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00:10In questo modulo di seminari mettiamo al centro dell'attenzione la gestione del suolo, in
00:18particolare alcune tecniche innovative che in vigneto si possono adottare sia per migliorare
00:25l'aspetto nutrizionale, in particolare la sostanza organica, sia anche l'efficienza idrica.
00:34Va detto che da questo punto di vista anche la gestione del suolo ha un connotato particolarmente
00:44nuovo, perché? Perché va inserita ovviamente in un contesto di cambio climatico. I temi
00:54di oggi quindi, dopo una introduzione generale che seguirà un pochettino le linee che ho
01:01appena evidenziato, inerbimento e lavorazione, questo è un po' croce e delizia di chi si
01:09occupa di viticoltura pro e contro, dovremo poi anche cercare di affrontare in maniera
01:16più dettagliata quella che è la vera e propria progettazione di un inerbimento. Oggi si parla
01:23di inerbimenti specializzati in viticoltura e dietro questa definizione ci sono veramente
01:32tante conoscenze che devono essere implementate. Aspetto assolutamente esiziale, consumi idrici
01:41dei cotici erbosi e interazione col bilancio idrico del vigneto, tant'è che oggi noi tendiamo
01:48a parlare di bilancio idrico dell'ecosistema vigneto, più che del vigneto in sé e poi
01:55anche alcune novità che riguardano possibili tecniche di gestione del suolo a vigneto che
02:04stanno diciamo avendo una ottima verifica sperimentale e che sono già in una fase molto
02:14avanzata di applicazione. Questa è una diapositiva direi abbastanza famosa che circola un po' su
02:25tantissimi siti e che ci riassume quelle che sono le funzioni del suolo. Non è evidentemente il caso di
02:35andarle a elencare o a commentare singolarmente ma certamente questa ruota ci fa capire la complessitÃ
02:45del sistema suolo e rende anche diciamo minimamente giustizia alla sfera suolo perché credo che si possa
02:54dire che in viticoltura poi in maniera così tradizionale la parte, la sfera suolo è forse stata un pochettino
03:03trascurata in passato rispetto a quella che è invece la tematica relativa alla chioma e per certi aspetti
03:12richiama temi che sono straordinariamente noti e dibattuti ma l'impatto anche ambientale della nuova
03:20agricoltura ci pone il suolo oggi in una posizione probabilmente addirittura di preminenza rispetto ad altri
03:28argomenti. Un buon punto di partenza è essenzialmente questo, quattro immagini che in senso orario
03:41identificano una lavorazione, un diserbo, in questo caso è chiaro che è stato fatto un disseccante sotto la fila,
03:49un inerbimento che può essere evidentemente fatto in molteplici maniere poi dopo le andremo a vedere e
03:59invece poi anche un elemento di pacciamatura in questo caso pacciamatura plastica lungo la fila in un vigneto di uva
04:07da tavola.
04:08Allora perché parto con questa diapositiva? Parto con questa diapositiva perché ancora oggi noi in vigna
04:17essenzialmente il suolo lo gestiamo andando a combinare alcune di queste soluzioni.
04:27Difficilmente la gestione del suolo a vigneto è costituita da una sola di queste,
04:33forse direi che il caso che si applica ancora in una certa maniera è quella della lavorazione totale,
04:41però per esempio una delle combinazioni più adottate è quella di inerbire tra le file e di gestire il sottofila
04:50o con una lavorazione o con un diserbo o con la pacciamatura. Ecco quindi diciamo che ci si rifÃ
04:56normalmente ad una combinazione di almeno due di queste quattro tecniche. Ecco, esemplificando,
05:08questa è una diciamo vecchio lavoro pubblicato tanti anni fa, un'esperienza condotta in questo caso
05:19nel Fantino in Romagna su un impianto a GDC in cui si voleva andare a confrontare cinque diverse tecniche
05:30di gestione del suolo che andavano dai due estremi opposti che sarebbero il tutto inerbito in basso a destra
05:39e il tutto lavorato in alto a sinistra e poi c'erano anche tre tesi intermedie, cioè tre tesi in
05:47cui
05:47l'interfilare era inerbito, in questo caso non era un inerbimento spontaneo, ma era un inerbimento seminato,
05:56quindi artificiale, mentre sotto la fila a seconda delle varie tesi si adottava o pacciamatura plastica
06:03o diserbo o lavorazione. Allora, ahimè, nel momento in cui noi andiamo a definire come nostro obiettivo,
06:16come nostro punto di arrivo il bilancio idrico dell'ecosistema vigneto, ecco questa è un'immagine
06:23che sintetizza a mio avviso molto bene quello che è un po' il sistema complesso di relazioni idriche
06:32suolo, pianta, atmosfera. In realtà è un'immagine che ci dà contezza della direzione, delle voci di input
06:44e di output che possono intervenire in questo bilancio. È del tutto evidente che la cosiddetta evapotraspirazione
06:55evapotraspirazione. Evapotraspirazione significa acqua perduta dal suolo direttamente o perduta
07:00dalla pianta, rappresenta la quota principale di consumo idrico all'interno di un vigneto.
07:11La gestione del suolo nel vigneto dovrebbe avere oggi un connotato un po' più ampio rispetto a quello
07:21che si è sempre un po' evidenziato in passato, molte volte la presenza del cotico veniva messa
07:30in funzione in maniera abbastanza semplicistica col fatto che avendo l'erba in vigna ho maggiore
07:37portanza, posso entrare con una macchina operatrice, posso fare un trattamento, viceversa se lavoro
07:43non lo posso fare, tutte cose verissime, però cambiare la gestione del suolo nel vigneto
07:52significa molto di più. Significa andare a incidere su questi quattro gruppi di fattori,
07:59l'equilibrio vegeto produttivo, basta pensare semplicemente all'impatto che ci può essere
08:06in termini di contenuti in sostanza organica del suolo, così come è importantissimo l'interazione
08:14che esiste tra gestione del suolo e nutrizione idrico minerale della vita, impatto sull'ambiente
08:22circostante, l'impatto sull'erosione è di straordinaria rilevanza, così come tutto il tema che riguarda
08:31la biodiversità , quella microbica, quella vegetale, quella animale. L'incidenza che poi la tecnica
08:40ha sui costi di produzione o sulla tempestività di eseguire certe operazioni, cioè il fatto di avere
08:46maggiore o minore portanza del suolo, il fatto di avere maggiore o minore compattamento, pensiamo
08:53solamente a quanto è successo quest'anno e soprattutto l'anno scorso in primavera, quando a causa di
08:59precipitazioni particolarmente intense, molte volte la difesa non si è in qualche modo compiuta
09:10in maniera totale perché molte volte c'erano delle oggettive difficoltà di accesso al vigneto
09:16con i mezzi meccanici. E poi naturalmente l'inc, ormai direi un fatto obbligato con i fattori di
09:28cambiamento climatico, quindi in primis il tema acqua e poi chiaramente anche tutto quello che
09:36riguarda un eventuale sfasamento di fasi fenologiche.
09:41Lavorazione e inerbimento pro e contro. Direi che qui le cose sono abbastanza assodate.
09:52Le lavorazioni, lavorare il terreno, perché è un qualche cosa che tutto sommato ancora oggi piace
10:01fondamentalmente? Allora, eliminazione di malerbe, molto efficace, rottura cappellarità , eliminazione
10:08di carreggiati, interramento concimile, vedete? Facili, intuitive, appaganti, cioè io lavoro e vedo
10:16immediatamente il risultato. Dall'altro lato, soprattutto dal punto di vista fisico-chimico
10:23della struttura del terreno, per esempio la possibilità di in qualche misura compromettere la struttura
10:33del terreno, formazione di suole di lavorazione, un abbassamento della fertilità , se lavora il terreno,
10:40se il terreno ha un maggiore potenziale di ossidioriduzione, la mineralizzazione della sostanza organica
10:46avviene in maniera particolarmente rapida. E poi, insomma, tante altre aspetti non particolarmente
10:55positivi. Ecco, è chiaro che qui non credo sia necessario evidenziare il fatto che in un vigneto
11:05in cui si fa uso abbastanza estensivo di lavorazioni, qui si può apprezzare la formazione
11:12di veri e propri canali di roscellamento, vedete l'acqua tende ad infiltrarsi e a scavare
11:20e quindi portando a terra parecchie tonnellate addirittura del suolo. La portanza del suolo
11:28regola la tempestività di intervento. In rapporto soprattutto al numero dei trattamenti
11:37antiparassitari si entra in vigneto di tante volte in un anno, possono essere 20, possono
11:44essere anche di più a seconda delle esigenze. Un conto è avere, come apprezziamo a sinistra,
11:50un filare in erbito, un interfilare in erbito, che quindi garantisce da questo punto di vista
11:56certamente un'ottima portanza e un conto è invece combinare il disastro che si può
12:01apprezzare nel riquadro di destra, dove evidentemente l'entrare in vigna con una macchina pesante
12:08o una vendemmiatrice in quelle condizioni apporta chiaramente una serie di guai che sono notevolissimi.
12:17Sarebbero tanti i dati disponibili per dimostrare un effetto macroscopico, qui vedete una tabella
12:27se volete relativamente complicata che però va in qualche misura a confrontare due tecniche,
12:34quella che è denominata qui CT, che è il conventional tillage, quindi la lavorazione convenzionale,
12:42oppure GC che sta per grass cover, quindi un inerbimento. Allora se voi andate a vedere
12:48alcuni parametri che si riferiscono alla quantità di runoff, cioè di ruscellamento, al coefficiente
12:57di ruscellamento e alla resa del sedimento, vedete naturalmente che c'è un effetto drammatico
13:06di contenimento del sedimento eroso nel momento in cui si va ad inerbire rispetto ad un terreno
13:13che è parzialmente lavorato, completamente lavorato. Direi che tutto sommato il colore di queste
13:20soluzioni di sgrondo, di questi mini substrati di cui uno è inerbito, uno è parzialmente pacciamato
13:29e parzialmente lavorato e uno è lavorato, parlano da sole, non c'è bisogno di andare
13:35a trovare giustificazioni numeriche. Dall'altro lato abbiamo l'inerbimento del vigneto, ma l'inerbimento
13:43del vigneto ha una serie di vantaggi che sono ormai incontestabili, che sono quelli che sono
13:52elencati all'interno del riquadro in verde, però attenzione, vedete il numero dei vantaggi
14:00è decisamente superiore rispetto ai potenziali svantaggi, ma i potenziali svantaggi che sono
14:09essenzialmente competizione idrico-nutrizionale che a sua volta può causare minore produttivitÃ
14:17possono pesare tanto, quindi è chiaro che l'obiettivo in questo caso è un pochettino
14:26andare a mediare, cercando in un certo senso di portarsi a casa il maggior numero di effetti
14:35positivi limitando gli aspetti di competizione. Questo è un dato che in realtà doveva seguire
14:42la diapositiva precedente dove, come vedete, stime della quantità di terreno eroso in un
14:50inerbito rispetto a un lavorato, i numeri non hanno bisogno di essere commentati, mentre quello
14:57che ha bisogno di essere commentato è che quando noi parliamo genericamente di inerbimento,
15:04noi siamo all'interno di un universo che ha tante possibili declinazioni, infatti l'inerbimento
15:14può variare ad esempio in funzione di che cosa? Della composizione floristica, io posso
15:21avere un inerbimento spontaneo, il che significa terra a terra lasciare crescere l'erba nativa
15:29e andare eventualmente a controllarla con alcuni sfalci, oppure sono io che vado a seminare
15:37appositamente un inerbimento cosiddetto artificiale. La variabilità dell'inerbimento la si può
15:45valutare anche nel tempo, nel senso che l'inerbimento può essere permanente, cioè durare per tutto
15:53l'anno oppure solo temporanea. Caso emblematico è quello relativo alla tecnica nota come sovescio,
16:02dove normalmente si opera una semina autunno-vernina di un inerbimento interfilare che viene poi lasciato
16:11crescere rapidamente in primavera, poi quando giunge alla cosiddetta altezza idonea allo sfalcio si adotta
16:21alla cosiddetta terminazione, ovvero l'erba viene sfalciata, inizialmente lasciata poi in situ per almeno
16:29un paio di giorni e poi interrata a mo' di sovescio classico. Ma poi c'è anche l'inerbimento che
16:38varia
16:38nello spazio, che può essere quindi totale o parziale. Totale quando tutta la superficie del vigneto
16:45presenta cotico, parziale quando normalmente, almeno stragrande maggioranza dei casi, l'inerbimento
16:55è limitato tra le file e sotto la fila si adotta una soluzione diversa. La sostanza organica è ovviamente
17:06l'insieme del materiale animale e vegetale contenuto nel suolo, vedete il residuo animali e vegetali
17:14ne costituiscono dal 25 al 35%, l'humus 60-70%, sono cose abbastanza note e qui c'è un, se
17:26volete, un excursus
17:27sul quale io per la verità vado molto rapido, che vi richiama i fattori che influenzano l'accumulo
17:35della sostanza organica nel suolo. Noi abbiamo in generale nel nostro paese una carenza abbastanza
17:49cronica, specialmente in alcune regioni, per esempio in regione Emilia Romagna, zone soprattutto
17:53culinari, spesso la sostanza organica è deficitaria e qui sono un po' riassunte le principali interazioni
18:02col clima, con la tessitura, con le lavorazioni, con il tipo di inerbimento ed è tutto evidente per esempio
18:09che a seconda della composizione floristica del sovescio, della coltura da sovescio che vado ad impiantare
18:18io potrò avere un maggiore o minore impatto su quello che è l'aspetto sia di accumulo di sostanza organica
18:26ma anche di alcuni elementi particolari, in particolare l'azoto. Il ruolo della sostanza organica poi ha evidentemente
18:40degli aspetti che sono estremamente trasversali perché non c'è dubbio che sia una importante
18:49fonte di elementi minerali, ivi includendo azoto, fosforo, potassio e magnesio, vedete quelle correlazioni
18:57positive dove in asse X c'è sempre il contenuto di sostanza organica nel suolo, variabile più o meno
19:05da un 1 a un 3% e sono in ordinata i vari elementi nutritivi, azoto, childal oppure potassio assimilabile
19:15eccetera. Agisce da agente chelante favorendo la mobilizzazione dei microelementi ed è ovviamente importante
19:25perché soprattutto in terreni che hanno molto scheletro aumenta quella che è la microporosità del suolo
19:33e la capacità di ritenzione idrica del terreno stesso. Ecco però rimane sempre questo lato scuro
19:43di come la presenza di un inerbimento possa in realtà incidere in maniera più o meno negativa con che cosa?
19:54Con la vigoria della vite e con la qualità del prodotto. Allora in questo caso mi pare particolarmente utile
20:02questa diapositiva che elencando una serie di modalità di gestione del suolo, a partire da che cosa?
20:10Da un inerbimento totale permanente. È chiaro che l'inerbimento totale permanente è quello che
20:18rappresenta il massimo della competizione possibile e via via quindi secondo, come vedete qui a sinistra,
20:25secondo una scala di competizione che va a decrescere e abbiamo però dalla parte opposta ovviamente
20:32un aspetto relativo all'erosione che invece va ad aumentare. Ecco allora, qual è il punto di equilibrio?
20:43Qual è di queste gestioni del suolo quella che riesce a conciliare il contenimento erosivo
20:49con anche una competizione che sia diciamo discretamente accettabile, sopportabile.
20:59Lavori recenti, abbiamo lavorato, stiamo lavorando molto intensamente sia con progetti della regione
21:05sia con progetti finanziati dalla comunità europea, in particolare due progetti LIFE, di cui uno appena terminato.
21:15Abbiamo lavorato moltissimo su quella che è il rapporto tra l'effetto competitivo teorico esercitato dal Prato
21:24e la risposta della vite. Qui per esempio, vedete, molto interessante a mio avviso questo grafico,
21:33traducendo molto rapidamente, in asse delle X è riportato, fate conto rispetto alla distanza disponibile
21:42in un'interfila, la quantità di suolo che è coperta da inerbimento, quindi valore zero, terreno totalmente elaborato,
21:52valore molto alto, terreno quasi totalmente inerbito. Vedete che c'è evidentemente, da questo punto di vista,
22:01una correlazione negativa, quindi man mano che aumenta la quota di terreno coperto dall'erba,
22:09si riduce in particolare la vigoria e infatti vedete che il parametro più sensibile è esattamente questo,
22:17ovvero il peso di potatura misurato sulle viti al momento della potatura invernale,
22:25per cui noi sappiamo che esiste una causalità diretta tra questi due elementi.
22:32Consumi idrici del cotico erboso e interazioni col bilancio idrico dell'ecosistema vigneto,
22:38estremamente importante, perché come faccio a progettare un cotico se non ho un'idea,
22:48non dico precisissima, ma piuttosto circostanziata, per esempio dei consumi idrici di un cotico erboso.
22:57Questa è un'immagine di un vigneto allevato a GDC, in cui sotto la fila c'è probabilmente una zona
23:05diserbata,
23:06tra le file un inerdimento, in questo caso artificiale. Qual è il consumo idrico del cotico,
23:12prima e dopo un eventuale sfalcio? Qual è quello di un terreno nudo?
23:18Allora, intanto buone notizie, nel senso che oggi, in maniera molto più semplice rispetto a anche pochi anni fa,
23:29abbiamo la strumentazione utile per fare misure di traspirazione di una porzione di suolo,
23:39ovvero io ho una determinata porzione di suolo che può essere o lavorata, o inerbita, o diserbata,
23:48con questi sistemi. In particolare ci tengo a menzionare questo sistema sulla destra,
23:56che è una camera per la misura della traspirazione dei cotici erbosi e dei terreni in generale,
24:04che abbiamo costruito, grazie anche al contributo del dottor Magnanini, e che è stata brevettata,
24:13quindi siamo oggi in attesa anche della commercializzazione, e quella cameretta lì è in grado,
24:21in due minuti netti, di darci una valutazione precisa della quantità di acqua che viene traspirata
24:31da una superficie nota di suolo, inerbito o non inerbito. Ed ecco allora che noi abbiamo anche
24:40da lavori già fatti, è del tutto evidente che se io volessi rispondere alla seguente domanda,
24:49ma quando sfalcio, in che misura vado a ridurre il consumo idrico? Perché è del tutto evidente
24:56che sfalciando riduco la superficie erbosa intercettante e mi aspetto un decremento di
25:04traspirazione. Allora vedete in questo grafico, sull'asse delle X è la quantità di massa secca
25:11sfalciata, quindi voi sfalciate, la lasciate essiccare, la pesate, mentre in asse del Y è di quanto
25:20si è ridotta l'evapotraspirazione dopo lo sfalcio. E vedete non è proprio una retta,
25:28è una curva esponenziale, il che vuol dire che per poter incidere in maniera significativa
25:36la quantità di biomassa da asportare deve essere, in questo caso direi superiore almeno
25:43ai 250 grammi di massa secca. Poi grazie appunto a questo strumento che vi ho appena
25:53presentato, noi abbiamo anche fatto misure, dati recentissimamente pubblicati, per esempio
26:02abbiamo valutato 15 diverse specie da inerbimento, 5 leguminose, 5 graminacee e 5 specie cosiddette
26:13soffocanti o striscianti, queste sono per esempio dicondra, glecoma, pirosella, cioè sono
26:21delle erbette a piccola taglia che però se si riescono a insediare hanno poi un effetto
26:28veramente soffocante su tutte quante le altre, ma volevo semplicemente, come posso dire, attrarre
26:37l'attenzione sui dati, perché vedete su questo grafico di sinistra in alto è espresso il consumo
26:46idrico per unità di suolo, in questo caso vedete le misure venivano fatte su cotici in vaso, che sono
26:55quelli rappresentati in basso e i dati qui ci dicono che, guardate gli histogrammi verdi, questi sono
27:03tutte le leguminose, allora la leguminosa consumava più acqua molto semplicemente perché aveva anche
27:11un'altezza molto rilevante rispetto sia alle gravinacee che alle striscianti e quindi è chiaro che questo
27:20effetto di consumo idrico dipende essenzialmente dalla quantità di biomassa prodotta, però attenzione,
27:28una cosa straordinariamente illuminante è stata quando noi abbiamo preso gli stessi dati, ma non
27:37li abbiamo più espressi per unità di suolo, ma li abbiamo espressi per unità di superficie fogliare
27:46asportata con lo sfalcio, cioè in poche parole, cosa vuol dire asportare un metro quadrato di leguminose,
27:55un metro quadrato di gravinacee, un metro quadrato di striscianti, chi è che ha in realtà il consumo
28:01idrico maggiore? E voi vedete che in una maniera se volete sorprendente, ma neanche tanto, una volta
28:09che noi mettiamo tutto in pari, cioè una volta che noi esprimiamo il tutto per unità di metro quadrato
28:17di superficie esportata, sono le graminacee, quelle in arancio che hanno un consumo idrico a paritÃ
28:26di crescita, ripeto, decisamente superiore. Altri dati di letteratura preziosissimi, in qualche misura
28:37anche ancora oggi poco noti e poco utilizzati, un lavoro interessantissimo fatto in Germania nel 94,
28:46dove hanno cercato di quantificare il consumo traspiratorio a millimetri al giorno di sei specie
28:55da cotico, Medicago, Festuca rubra e poi attenzione, quattro specie, Canopodium, Circium, Malva, Taraxacom,
29:04che sono delle infestanti note. Ecco, allora volevo semplicemente riportare alla vostra attenzione questo dato,
29:13se io avessi un cotico costituito da Festuca rubra, come si può evincere dall'ultima colonna destra?
29:20La traspirazione per metro quadrato, per unità di superficie, è simile a quella della vite 071-089,
29:29vedete? Ma se io ho della malva nel mio inerbimento, la malva consuma sei volte di più e quindi noi
29:38dobbiamo assolutamente tenere conto di tutte queste cose. E allora la progettazione di un inerbimento
29:46da vigneto. Cosa serve per progettare? Intanto conoscere il proprio territorio, quindi le caratteristiche
29:56pedoclimatiche del sito. Una conoscenza, capisco che sia l'aspetto forse più complicato, sulle interazioni
30:05spaziali tra la crescita delle radici della vita e la crescita delle radici del cotico, cioè io nel mio
30:13vigneto so dove sono mediamente collocate le radici della vita e dove sono quelle delle erbe?
30:20Punto interrogativo. Ovvio i tratti botanici delle essenze da impiegare e poi io ho un target di carattere
30:31qualitativo. Può essere un target che prende la quantità di uva come fattore imprescindibile e quindi che non vuole
30:43eccedere certi valori oppure è una viticoltura di tipo diverso che tollera quantitativi maggiori perché ha anche
30:54delle caratteristiche compositive da raggiungere diverse.
31:00Grae minacee, ecco, sinceramente cose piuttosto note, però molto molto interessante vedere in questo caso
31:12vedete un possibile sviluppo di apparato radicale. Questo è l'apparato radicale che è stato quantificato
31:21su prove in vaso, quindi erano cresciute in vaso, ma guardate che differenze che vi sono in termini di densità ,
31:29ramificazione, profondità all'interno di gra minacee. E guardate anche, voglio dire, caratteristiche di diversificazione
31:40all'interno, per esempio, di un determinato tipo di trifolium. Guardate il repens, guardate l'incarnatum e con tutto
31:50quello che li va in qualche modo a evidenziare. Ricordiamoci che c'è grande flessibilità nella possibile
32:01composizione floristica di un inerbimento da sovescio. Mediamente diciamo che forse la scelta più comune è quella
32:10di bilanciare sia la presenza di leguminose, sia la presenza di gra minacee, ciascuna delle quali ha
32:17evidentemente dei tratti nutrizionali diversi, ma in alcuni casi, per esempio, l'aggiunta di una piccola
32:25frazione di brassicacee colsa, sena per avizzone, importanti soprattutto perché queste hanno un apparato
32:32radicale fitonante e quindi sono una specie di trapani che piano piano lavorano il terreno,
32:40ne migliorano la struttura. Sapete anche che rilassino dei composti ad azione biocida, possono essere
32:47importanti per esempio nella lotta ai nematodi e hanno quindi una valenza importante da un punto di vista
32:57degli effetti sulla struttura del terreno. Anche qui la scelta può ricadere su una faceglia,
33:05la faceglia è abbastanza, la faceglia tannacecifoglia è importante perché è mellifera per esempio,
33:12è adatta a terreni marginali e poveri, il grano saraceno è per esempio tollerante all'acidità ,
33:19è una pianta nettarifera, quindi da questo punto di vista diciamo la composizione botanica
33:26che lascia tantissime scelte. Ecco però attenzione, attenzione, complessivamente nel momento in cui
33:34io vado a scegliere alla fin fine quelle che sono le specie che andranno a comporre il mio miscuglio
33:41da seminare, possibilmente in autunno, possibilmente verso la metà di ottobre, tempo permettendo,
33:48quali sono le caratteristiche che io devo prendere in considerazione per proiettarmi in un senso
33:58oppure in un altro? La velocità di insediamento è molto importante perché se abbiamo delle specie
34:07seminate a lento insediamento è del tutto evidente che poi sono a rischio di precoce inquinamento
34:16da parte delle essenze native. Importantissimo il tema della competizione, qui vi invito per esempio
34:27a vedere come all'interno delle graminacee, tutti sanno che se prendo festuca rundinacea,
34:34una festuca che ha un apparato radicale piuttosto profondo, quindi invasivo, competitivo rispetto ad una
34:43povera, dico io, festuca ovina che tutto sommato ha un apparato radicale decisamente superficiale
34:51oppure una festuca rubra, oppure una festuca rubra-rubra commutata, sono tutte poco competitive.
34:59La frequenza di taglio, è chiaro che più crescono, più spesso devono essere tagliate, quindi si deve
35:06intervenire maggiormente e poi soprattutto la persistenza. Stiamo parlando di inerbimenti che dovrebbero
35:14durare nel tempo, ecco allora che alcuni sono, per esempio esistono delle festucche ovine che hanno
35:22un portamento, una crescita particolarmente soffocante, che quando vanno da cestire lo fanno in maniera
35:33particolarmente aggressiva e quindi in questo punto di vista sono molto persistenti.
35:39e qui ogni tanto noi ricercatori andiamo anche un po' a guardare degli archivi delle vecchie
35:51ricerche e a volte si scoprono studi fatti più di 40 anni fa come questo, che in realtà ci aprono
36:00degli orizzonti che magari non avevamo considerato. Io faccio sempre vedere con grande piacere questo
36:08dato perché è estremamente illuminante. In estrema sintesi una prova di 4 anni condotta nello stato di New York,
36:19quindi siamo in una zona umida in cui c'è, vedete a sinistra un quadrante dove avete la profondità del
36:31terreno
36:32da 0 a 1 metro e poi da 0 a 1,2 è la distanza progressiva dal centro del filare,
36:39cioè ci stiamo spostando
36:40nell'interfilare. Vedete che a 0,4 metri dal centro del filare succede qualcosa e che cosa succede?
36:51Allora, in questo primo elemento qui quindi a sinistra tutto quanto il terreno era diserbato, cioè in quel caso
37:00il vigneto era gestito esclusivamente col diserbo. Quei quadratini gialli rappresentano i punti esatti in cui andando
37:10poi a scavare l'intero apparato radicale della vite, sono state ritrovate le radici della vite.
37:18Ed è una cosa assolutamente attesa che in un terreno diserbato, naturalmente che è un terreno tipicamente
37:27non disturbato, le radici della vite siano libere di crescere superficialmente. Infatti vedete che nei primi
37:36mezzo metri contiene il 98 per cento delle radici. Cosa succede invece nel riquadro di destra?
37:45C'è un elemento aggiuntivo perché fino a 0,4 metri dall'asse del filare era diserbo, ma a 0
37:56,4 metri, quindi da questo
37:58punto in poi, spostandosi verso destra, cominciava un inerbimento con dactilis glomerata, che è l'erba
38:07mazzolina, quindi una specie discretamente competitiva devo dire. E come si è modificato a questo punto, scusatemi,
38:17come si è modificato a questo punto la distribuzione complessiva dell'apparato radicale della vite?
38:23È evidentissimo che, vedete, quando l'apparato radicale della vite incontra il dirimpettaio, diciamo così,
38:31cioè la radice del cotico erboso in interfilare, a un certo punto è stimolato a fare che cosa?
38:40ad approfondirsi. E infatti vedete che le radici cominciano ad arrivare quasi a un metro di profondità .
38:47Ma questo è un esempio straordinario di come la collocazione fisica dell'apparato radicale del cotico
38:57possa poi andare a condizionare in maniera pesante quella che è la crescita dell'apparato radicale della vita.
39:05Questa è un'altra tabella di buonsenso, anche qui dati di ormai tanto tempo fa,
39:12ma il significato è assolutamente ancora validissimo e attuale.
39:17Se io ho situazioni diversificate di disponibilità idrica o di fertilità del suolo,
39:23è chiaro che se ho alta di una e alta dell'altra io posso anche tollerare un inerbimento con dell
39:32'olium perenne
39:33o della festuca rundinacea, perché in quel caso il mio problema sarà che dovrò controllare l'eccesso di vigoria della
39:40vite
39:41e questo riesco a farlo usando delle essenze che sono anche piuttosto competitive.
39:47Andiamo all'altro estremo, cioè bassa-bassa.
39:51Bassa-bassa significa poco di tutto.
39:54Un terreno a rischio siccità , un terreno povero e allora devo per forza fare cosa?
39:59Beh, intanto metto dentro una leguminosa per cercare di tirare un po' su la dotazione azotata
40:07e metto dentro non una festuca rundinacea, ma una festuca ovina.
40:13Nuove tecniche di gestione del suolo.
40:16Allora andiamo un po' al completamento di questa carrellata parlando di che cosa c'è di nuovo da questo punto
40:27di vista.
40:27Allora, guardate, tutto sommato riparto da qui, perché la novità in un certo senso si rifà ancora alla modalità del
40:41sovescio.
40:42Mi spiego.
40:44Quando si fa una semina di un cotico erboso autunno-vernino, diciamo che la terminazione classica può essere quella
40:58della trinciatura e poi dell'interramento della biomassa.
41:03Vedete, interramento biomassa, dopo lo sfalcio, la biomassa dovrà prima essiccarsi, verrà interrata a 10-20 cm con vangatrice, stirpatore,
41:14eccetera.
41:16Quando è che lo facciamo naturalmente?
41:19Lo facciamo quando abbiamo il massimo di biomassa prodotta.
41:24Questo circa può essere intorno alla prima, seconda settimana di maggio.
41:30però ci sono anche altre possibilità di terminare questi inerbimenti temporanei.
41:42Allora, intanto andando con ordine, una prima variabile sulla quale noi possiamo agire è il tipo di miscuglio che abbiamo
41:50seminato.
41:52Per esempio, qui vedete un miscuglio C, dove C sta essenzialmente per cereali, dove c'è prevalenza di cereali.
42:02Quindi la caratteristica di questo miscuglio sarà un miscuglio che ha un elevato rapporto carbonio-azoto, perché c'è della
42:10fibra.
42:11C'è tanta di questa roba qua.
42:14Il miscuglio B, lo si vede anche da un punto di vista visivo, per quello che riguarda l'aspetto proprio
42:23della tessitura erbacea,
42:26è un miscuglio equilibrato, è un miscuglio in cui c'è un buon bilanciamento fra leguminose e graminacee, carbonio-azoto
42:33intorno a 24.
42:34Mentre se andiamo sulla destra, il miscuglio N, questo è un miscuglio che si chiama nitrofert, ed è un miscuglio
42:43a prevalenza di leguminose.
42:45Se dobbiamo, per esempio, tirare su parecchio questo dato dell'azoto.
42:50Allora, una delle domande clou che vengono fatte è, nel momento in cui noi andiamo a interrare una biomassa che
43:08è stata appena sfalciata,
43:09supponiamo una biomassa costituita da una prevalenza di leguminose, beh, insomma, sapendo quella che è la biomassa prodotta
43:19e sapendo quella che è la concentrazione di azoto delle singole specie che costituiscono il miscuglio,
43:25io posso dire ho interrato un equivalente potenziale di circa 80 kg di azoto per ettaro.
43:35Dico l'ho interrato, non sto dicendo è disponibile per la vite, perché poi da lì ha la disponibilità , naturalmente,
43:45ce ne passa.
43:48Quello che però è stato visto in un straordinario studio effettuato utilizzando dell'azoto marcato, l'azoto 15,
43:57quindi l'isotopo dell'azoto, che quindi mi consente di andare a vedere quella molecola di azoto dove va a
44:05finire
44:06una volta che io l'ho messa in un determinato substrato, allora questo lavoro dice che l'azoto fogliare
44:17derivante dall'inerbimento, sicuramente derivante dall'inerbimento interrato, era pari al 28% di quella massa
44:27e il massimo assorbimento si è avuto 4-6 settimane, 16-20 settimane dopo l'interramento.
44:35Il che significa naturalmente che questo azoto, questa concimazione azotata di lungo periodo,
44:41non è un qualche cosa che si deve dare ovviamente per scontato, nel senso che può essere limitata in quantitÃ
44:47e anche in epoca di disponibilità . Arriviamo alla possibile innovazione, ripeto.
45:00Che cosa abbiamo cercato e che cosa stiamo cercando di fare in termini di tecniche innovative di terminazione?
45:10Allora, a sinistra vedete tre immagini sovrapposte che ci fanno vedere una situazione di lavorazione
45:21molto estensiva, di inerbimento oppure di lavorazione di inerbimento a filari alterni.
45:27Nella zona dove mi trovo ad operare, sui colli piacentini, la lavorazione a filari alterni e inerbiti
45:35è ancora piuttosto diffusa. Ma queste sono, diciamo, tre prerogative tradizionali.
45:43Se io volessi avere qualche cosa che in qualche misura mi crea novità , sia a livello di terminazione,
45:52sia a livello anche di che cosa, non dimentichiamoci un fatto, e cioè è strategico anche quello che noi
46:01andiamo a fare sotto la fila. Perché sotto la fila naturalmente io ho maggiore probabilitÃ
46:09di andare ad interagire direttamente con le radici della vite, che essenzialmente sono lì.
46:16essenzialmente. Allora, vi parlo finalmente di quelle che sono in generale le due tecniche
46:27che stiamo valutando e sono queste, vedete. Allora, sulla sinistra ho voluto mantenere la dicitura inglese
46:39di questa tecnica, che si chiama Mow and Blow, tradotto letteralmente vorrebbe dire
46:47sfalcia e soffia. Cosa vuol dire sfalcia e soffia? Fate conto, il mio inerbimento potenzialmente
46:55da sovescio, lo vado a terminare, quindi lo sfalcio, Mow, però lo sfalcio tramite questa macchina,
47:04questa è la macchina che è commercializzata dalla ditta Falk di Faenza, che ha collaborato con noi
47:12in diversi progetti su questi temi. Vedete, in maniera praticamente contemporanea allo sfalcio,
47:21lo sfalciato viene accumulato sotto i filari. È molto chiaro, vedete, poi questa pacciamatura morta
47:29che si forma sotto la fila, vedete, è molto spessa. È molto spessa perché c'era tanta biomassa,
47:35così come deve essere, e poi vedete che a distanza di tre mesi, qui siamo ormai a fine agosto,
47:41quando ormai si è seccata, ecco, mi permetto di dire che la quantità di infestanti che poi si è sviluppata
47:50è stata veramente minima. Allora, ecco, qui si accende un po' la lampadina, cioè la lampadina è quella
47:57che ci porta a dire, e attenzione, magari abbiamo finalmente trovato il modo di adottare una tecnica
48:04di pacciamatura con delle modalità che siano gradite al viticoltore.
48:09L'alternativa, la vedete a destra, è il cosiddetto rolling, o rullatura, e cioè a un certo punto
48:16il cotico tra le file viene in qualche misura rullato, quindi non c'è una sfalciatura,
48:23viene rullato con un rullo a dischi apposito, creando una pacciamatura, anche in questo caso
48:30non è più morta perché è teoricamente viva, anche se schiacciata, e però vedete che,
48:37guardando anche questa immagine, non si può dire certamente che non ci sia un buon controllo
48:44delle infestanti. Naturalmente, questo è un altro dato sul quale posso andare particolarmente veloce,
48:54è chiaro che un buon effetto pacciamante sotto la fila e quindi anche un buon contenimento
49:00delle specie infestanti lo si può avere se e solo se si produce in primavera sufficientemente
49:10una sufficiente biomassa. Cosa intendo dire con sufficiente biomassa? Intendo dire non meno di
49:18600-700 grammi di massa secca per metro quadrato, questo è quello che serve. Stiamo approfondendo
49:27moltissimo tutto quello che riguarda in qualche misura anche gli aspetti di interazione di queste
49:35modalità di determinazione con che cosa? Con il contenuto idrico nel terreno, con il potenziale
49:41idrico nel terreno, questi sono grafici che mettono in confronto il sovescio classico a sinistra con
49:48la rollatura e con l'andanatura sotto la fila a due diverse profondità , 30-60 cm, qui dovrei dedicare
49:59veramente molto tempo, non lo faccio, ma ci sono due cose che stanno venendo fuori in maniera molto
50:06chiara, le vedete soprattutto in questo grafico qua a destra e cioè che nella parte centrale della
50:14stagione in estate, quando è maggiore il rischio di stress idrico, vedete che in particolare la tecnica
50:22dell'andanatura consente di tenere l'umidità relativa ad un valore del terreno, in questo caso il potenziale
50:30idrico meno negativo e quindi meno stressante, ma poi guardate molto bello questo dato che si verifica
50:37poi quando in particolare verso il giorno giuliano 200, quindi siamo ormai in tarda estate, in quel caso vedete
50:48che c'è un ripristino di umidità perché è piovuto e vedete che questo ripristino di umidità è
50:56particolarmente pronto nel caso delle tesi andanate rispetto al controllo, vedete che queste quasi
51:03risalgono a un potenziale idrico di zero, il che significa che queste tecniche evidentemente hanno un effetto
51:11molto benefico anche su quella che è la capacità di infiltrazione dell'acqua dopo un evento meteorico
51:20importante. Vado a diciamo in un certo senso a chiudere questo secondo seminario con alcune considerazioni
51:35che diciamo affiancano le nuove metodiche in qualche misura della gestione del suolo perché se noi siamo
51:46adesso ormai in grado di progettare in maniera attiva quello che può essere veramente la gestione di un cotico
51:56erboso in vigneto, da questo punto di vista però dobbiamo anche in un certo senso rifare tutti i calcoli per
52:08quanto
52:08riguarda il bilancio idrico del vigneto. In questo grafico è un grafico un modello, in questo caso come potete
52:19notare contiene l'annata 21 e l'annata 22, molti di noi ricordano l'annata 22 come un'annata estremamente
52:31onerosa
52:31da un punto di vista di stress idrico e da un punto di vista di sofferenza della vite e allora
52:40per darvi proprio
52:42gli elementi di maggiore importanza di questo grafico vedete nella parte alta, l'abbiamo visto anche prima
52:49qui lo vediamo in maniera più estensiva, allora sull'asse delle X in istogrammi blu è la piovositÃ
52:55Mentre in alto io ho l'andamento del contenuto idrico del terreno nei vari anni dove di nuovo scatta
53:07un allarme medio con il colore giallo, scatta un allarme rosso con il colore rosso. Vedete anche qui potete
53:17apprezzare come a un certo punto a causa delle piogge che sono arrivate tutto quanto poi diciamo
53:24piano piano ritorna verso la massima capacità idrica di campo che è quella che viene fissata da questa linea
53:33tratteggiata. Però la parte diciamo più innovativa è quella che è sotto qua perché qua sotto cosa c'è? C
53:41'è una
53:41stima di quella che è l'evapotraspirazione giornaliera del vigneto, del filare che è quella che è qui
53:50rappresentata dalla linea, dalla curva blu più chiaro, questa qui vedete che a un certo punto arriva a sfiorare
53:58anche, anzi a superare i 2 mm al giorno specialmente nel 22 è un'annata particolarmente calda, ma vedete che
54:08accanto a questo tipo di consumo idrico ce n'è un altro e questo consumo qui un po' strano che
54:15cos'è?
54:16Vedete questo consumo che comincia ad essere significativo da circa metà marzo, raggiunge un picco verso i primi di
54:24maggio e poi c'è un crollo e poi si azzera. Questo qui è il tipo di consumo idrico che
54:31fa riferimento appunto
54:32alla presenza di quel cotico da sovescio che vedete fino al momento in cui non viene terminato e rappresenta
54:43come posso dire una fonte di dispendio di acqua notevole poiché raggiunge dei picchi di consumo che
54:52non vengono raggiunti dalla chioma neppure in estate. Quindi una parola anche così di cautela nel dire che se
55:02utilizziamo una tecnica di questo genere, in primavera non ci si fa tanto caso perché ci dice tanto è piovuto
55:11tanto,
55:11il terreno è carico, tuttavia quel cotico erboso ha consumato, sta consumando una quota di acqua, in questo caso
55:21sono circa 100 mm che poi evidentemente non saranno disponibili più avanti. Quindi non è assolutamente una
55:29considerazione allarmistica però dobbiamo essere bravi a capire che tutti quanti i fattori devono essere
55:35compendiati. In questa tabella che credo sia molto utile è una specie di stesura di linee guida, cioè quali sono
55:46i punti critici di cui ci dobbiamo occupare quando vogliamo diciamo in qualche misura soprattutto adottare
55:56una tecnica di inerbimento temporaneo autunno-invernale, ci sono delle criteri che hanno a che fare con la
56:05semina, con la gestione del cotico e poi per quello che riguarda sia la rullatura che l'andannatura vedete
56:12c'è tutta una serie di caratteristiche che devono essere diciamo preparate per tempo, cioè non si può arrivare
56:21a fare la terminazione e scoprire solo in quel frangente che la larghezza della macchina danatrice è
56:28inferiore alla larghezza del cotico seminato perché altrimenti rimangono poi delle piccole strisce che non
56:34vengono utilizzate. Quindi tutto quanto, ecco qui il significato della parola progettazione, tutto quanto
56:42deve avere una progettazione. In questo testo che è reperibile su Amazon da me scritto due anni fa trovate
56:52approfondimenti eventualmente anche su questa parte, il testo è disponibile sia in italiano che in inglese
56:59e con questo vi ringrazio della vostra attenzione.