentali, eruzioni d'aria fredda, per esempio, dalla Siberia che
23:23arrivano attraverso i Balcani. Classificazioni mesoclimatiche. A questo punto, una volta individuato
23:29in macroclima, possiamo dire scendiamo un po' di scala, andiamo un po' verso il piccolo
23:33e andiamo a cercare il mesoclima. I mesoclimi abbiamo due, almeno tre classificazioni che
23:41vi proporrò in modo molto sommario. La prima è quella di Mario Pina. Mario Pina è stato
23:45un illustre geografo, insegnato a Pisa, in Università Pisa, e si è molto occupato
23:53appunto anche di climatologia, e scrive un testo che è appunto di climatologia con
23:58un classico, è detto da Uttet, climatologia del Pina è un classico, ed è basata la sua
24:04classificazione climatica sui climi, sullo schema di Koeppel e Geiger. E qui vedete che
24:08si parla di climi temperati, tipo C di Koeppel, climi temperati freddi, climi freddi. Dopodiché
24:15si dà una tabella che è molto più legata all'ambito italiano, per cui abbiamo i diversi climi
24:22che vengono individuati da Pina, vengono appunto classificati in base alla temperatura
24:26media annua, temperatura media del mese più freddo, escursione termica annua, intendiamo
24:32questo la differenza di temperatura tra il mese più caldo e il mese più freddo, temperatura
24:36media. E poi come carattere aggiuntivo mette i mesi con temperatura media sopra i 20 gradi.
24:42Ecco, questa è la classificazione di Mario Pina. Qui la vedete in colore, è tratta proprio
24:48dal suo testo. E vedete appunto il subtropicale, che sarebbe questo in rosso, che sono le zone
24:53costiere del sud Italia. Poi abbiamo il temperato caldo, che copre gran parte dell'area costiero,
24:59tranne l'adriatico. Ecco, vediamo di nuovo qui il fatto che questa zona adriatica è più
25:05esposta appunto agli influssi freddi da est. Sublitoraneo, subcontinentale in giallo e prende
25:12tutta la pianura padana. E poi andiamo verso il temperato freddo e poi il freddo e glaciale
25:18che va sui rilievi alpini e in parte anche sugli appenninici. Un'altra classificazione
25:23interessante, per alcuni lavori io l'ho utilizzata anche questa. Io tutte queste cose le ho utilizzate
25:29per fare esorazioni viticole, ecco per cui devo dire che in un inquadramento generale l'ho sempre
25:33fatto utilizzando queste tipologie di classificazioni. Un'altra è quella del professor Rosini,
25:38è stato un mio amico, era un fisico molto di grande valore, aveva lavorato in gioventù
25:48con la scuola di Via Penisperna, quindi qui a Roma, il grande fisico italiano. Dopodiché
25:53si ero dedicato alla meteorologia, era stato capo del servizio meteorologico dell'aeronautica
25:58e ha diretto per tanti anni l'ufficio centrale di ecologia agraria, per cui si è occupato
26:04di fisica dell'atmosfera applicata all'agronomia. Si è occupato molto di difesa antigrandine per
26:10esempio, o di analisi anche di tipo agroclimatico su diversi ambiti territoriali. La classificazione
26:16a 10 zone di Rosini è interessante perché si basa su un approccio climatologico dinamico,
26:22cosa vuol dire? Vuol dire che in base a come le masse d'aria si muovono il clima sarà diverso.
26:28L'abbiamo visto prima per il settore adriatico, per esempio, che è qui indicato come 5. Medio
26:34e alto adriatico il 5. Alto adriatico, scusate, non lo indica. Questo è un ambito che riceve
26:39aria fredda e quindi è diverso rispetto al 6, che invece è il tirreno centrale, che è un settore
26:45invece che beneficia maggiormente degli apporti da ovest, quindi è più mite. Ma vedete, la climatologia
26:51dinamica si coglie in questa cosa, nel fatto che lo spartiaco alpino fa da divisore tra
26:57l'ambito tirrenico e quello adriatico. Nel caso della pinna, vedete, non c'era una divisione
27:03basata sugli spartiacque, qui invece diventa cruciale. Ecco, questo è quello per cui la
27:11classificazione in Dona di Rosini ha la peculiarità, diciamo, di questa classificazione. Altra
27:16classificazione su cui mi sento di farvi riflettere, che utilizzo appunto per scopi
27:23professionali, è la classificazione fitoclimatica di Pavari. Pavari era un forestale, ebbe poi
27:28un amico che si chiamava De Filippis, che scrisse questo testo scientifico, diciamo, che riportava
27:35la classificazione, non lo conosciamo attraverso De Filippis. Questa classificazione si basa
27:40sulla vegetazione, in sostanza. Si usano le specie arboree come indicatore e allora indichiamo
27:46il lauretto un caldo, che sostanzialmente è la zona mediterranea più calda, è quella
27:50azzurra, poi il lauretto un medio freddo, e il lauretto un freddo praticamente lo trovate,
27:56vedete anche lungo, sui grandi laghi prealpini, lo notate qui in alto, vedete le zone rosa
28:02vicino ai laghi. Ecco, questa è la zona, il limite della cultura dell'olivo, ecco, questa
28:07è la definizione. Poi andiamo al Castaneto, Castaneto nella zona gialla, fate conto, arriva
28:12da noi fino a 700-750 metri d'altezza di quota, 800. Oltre c'è il Fagetum, il Fagetum
28:20è una, ovviamente la dominante è il Fagio, nel Castaneto nel Castagno, il Fagetum va dai
28:26700-800 fino ai 1100-1200 metri, sopra il Picetum, quindi la zona delle conifere alpine.
28:33Ecco, questo ve lo descrive e in questa tabella sono riportate anche alcune caratteristiche,
28:38Pempelaureta un freddo maggiore di 13 gradi, Castaneto un tra 10 e 13 e così via, e poi
28:44vedete la ripartizione altitudinale.
28:49Questo punto è un altro elemento che sottopongo al vostro attenzione, in quanto è interessante
28:54per le nostre riflessioni, è il discorso dei regimi termopluviometrici. Cosa intendiamo
29:00per il regime termopluviometrico? In genere intendiamo in climatologia come le precipitazioni
29:05e le temperature si ripartiscono su diversi mesi dell'anno. A questo punto quindi si ragiona
29:13di temperature medie mensili, si ragiona di precipitazioni medie mensili. Ecco, vediamo
29:19un attimo allora due estremi. Vi ho messo qui due, facciamo sempre riferimento all'areale
29:25di Köppel, la classificazione di Köppel, climi mediterranei in verde chiaro, climi intermedi o
29:32comunque oceanici, verde scuro. A questo punto vediamo la differenza tra Pantelleria, questa
29:38è la distribuzione delle piogge su Pantelleria, da 1 a 12, quindi da gennaio a dicembre. Siamo
29:43in un clima che si chiama CSA, quindi clima mediterraneo classico, siamo nel pieno del clima
29:48mediterraneo. Vedete che d'estate non piove, quindi se qualcuno vi dirà che nel Mediterraneo
29:55d'estate pioverà sempre meno, per effetto del cambiamento climatico, ditegli che già adesso
29:59non piove, ecco, quindi perché il Mediterraneo ha questa caratteristica, ecco, che nel suo
30:03cuore d'estate veramente le perturbazioni è raro che entrino e quindi le precipitazioni
30:08sono veramente ridotte al lumicino tra giugno ed agosto. Nella norma, perché poi ci sono
30:14anche le anomalie che ogni tanto accadono. Questo invece è Reims. Reims è il cuore della
30:20zona dello Champagne. Vedete che il massimo precipitativo è estivo, quindi abbiamo tra maggio e agosto.
30:29Il CFB, ecco, questa è la zona. Quindi vedete le differenze tra un oceanico, flusso oceanico,
30:37le correnti atlantiche corrono soprattutto nel periodo, diciamo così, estivo e quindi
30:43portano molta pioggia. Ecco che questo lo si verifica anche per altre culture. Io insegno
30:48agronomia e coltivazione erbace, quindi mi rendo conto che il frumento, per esempio, se vuoi fare
30:52frumento la zona più adatta per fare grandi produzioni, è la zona di Reims, proprio perché
30:57hai questa piovosità estiva che ti consente di avere varietà di frumento che maturano
31:03ad agosto e quindi sfruttano tantissimo la radiazione. Da noi invece a maggio si raccoglie
31:08il frumento al sud, per esempio, e a giugno al nord. È chiaro che abbiamo dei limiti produttivi
31:13legati anche a questo. Sulla viticoltura certamente facciamo grandi qualità sia a Reims che anche
31:20a Pantelleria, con caratteri totalmente diversi, ovviamente, pensate solo alle problematiche
31:25di difesa fitosanitaria, ecco come sono diverse nei due ambienti. Questi sono altri regimi
31:31pluviometrici europei. Vediamo qui un regime tipicamente, anche qui, un regime appunto CFB,
31:37quindi con il massimo pluviometrico estivo, Graz, piuttosto che Andresio, che è nella Francia,
31:42centrale, e qui vediamo anche qui il massimo estivo, e qui vediamo invece un ambiente appunto
31:49Genova che è mediterraneo, quindi ha un minimo, vedete, estivo, non così spiccato come quello
31:55ovviamente di Pantelleria, però a luglio c'è il minimo pluviometrico a Genova. Prendiamo
32:00una stazione per esempio del Bresciano, Erbusco, vedete che abbiamo, siamo in Franciacorta,
32:05o scusate, vedete che abbiamo un massimo primaverile, un minimo estivo, un massimo autunnale. Ecco,
32:17questa è la, attenzione, è un minimo invernale, il minimo invernale e il minimo estivo. Vedete che il minimo invernale
32:25domina su quale estivo? Il minimo invernale è sintomo di oceanicità, è segnale oceanico, è uguale a quello di Parigi,
32:35per intendi, cioè di Graz, dove è minimo d'inverno. Il minimo estivo è segnale di mediterraneità, ed è un
32:42pochino
32:42più alto però la pioggia in estate rispetto a quella che si verifica a febbraio, quindi col minimo invernale.
32:48Questo vi dice che Erbusco è soggetto a due influenze, l'influenza dell'Europa centrale, da un lato,
32:54l'influenza del Mediterraneo dall'altro. Ecco che allora questo era un pochino, descriveva questo tipo
33:01di discorso, questa tabella che salto perché l'ho già presentata. A questo punto io per presentare
33:08questi dati di solito utilizzo un climogramma. Cos'è un climogramma? È una particolare modalità di presentazione
33:17che mette di solito insieme due o più variabili. In questo caso mettiamo insieme le temperature e sono
33:23questa linea rossa e le precipitazioni che sono la linea azzurra. Allora, in questo caso ho messo
33:30Grevenchianti, centro Italia, Boghera, nord, Palermo, sud. Allora, questo climogramma si chiama
33:38climogramma di Bagnul e Gossen. Questi ricercatori hanno messo sostanzialmente, è un diagramma,
33:47creato un diagramma in cui le temperature, le vedete qui, vanno da 0 a 50 e sono la metà
33:55delle piogge, cioè quindi 100 mm di pioggia corrisponde a 50 di temperatura, un valore che
34:00non si raggiunge mai come temperatura media mensili, ecco chiaramente. Però ecco a questo
34:08punto è sempre il doppio, uno è il doppio dell'altro. Ecco cosa vediamo da questo diagramma
34:13mettendo insieme la curva delle piogge, delle temperature, vediamo che ci sono dei momenti
34:19dell'anno in cui le temperature vanno sopra le piogge. Lo vedete qui per esempio a luglio a
34:25a Boghera, sempre a luglio e sempre a luglio a Grevenchianti e ad agosto praticamente siamo uguali, siamo
34:40al passaggio, quindi quest'area qui con i pallini rossi indica la siccità estiva, è un indicatore
34:47empirico del livello di siccità estiva. Piccolo piccolo su Boghera, però c'è nell'anno medio ovviamente, un pochino più
34:55grande su Grevenchianti, molto più grande su Palermo. Ecco su Palermo effettivamente
35:00avete che le piogge stanno sotto le temperature da maggio fino a settembre. Ecco che
35:06allora questo è un climogramma che si può fare benissimo con un qualsiasi foglio
35:10excel, basta mettere, imporre, selezionare la modalità in cui si lavora con l'asse
35:17primario e l'asse secondario. Io lo faccio correntemente con un utility che sta in R, R è un
35:24linguaggio di programmazione che ha dentro una utility che si chiama Climatol e che ti
35:29consente tra le varie cose di fare questi diagrammi, questo è ottenuto con Climatol per esempio.
35:33Questo diagramma ti dice anche altre cose, ti dice anche i mesi in cui c'è rischio di gelato, in
35:37cui le
35:37minime assolute sono sotto lo zero e queste barrette azzurre che vedete alla base.
35:42A Grevenchianti per esempio da gennaio ad aprile, a Voghera da gennaio a marzo e poi dicembre,
35:50Grevenchianti novembre e dicembre anche e poi Palermo solo gennaio, febbraio, marzo c'è rischio di
35:55temperature sotto lo zero, dicembre no. Climatologia applicata alle indagini vocazionali, questo diciamo
36:04quello per cui poi serve in viticoltura è il fatto dell'interpretare, cercare di capire un territorio.
36:11Ecco, allora ecco l'indagine vocazionale in viticoltura, io a mio carico diciamo, tra i miei peccati ci sono
36:21tantissime azonazioni e questa è un po' la cosa per cui ho lavorato tanto in questo settore, me ne sono
36:26occupato molto anche con carissimi colleghi ecco che con cui ho molto lavorato, perché è bello
36:32lavorare in equip, perché come dicevo prima la climatologia è una scienza interdisciplinare e a maggior
36:37ragione la climatologia fatta in agricoltura interdisciplinare ancora di più, perché ancora
36:42di più? Perché devi occuparti anche del suolo, il suolo del serbatoio per l'acqua, a questo punto è
36:47chiaro che tu non sei totalizzante, occorre anche un pedologo per esempio, allora spesso lavoro con
36:53colleghi pedologi su queste cose, piuttosto che colleghi che si occupano più direttamente
36:57degli aspetti enologici, allora ecco anche l'enologo che mi trovo come collaboratore, sono occasioni
37:03di arricchimento, ecco perché come topi di biblioteca anche chi non si occupa di queste
37:08cose alla fine finisce per capirne qualcosa. Detto questo, qual è il punto a cui nel mio
37:18stato attuale di ignoranza sono giunto? Sono giunto nella mia riflessione a un'idea di questo
37:24genere, che esiste una vocazionalità di un territorio che tu puoi definire utilizzando per esempio i 30 anni
37:30di dati meteorologici e poi anche i dati del suolo e poi anche i dati idrologici, quindi il contenuto
37:36idrico del terreno. Tutto questo lo puoi ricavare con modelli particolari, arrivi a definire, inquadrare
37:42la tua vocazionalità media, media ma anche estrema perché puoi considerare anche la variabilità
37:49nelle temperature, nelle piogge eccetera. Dopodiché una volta che tu hai fatto la tua ingiardina
37:54vocazionale, arriva l'anno 2022 dove non piove, piove pochissimo, nel nord Italia, mi riferisco
38:02al nord Italia in questo caso e a questo punto le carte vengono scompigliate. Tu dici quella
38:06è la zona più evocata? No, col cavolo quest'anno qui non è questa, è l'altra. Allora ecco che
38:10questo tipo di ragionamento ti porta a dire che ci sono due effetti che giocano, c'è l'effetto
38:15di vocazionalità medio e poi c'è l'effetto annata. L'effetto annata fa sì che ogni anno
38:21è diverso dall'altro. Non so, un altro caso, le nostre piogge in estate sono piogge da
38:26temporale, a questo punto questi temporali si muovono sul territorio, ci sono zone dove
38:31non lasciano neanche una goccia di pioggia, zone in cui magari dove ti lasciano 50 mm.
38:35I 50 mm possono fare una differenza, fanno sì che su quei vigneti che hanno ricevuto
38:40i 50 mm lo stress idrico non si noti, nei vigneti di fianco magari si nota e come. Ecco che
38:46allora l'effetto annata diventa una chiave forte. Come lo valuto l'effetto annata?
38:51con reti di stazioni meteorologiche consultate in tempo reale e che ti dicono come sta andando.
38:58E a questo punto con l'effetto annata, sovrapposto alla tua zona azione, tu riesci a vedere come
39:07le zone omogenee si comportano di fronte ai diversi andamenti annuali che ogni anno sono
39:12diversi. Ecco questa è un po' la cosa che secondo me diventa una chiave. Allora questo dice anche
39:17a chi fa zona azione, a chi utilizza le zone azioni, a chi commissiona le zone azioni, che prima
39:22andrebbero fatte bene e poi anche pubblicate in modo che tutti gli attori, diciamo così, le abbiano
39:27a disposizione. Però poi andrebbero anche usate in tempo reale, cioè andrebbero anno per anno
39:37finalizzate. Pensiamo alla reale di conferimento di una grande cantina. Ecco, quella reale di conferimento
39:42anno per anno diverso. Tu puoi dire che certi prodotti non hanno il destino a base spumante
39:46e l'altro hanno il destino a qualcos'altro. Ecco, sono tutte cose che secondo me, ecco,
39:50questo è il mio piccolo contributo a questo mondo con cui ho operato per tanto tempo, anche
39:57se poi appunto la mia è un ambito più ampio qualunque mi muovo. Però secondo me occorre
40:02distinguere le due cose. Ecco, questa cosa ricordava un po' questo disegno, un pochino l'idea
40:10dell'effetto annata, quindi pensate alla zonazione in cui abbiamo diviso un territorio in areali
40:15omogenei, sono questi colori sostanzialmente, potenzialmente omogenei, e poi in cui l'effetto
40:20annata va, si muove e dà effetti diversi anno per anno. Ecco, questa è un po' una cosa
40:26che secondo me è importante. Altra cosa che è di grandissima importanza a fini climatologici
40:33è che l'agricoltore abbia sempre l'idea di su che suolo sta lavorando. Il su che suolo
40:38sta lavorando non significa solo fare un'analisi del terreno, ma anche aprire una trincea
40:42e andare a vedere in profondità come si comporta, quali sono gli orizzonti, cioè
40:47l'organizzazione in orizzonti del suolo. Sto parlando da pedologo in questo momento
40:51che non sono, però dico che è una cosa che è intollerabile che un viticoltore non
40:56sappia com'è il terreno sotto, anche a un metro, un metro e mezzo, perché la vita ci va
41:01e lo esplora e lì estrae nutrienti, estrae acqua e magari a un certo punto trova uno strato
41:08impermeabile o comunque uno strato compatto in cui le radici non riescono ad entrare e
41:13quindi la vita a quel punto lì soffre. Soffre perché? Non perché magari manca l'acqua,
41:18ma perché lo strato esplorato è troppo piccolo e a questo punto la pianta non può esplicare
41:22che rappiano le proprie potenzialità. Ecco, queste sono cose effettivamente importanti,
41:27come ancora altri consigli, raccogliere dati su qualità delle uve, mosti, vini e poi appunto
41:34averli archiviati, addirittura su supporti informatici, poterli utilizzare per gestire
41:41anno per anno le proprie scelte. Effettuare misure meteorologiche in azienda, installando
41:47in modo corretto gli strumenti, effettuare osservazioni fenologiche, cioè lo stato di
41:53sviluppo, quanto è iniziata la fioritura quest'anno? E l'anno scorso? E due, tre, quattro, cinque
42:01anni fa? Io di solito vedo, parlando con viticoltori, vedo che non vanno mai indietro
42:06più di uno o due anni. Ecco, sarebbe bello poter avere tutte queste serie, a partire dalle
42:11serie storiche meteorologiche. È chiaro che uno, se mette la stazione quest'anno, non la va
42:15alle serie di trent'anni fa, ma certamente può trovare dati, dati che provengono da
42:21altre stazioni che sono sul territorio, per integrare le proprie serie e quindi avere
42:26una serie storica lunga e poter dire quest'anno abbiamo avuto, qual è stato il livello
42:31di anomalia del maggio di quest'anno? Quest'anno, per esempio, al nord è stato
42:34piovosissimo il periodo che va da aprile, maggio e la prima metà di giugno. Ecco, questo
42:41ha determinato tutta una serie di conseguenze a livello fitopatologico e così via. Ecco, avere
42:45il polso di questa situazione, di quanto è stato più piovoso, ecco, rispetto alla
42:50norma. E poi, ecco, quindi fenologia, stato di sviluppo delle culture, le avversità
42:56bioteche-biotiche, prendere nota delle varie attività di campo, ma questo si chiama oggi
43:00il quaderno di campagna, lo sapete, no? Che esistono questi strumenti che sono anche
43:04richiesti per legge, che ti danno, diciamo, un'idea della... ti possono... ti consentono
43:09anche di archiviare, diciamo, in modo adeguato questi dati. Ecco, per esempio, questo è il
43:14caso di un profilo aperto da un amico e che ha... e che appunto mostra un certo... in un
43:21certo ambiente, che siamo a Montepulciano in questo caso, ecco, la... diciamo, le caratteristiche
43:27dei suoni a diverse profondità. Il... ecco, questo... ci sono tanti vantaggi in questo
43:34approccio proposto, cioè la vocazionalità media, poi l'effetto annata, ottimizzare i conferimenti
43:39le cantine, ne abbiamo già parlato, andare con... individuare varietà e portoinnesto
43:44ottimali per diverse aree, per orientare, quindi scegliere, diciamo, la scelta varietale
43:49e di portoinnesto a livello di clone, orientare l'agricoltore alle scelte strategiche, sistema
43:55di allevamento, scelta di sistemazione del suolo, penso alle... sistema di irrigazione,
44:01ci sono zone d'Italia in cui se non hai irrigazione non puoi avere una continuità
44:04produttiva, cioè dobbiamo porcere questo problema, ecco, è il fatto... non è mais, ovviamente,
44:09ovviamente, però un discorso di supporto in rigua o comunque valutazione
44:15dello stato di stress, ecco, in ogni caso. E poi ancora orientare le scelte tattiche,
44:19la potatura, potature di quelle... anche quelle verdi, ecco, per intenderci,
44:26concimazioni, trattamenti, gestione del suolo e così via. Quindi ecco, questa è un po' la logica,
44:33diciamo, a cui volevo richiamare. Sono tutte cose che ho già detto, per cui le salto,
44:39perché è zona zone come studio, la vocazione d'età media, caratteri nel modello interpretativo.
44:43Ecco, questa immagine, per esempio, ci ricorda i vertisuoli, che sono suoli che tendono,
44:48in cui le argille tendono ad aprirsi nel periodo estivo, per effetto di dissecamento,
44:52e poi d'inverno tendono a richiudersi e quindi rigenerano anche la struttura.
44:57Sono aspetti interessanti che vanno conosciuti vigneto per vigneto, ecco, tendenzialmente.
45:04Ecco, questo esempio, l'esempio che portavo, e sono gli ultimi 15 minuti della mia chiacchierata,
45:11era un caso di una zonazione che ho effettuato appunto nell'area di conferimento di una cantina
45:17dell'Oltre Po, per un periodo che va da 2011 al 2015. In questo caso, che attività ho svolto?
45:25Innanzitutto, perché lavoravo in questo caso come professionista, perché non ero ancora
45:31docente di ruolo, quindi la docente universitaria di ruolo, quindi prima cosa, recuperato le
45:37serie storiche di dati meteorologici. Quali fonti? Ce ne sono parecchie.
45:43Servizio etrografico, servizio metodo aeronautico militare, servizio agro-meteorologico nazionale,
45:48servizio meteorologico regionali, reti locali, consorzati di difesa, consorzati di tutela,
45:53eccetera, stazioni singole, aziendali no e non. Attenzione, una delle cose più delicate
45:59nel nostro lavoro è quello di ritrovare le serie storiche, perché il paese è un paese
46:04nostro, l'Italia, un po' complicato, mentre in genere nei paesi di tradizione, diciamo
46:13anche di tradizione meteorologica, antica, c'è un solo servizio meteorologico, con la rete
46:22nazionale che copre in modo omogeneo il territorio, poi ci sono ovviamente reti specializzate,
46:27ma in Italia abbiamo che ogni regione c'è la sua rete, ognuna con i propri standard,
46:32ognuna con le proprie modalità di richiesta dati, di ottenimento dei dati, è un giro del
46:38fumo veramente a volte sfibrante, ecco devo dire. Però va la pena di metterci, sì, perché
46:44i dati poi alla fine saltano fuori, anche se poi è faticoso, diciamo, trovarli.
46:50Ovviamente occorre anche un modello digitale del terreno, perché devi poi questi dati spazializzarli,
46:55cosa significa spazializzare? Ottenere da dati delle singole stazioni, avere un valore,
47:00una continuità del dato sul territorio, con un certo pixel, cioè avere, non lo so,
47:05un dato di temperatura di ogni giorno su una cellula di 50 metri. Io faccio queste operazioni
47:11giorno per giorno e poi arrivo facendo delle medie, ottenere le medie annuali o le medie
47:16sui mesi e così via. Questo è più o meno la cosa, questa è una tabella, per esempio,
47:24un esempio, un pezzettino, diciamo, di una mega tabella che ho prodotto con i dati dal 51 al 2013,
47:30per questo reale che io stavo indagando. Se non ci sono i dati, vengono sostituiti, qui ci sono
47:37tutti in questo caso, qui c'è un IDER che riporta i dati delle stazioni, un acronimo,
47:42l'altezza, l'esposizione, le coordinate e poi abbiamo, diciamo, i dati mancanti vengono
47:48ricostruiti con delle metodi geostatistici, perché quando fai girare dei modelli, poi sono
47:53queste cose, esempio un modello di bilancio idrico per sapere quando inizia lo stress idrico
47:58per la vita e a questo punto al modello non piacciono i dati mancanti e quindi lui li vuole
48:05avere tutti. Ecco, poi un'altra cosa importante è la scelta del periodo di analisi, esempio,
48:13questa è la temperatura media 51 al 2013 sul reale su cui ho lavorato, vedete che c'è
48:20sostanzialmente un periodo che va fino al 1900, primi anni 90 sostanzialmente, in cui le temperature
48:28sono intorno ai 11,5 e poi passano a 13,5 grossomodo, ecco c'è una sorta di gradino, di
48:39un paio
48:39di gradi, ecco noi per tenere conto di cui, mentre le precipitazioni sono molto più stazionali, è una
48:45grandissima variabilità interanuale, però una complessiva stazionalità, c'è un lievissimo tra il
48:50negativo che però non è statisticamente significativo. Allora, per tenere conto di questo gradino nelle
48:56temperature abbiamo deciso di operare sul periodo 89-2013, sono 15 anni, scusate, sono 89-98-2008-2013,
49:10sono 25 anni, scusate, non è proprio un trentennio, però è coerente rispetto al fatto che qui c'è stato
49:16un cambiamento climatico e c'è stato sostanzialmente negli anni, intorno agli anni, fino agli anni 80,
49:21intorno a metà, fine agli anni 80. Ecco, vedete che qui incominciamo ad applicare cose che abbiamo
49:27espresso in premessa, il cambiamento climatico, un cambiamento significativo in una variabile.
49:33Io qui non ho amministrato la procedura statistica, ma l'individuazione dell'anno è fatta con una
49:38procedura specifica apposita, si chiama test di Bayer-Perron, c'è un altro che è test di Petit, per esempio,
49:44però sono procedure statistiche che ti consentono di dire il periodo omogenee e quando c'è stato il
49:49cambiamento. Questo è l'inquadramento con il diagramma di Bagnolo e Gosseno, è un CFA di Köppen e Geiger,
49:58climogramma di Bagnolo e Gosseno con regime pluviometrico a massimo principale autunnale,
50:02secondario estivo, minimo principale estivo, secondario invernale, il secondoario, il fatto che il principale
50:08minimo sia estivo dimostra che siamo più vicini a Genova e quindi questo è il segnale mediterraneo,
50:14vedete, che prevale. Lieve se città estivo a luglio.
50:20Queste sono gli areali, questa è l'areale con l'uso del suolo in cui c'è seminativo, c'è
50:26vigneto che è
50:27abbastanza rilevante, eccetera. L'altimetria, la clività, l'esposizione, la temperatura mediana, questo è già un
50:35prodotto, diciamo, della mia attività. Ecco, vedete, è stata ottenuta facendo analisi giorno per giorno e poi
50:44assommando il tutto per ottenere quindi degli analisi a livello annuale piuttosto che mensile o stagionale.
50:50Vedete l'effetto dell'esposizione? Questo è topoclima, qui c'è tutta un'area che è a temperature più elevate
50:58perché è esposta a sud, lo vedete bene, piuttosto che il fondo valle che invece è un altro tipo di
51:04elementi, cioè è intermedia tra il nord, che è l'azzurro, e le esposizioni che vanno verso nord e quelle
51:11che vanno
51:11verso sud, che vanno a rosso. Il giallo, diciamo, è un intermedio. Qui anche, attenzione, qui nasce anche un'altra
51:19riflessione. Noi non possiamo pensare di fare una zonazione in cui mettiamo i confini come, cioè
51:28tutta una fascia viene definita in modo in modo rigoroso con delle linee di confine ben precise.
51:34Qui abbiamo una cosa a macchie di leopardo, ogni collina, ogni area a recominare ha un'esposizione
51:40sud in una certa zona e un'altra che guarda nord. Ecco che allora dovremmo pensare di fare zonazioni,
51:46abbiamo pensato, abbiamo fatto una zonazione che tiene conto di tutti questi aspetti, senza l'idea
51:52appunto di tirare delle linee di confine ben precise e definite, che non è possibile in queste condizioni.
51:58Questa è un'orografia penninica classica che poi affligge, affligge, scusate, beneficia, è la caratteristica
52:05di gran parte nel nostro territorio nazionale, quindi la penisola. Qui vediamo anche l'indice di Yuglen,
52:13qui ve l'ho fatto, scala un pochino, si vede un pochino meno, meno bene, ma il pixel è sempre
52:17lo stesso,
52:1850 per 50 metri, ogni cella da 50 per 50 ha un suo valore, quindi sono quattro celle per ettaro.
52:28Qui è l'esaurimento, ecco questo è interessante perché il discorso dell'esaurimento della riserva
52:32facilmente utilizzabile, giorno dell'anno. Cosa vuol dire questo? Che più i soli sono superficiali,
52:38più hanno riserva ridotta, più abbiamo effetti di stress anticipati. Il giorno dell'anno va da 180,
52:46che è il 30 giugno, al 210, che sarà il 30 luglio e così via. Ecco, quindi qui si possono
52:54accogliere
52:54alcune differenze legate proprio alla riserva idrica, all'esaurimento della riserva idrica facilmente utilizzabile,
53:03che cosa significa? Significa che la pianta, quando esaurita con la riserva, la pianta di vite fa,
53:09per estrarre acqua subisce uno stress e quindi ecco non è un'estrare, c'è ancora acqua utile per la
53:14pianta,
53:15però un'acqua che non viene acquisita a prezzo di uno stress, ecco questa è la cosa importante da considerare.
53:22E questo tipo di valutazione è all'incrocio tra, diciamo così, l'atmosfera, perché l'atmosfera porta la pioggia,
53:33l'atmosfera impone l'evapotraspirazione, più è caldo, più c'è vento, più c'è sole e più sarà quantità
53:40evapotraspirata,
53:41e quindi consumata dalla pianta, e il suolo che ha un certo serbatoio, che è legato proprio alle sue caratteristiche.
53:49Ecco allora, alla fine si arriva a un modello interpretativo, che considera risorse termiche, risorse radiative,
53:56stress idrico e termico, stress idrico appunto, stress d'accesso termico, scusate,
54:06e poi la facilità di virenaccio, la qualità delle raggille, i caratteri calcareo-marnosi,
54:14queste sono proprio caratteristiche prettamente pedologiche.
54:20Un metodo d'analisi basato su curve di risposta, su cui non mi addentrerò per motivi di tempo,
54:26comunque c'è disponibilità se qualcuno avesse necessità anche a fornire materiali,
54:30perché sono cose che sono state poi anche pubblicate, queste,
54:33e il tutto per arrivare a definire una vocazionalità per cultivare precoce base spumante,
54:41medio-precoce, medie, medio-tardive, tardive, con carte di questo tipo.
54:46Questo per esempio è la vocazionalità per cultivare precoce base spumante,
54:51vedete che le zone più vocate sono quelle in rosso, che hanno un punteggio di vocazionalità
54:56superiore a due, intermedie sono le gialle, le verdi sono le meno vocate,
55:01e questo per cultivare tardive, sono proprio all'opposto, vedete che la zona più vocata
55:05per il base spumante, che poi sono le zone anche più elevate da un punto di vista di quota,
55:10quindi con temperature più fresche, per intenderci, tendono a essere meno vocate per i rossi.
55:16Con questo ho cercato di darvi un pochino il polso di quello che significa fare climatologia,
55:24ma farla anche a livello operativo nell'ambito di quella che è l'attività di isolazione.
55:29Ogni viticoltore, secondo me, ha il dovere preciso di avere un controllo delle variabili atmosferiche
55:36sulla sua azienda, ecco, questa è un pochino la logica a cui invito un pochino tutti.
55:42Con questo vi ringrazio per avermi seguito.
55:45Con questo vi ringrazio per avermi seguito.